“Camera iperbarica, una storia infinita”

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CIVITAVECCHIA – Lettera aperta di Gianfranco Forno, Presidente Associazione Volontari Francesco Forno, ai Consiglieri comunali di Civitavecchia.

A nome dell’Associazione,
vi ringrazio per aver votato, alla unanimità, nel Consiglio Comunale svoltosi ieri pomeriggio, l’Ordine del Giorno presentato dalla Consigliera Alessandra Riccetti per la riattivazione della camera iperbarica.
Al riguardo, dopo aver ascoltato i vari interventi, ritengo opportuno chiarire alcuni aspetti emersi dal dibattito.
La camera iperbarica è perfettamente a norma e, a detta della società costruttrice, è la più moderna sotto tutti i punti di vista tra le oltre 80 camere iperbariche presenti in tutta Italia.
Nel Lazio, attualmente, è operativa solo la struttura iperbarica del Policlinico Umberto I di Roma.
La struttura, che è stata consegnata alla scrivente Associazione il 3 maggio 2010, si trova in “area artigianale” del porto a meno di 100 metri dalla statale Aurelia, dopo il suo trasferimento dal sito originale.
Alla definizione della sua apertura, come da progetto, l’area portuale in cui si trova verrà delimitata, con due accessi: uno in ambito portuale per l’ingresso dal porto e uno sulla via Aurelia, per l’ingresso ordinario dei pazienti.
Avendo conosciuto direttamente il progetto originale dell’ampliamento del nostro ospedale, voglio ricordare che nel medesimo, nel reparto di rianimazione, era prevista una camera iperbarica. Al momento, poi, della realizzazione, nel 1997, della struttura di proprietà dell’Autorità Portuale, gestita dall’Associazione dal febbraio 1998 al dicembre 2005, il progetto di ampliamento ospedaliero è stato modificato con la ovvia eliminazione di una struttura, comunque, esistente in città.
Come è stato detto in Consiglio e come aveva, l’11 ottobre 2017, durante l’incontro tra la Segretaria Generale del Porto, il Sindaco Cozzolino (promotore dell’incontro) e la nostra Associazione, è stato affermato che, in via preliminare, l’Autority avrebbe proposto il passaggio gratuito della struttura all’ASL, mediante una formale comunicazione, che, ad oggi, non risulta essere mai stata formulata.
Ricordo che in Regione Lazio (da noi anche sollecitata sia a livello del Presidente che dell’Assessore alla Sanità) dalla fine di maggio esiste una Interrogazione urgente a risposta scritta, alla quale non è stata data ancora risposta.
Infine, l’ampliamento della struttura che ospita la camera iperbarica, già dal novembre 2010 era previsto al momento in cui la Regione avesse concesso l’autorizzazione all’esercizio, negata nell’estate del 2012 dopo 20 mesi con due motivi pretestuosi.
Il 4 ottobre scorso, l’Associazione dopo un incontro informale con il Presidente dell’Autority, ha presentato, nuovamente, una lettera e alcuni documenti per la ripresa degli incontri tecnici con l’Autority (Ufficio Legale e Dirigente tecnico), interrotti nell’estate del 2016, con la nomina del Commissario dell’Autority, al termine del mandato di Pasqualino Monti.

 

Gianfranco FornoPresidente Associazione Volontari Francesco Forno