“A proposito di antipolitica”

Urna elettoraleCIVITAVECCHIA – Non vi è alcun dubbio che il giudizio su certa politica non può esser meno che severo. Se vogliamo, anche sulla politica in generale, assumendo a pietra di paragone lo stato miserando della nostra economia e della etica pubblica, la critica è più che meritata. Da ciò ne possono derivare due reazioni di segno contrario. La prima osserva che sono tutti uguali,la politica è materia organica dal cattivo odore e via discorrendo; meglio non averne nulla a che fare. La rivolta è radicale. Essa si esprime nel non voto; nell’annullare il proprio voto o nel dare la preferenza a chi,pur predicando un tipo particolare di politica, afferma di voler schiacciare tutto ciò che ha a che vedere con la politica.
Nulla di nuovo sotto il sole verrebbe da dire. In altri periodi storici e/o ad altre latitudini queste lagnanze generalizzate hanno saputo solo precedere l’affermarsi di regimi autoritari. Mi vengono in mente le cornamuse dei battaglioni scozzesi lanciati in battaglia. Debbono trasmettere paura e risolutezza. Ma, il peggio ed il vero spargimento di sangue è sempre dopo di loro. Non mi sento di essere nemmeno intenerito dalla presunta buona fede di queste minoranze e dalle motivazioni più o meno legittime che li spingono verso le sponde della cosiddetta “ antipolitica”. Erano certamente pieni di buona fede i tedeschi che applaudivano Hitler o le genti che affollavano i comizi del Duce a Piazza Venezia o , in America Latina i settori di popolazione che assistevano talvolta indifferenti e tal’ altra complici all’insediarsi di terribili dittature. No! La buona fede può spiegare il fenomeno di certa adesione ,ma non la giustifica. La seconda reazione è quella di chi, ed io mi pongo senza se e senza ma tra questi, spinge ed opera, nei limiti delle proprie possibilità, e seguendo percorsi talvolta anche difficili e tortuosi, verso una riforma delle modalità con le quali la politica si esprime. Una cosa è certa: la politica, quella buona, è strumento insostituibile per una sana e civile convivenza. Una politica che possa sprigionare le proprie istanze nell’ambito di un sistema democratico è un valore per il quale sono stati spesi molti sacrifici dalle scorse generazioni; molti hanno dato la loro giovane vita per consentire a tutti noi di avere più libertà e benessere. Ciò vale ricordarlo prossimi come siamo al 25 Aprile ed anche, perchè no, al 1° Maggio.. Altrimenti davvero le celebrazioni sono vuota retorica. Non è facile oggi ragionare serenamente per alcune fondamentali ragioni. La prima è che, come si diceva, i partiti hanno abusato della delega dei cittadini, occupando lo Stato e favorendo al proprio interno fenomeni di corruzione e degenerazione etica. Questo è avvenuto , avviene e suscita scandalo in ciascuno di noi La seconda buona ragione e che tutto ciò emerge nel pieno di una violentissima crisi economica. Le persone sono più povere e affrontano la vita quotidiana tra mille difficoltà alle volte travolte da veri drammi. Certo è questo l’humus favorevole. E’ sempre stato così. Più sei vicino ad uno stato che si considera di disperazione e meno sei disposto a guardare le cose con la giusta dose di razionalità. Così rischiando seriamente di andare ben oltre la soglia di quello che appare come il peggiore dei mondi possibili. Magari scoprendo che ve ne può essere uno, a seguire, anche peggiore. La cosa che è di conforto è che la maggioranza dei cittadini uscirà di casa il giorno delle elezioni; si metterà con pazienza in fila ad un seggio; rinuncerà ad un poco del proprio tempo libero e votando affermerà con forza il proprio essere cittadino a pieno titolo e a tutti gli effetti. Autorizzato anche ad essere critico verso una democrazia che però mostra di avere la volontà di difendere con determinazione da guitti di passaggio , demagoghi e illusionisti di professione. Di molte cose non ho certezza ma sono sicuro che mai rinuncerò a votare e mai rinuncerò a schierarmi da una parte, poichè non ho dubbi su di un fatto: non è purtroppo per nulla vero che siamo tutti uguali. Buon voto a tutti.

Piero Alessi