“A proposito del Calamatta…”

stampe calamattaIVITAVECCHIA – L’ex assessore ed ex delegata alla cultura Annita Cecchi ha recentemente avocato a sé la maternità dell’esposizione di 20 opere di Luigi Calamatta, inaugurata venerdì 21 Settembre presso il Museo Nazionale di Civitavecchia, resa possibile dal contributo della Fondazione CaRiCiv e dal lavoro della dott.ssa Foschi nonché promossa dall’Associacione Forum Calamatta.
Le opere dell’illustre concittadino sono state restituite alla città nel lontano 2001 con l’amministrazione Tidei che aveva ottenuto i fondi europei per il recupero dell’ex Infermeria Presidiaria all’interno della quale doveva essere disposto uno spazio Museale per realizzare la Mostra permanente delle oltre 100 opere di Calamatta.
E’ trascorso più di un decennio e nessun atto è stato compiuto per realizzare ciò che la città aspetta e ciò che è doveroso fare per la città, per la sua storia, per il riconoscimento di un cittadino il cui valore artistico è riconosciuto ovunque in Europa.
Se, come dice la Sig.ra Cecchi,la passata amministrazione aveva l’intenzione di collocare le opere di Calamatta all’interno dell’immobile che aveva trasformato in Cittadella della musica, io invito la suddetta sig.ra a compiere un accurato sopralluogo e a mostrarci dove.
Le uniche due mostre, prima dell’attuale, riguardanti Calamatta, sono state realizzate nel 2001 e nel 2006, le due amministrazioni di cui la s.ra Cecchi è stata parte attiva non hanno prodotto un solo atto amministrativo che potesse far intravedere la destinazione di un luogo per il museo Calamatta o comunque per un’esposizione permanente, anzi, hanno sottratto il luogo destinato a favore forse di un uso non solo musicale, visto che una parte importante dell’immobile dell’ex infermeria presidiaria è occupata da un maxi pub con tanto di entrata indipendente, realizzato con una dovizia di mezzi eccezionali per l’uso che quel luogo impone, così come non si è badato a spese per gli scaffali di una biblioteca che non contiene neanche un volume.
Cara Sig,ra Cecchi, a volte il silenzio è d’oro, a noi ora spetta la responsabilità di onorare i nostri cittadini illustri.

Annalisa Tomassini – Delegata alla cultura