CIVITAVECCHIA – Lo spinoso problema della presenza di opifici produttori di sostanze chimiche tossiche immesse in atmosfera e ricadenti al suolo e in mare con danno al terreno e alle acque non va affrontato con spirito guerresco ma con intelletto sgombro da condizionamenti ideologici viscerali.
A) L’aspetto etico è fondato sul “Principio di precauzione” assunto fin dal 2005 dalla Corte Costituzionale, ma non recepito né dalla politica né dalla giurisprudenza operativa.
B) L’aspetto scientifico (sia biologico che industriale) s’incentra sul principio, enunciato nella legge di Lavoisier, per la quale in natura nulla si crea, tutto si trasforma e nulla si distrugge.
Ebbene: i politici (anche al livello comunale e comprensoriale) non dimostrano sensibilità ambientalista, tanto che il Nostro Primo Cittadino – tutore ope legis della salute collettiva – si schiera dalla parte dell’ENEL, avallando un implemento al processo di trasformazione massiva del carburante naturale, immesso per ulteriori 900.000 tonnellate/anno nei gruppi di combustione di TVN.
Sul piano etico (connesso indissolubilmente al “Principio di precauzione” e all’art.5 del codice deontologico medico) non si vuole tener conto del pluridecennale impatto ambientale negativo indotto dalle centrali Enel (dichiarate obsolete e in parte ambientalizzate, ma pervicacemente mai “rottamate” del tutto) ai danni d’una popolazione succube e abulica. Studi epidemiologici affidati a strutture universitarie e avallati dal Servizio epidemiologico regionale del Lazio, fin dal 2004 hanno dimostrato un surplus di patologie respiratorie e oncologiche nella popolazione civitavecchiese.
Già dal 1999 (prima la Commissione Wegner e poi la Commissione Fara – Giovannozzi – Naso) erano chiare le evidenze scientifiche le quali suggerivano (alle menti lucide e lungimiranti) che il territorio aggredito dagli inquinanti industriali andava posto in quarantena precauzionale… cosa che soltanto dopo l’ecatombe di vite umane viene attuata, ora, a carico
dell’ILVA di Taranto e a protezione tardiva della inerme popolazione.
È contro questo danno collettivo subdolo e strisciante che il CODACONS chiama a raccolta tutta la cittadinanza “inquinata”, visto che troppi Medici ignorano la cogenza etica dell’art.5 del codice deontologico e il mondo giudiziario continua a sottovalutare la portata mortifera delle attività industriali termoelettriche (e non solo!) in un territorio ormai sfibrato da più di cinquant’anni di sfruttamento ambientale e antropico.
Vorremmo ricordare al Sindaco ed ai saccenti “consiglieri” del Pincio che noi non siamo adusi a servirci di “insalate di parole”, ma siamo acuti osservatori scientifici dei fenomeni inerenti alla tutela della salute e siamo provvisti di conoscenze universitarie sia di chimica generale, sia di chimica biologica che di chimica farmaceutica e tossicologica.
Per quanto riguarda l’impiantistica industriale, non ci lasciamo “abbindolare” dagli slogan dei tecnocrati che – per fare un esempio grossolano – scrissero sul sito www.enel.it.ambiente del 15/5/2003 che “Dalle ciminiere di TVN non uscirà fumo” e che “dopo la combustione, il trattamento dei fumi sarà affidato ai nuovi filtri a manica che hanno un’efficienza del 99,9%”.. et de hoc satis!
Dr. Paolo Giardi – Coordinamento dei Medici, Farmacisti e Biologi di Civitavecchia







