CIVITAVECCHIA – Il Concordia è andato…
Certo Genova è più vicina della Turchia, ma è fatto certo che il bacino naturale più prossimo ed idoneo per la dismissione del Concordia, è rappresentato da Civitavecchia, in termini sia logistici che di sicurezza e, almeno avrebbe dovuto, anche di economicità, considerati i costi e i rischi del trasporto in sedi più lontane.
Come dice il presidente dell’Autorità portuale di Genova, Merlo “… non si trattava di una competizione fra porti, ma una gara fra privati”: concetto chiaramente da bocciare a priori.
Con il dolore e il rispetto dovuto per i lutti provocati da quella tragedia di mano “umana”, si parla tuttavia di una condizione generatrice di lavoro ed investimenti di misura tale, che è quantomeno scellerato ritenere che possa essere affare tra “privati”.
Eppure è quanto accaduto, lasciando la sensazione che si sia trattato dell’ennesimo gioco a dama, in cui ben poco hanno contato le effettive valutazioni delle potenzialità dei singoli bacini ospitanti: vittima eccellente anche Piombino, che pure aveva un senso e dove la battaglia è forte.
Credo siamo in molti che continuiamo a chiederci CHI abbia presentato la surreale proposta per Civitavecchia che, a quanto è dato sapere a mezzo stampa, conteneva costi tanto fuori mercato.
E poi, come si dice dalle nostre parti, fermati lì: il livello istituzionale si è limitato a qualche più o meno patetica questua, senza MAI esprimere una reale capacità progettuale dell’intero territorio interessato.
E’ altro che ci saremmo aspettati da istituzioni all’altezza del loro compito.
Organizzare una task force coordinata da Regione ed Autorità Portuale, che coinvolgesse le principali realtà imprenditoriali che insistono sul territorio (che non si sono sentite), le associazioni di professionisti (che, per quanto di competenza, avrebbero potuto offrire un contributo determinante), le Organizzazioni Sindacali (che non hanno avuto alcuna incisività), i rappresentanti istituzionali del territorio che, anziché continuare a chiedere elemosine a Renzi (senza grande successo, tra l’altro), avrebbero dovuto assumere il ruolo di portatori e propulsori verso il Governo centrale della capacità propositiva e progettuale, in questi termini espressa dall’area portuale di Civitavecchia.
Così non è stato. Incapacità? Mancanza di volontà? Equilibri interni al PD di Renzi? Una non esclude l’altra.
D’altra parte, abbiamo già vinto il cantiere Privilege Yard……. facciamocelo bastare!
Lucia Bartolini






