“Anziani sempre più soli nelle Rsa”

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CIVITAVECCHIA – Lettera in Redazione di Gioia Re:

“Da nord a sud, la musica è la stessa anche se a dirigerla sono più Direttori incaricati dal Sistema Italia di rovinarci la vita. Il contagio di ritorno si è presentato in anticipo sull’inverno, con numeri che non fanno paura ma preoccupano.
Di lock down non si parla pubblicamente, ma dai Palazzi che contano la linea dura è confermata ‘Emergenza fino al 31 dicembre’. Nessuno, per timore di rovinare il brindisi di fine anno osa pronunciare la parola ‘proroga’ termine che per noi esperti in prigionia, sa di deja vu.
Entriamo nel cuore dell’epidemia.
Anziani sempre più soli nelle RSA dove le visite contingentate di 15 o 20 minuti massimo sono ininfluenti.
Sofferenza e delusione tra i parenti nel constatare giorno dopo giorno che i propri cari si lasciano scivolare verso la morte.
Le strutture d’Italia, hanno scelto la linea difensiva dopo le polemiche sui decessi, per salvaguardarsi da ulteriori denunce che già affollano i tavoli delle Procure.
Il virus continua a circolare, e punta l’indice sui più fragili.
‘Volere è potere’, dicono i familiari, infastiditi dall’indifferenza degli Organi di Competenza ASL, Istituto Superiore di Sanità.
Di Covid, si muore, e nei casi in cui si sopravvive, la discesa verso la morte è rapida, per chi assiste impotente, e per chi decide di imboccarla pur di farla finita.
Situazione ancora più drammatica con i disabili, vittime silenziose.
La video telefonata, un saluto lanciato al volo, a mò di bacio, ore e ore trascorse nel silenzio assoluto, giorni e notti, tutti uguali, al punto di decidere di non mangiare più: a che cosa serve, e soprattutto a Chi?
L’oblio della mente è l’unica difesa, per non pensare a niente, perché di niente si vive.
Al Bellosguardo di Civitavecchia, colpita da contagi di massa e morti collaterali, un tempo oasi di verde e teatro di feste allietate dall’orchestra, il sipario è calato da molti mesi: la timida apertura, concessa dalla Direzione non soddisfa i familiari, che si chiedono cosa succederà con le prime piogge?
Ogni giorno, una scommessa vinta, un sospiro di sollievo per la telefonata non ricevuta nel cuore della notte, che comunica il trasporto del proprio caro in Ospedale per sopraggiunte criticità.
La Via Crucis, si sposta al Pronto Soccorso, dove il degente semicomatoso staziona in attesa di un letto in reparto, ammesso che ci arrivi.
Il calvario continua e si aggrava emotivamente, quando i parenti chiedono informazioni.
‘Ordini di scuderia rigoroso silenzio’.
Unica salvezza, il solito Santo in Paradiso o il primo sconosciuto compassionevole che interrogato risponde: ‘E’ ancora vivo, ma grave’.
Al grido di fateci i tamponi, dateci un camice, la mascherina, fateci entrare, la battaglia continua con speranze zero.
Quello che già sappiamo e che pochi confermano, è l’inaffidabilità dei tamponi nei confronti di un virus che muta continuamente.
Appurata la positività, i tamponi non sanno cosa cercare, e in molti casi partite di tamponi hanno date false risposte con necessità di immediate riverifiche.
Il Governo tace, in attesa di calare l’asse di bastoni: il tanto atteso e acclamato vaccino.
La Russia di Putin dopo Sputnik, sta per presentarne un altro, la Cina ha il suo, ogni Nazione punta al primato nella guerra all’anti Covid.
Oxford e Pomezia lavorano a ritmi incessanti per recuperare i tempi della sospensione, dallo Spallanzani niente nuove sul vaccino tutto italiano, prodotto da
un’Azienda di Colleferro.
Guido Rasi direttore dell’Agenzia Europea del Farmaco ‘Ema’, afferma che l’anno del vaccino è il 2021, poche le probabilità che arrivi per coprire ampie fasce della
popolazione, forse per fine anno qualche dose (destinata a Chi?).
Troppo presto per sbilanciarsi (voci di Aziende) “Signori tuttologi” siete almeno in grado di suggerire su quale antidepressivo puntare per ridurre le nostre ansie, destinate a durare a lungo? Senza verità si muore!”.

Gioia Re