“A Ladispoli non abbiamo più vergogna di niente”

alberoLADISPOLI – Oggi transitando casualmente in macchina sulla via Settevene Palo, arrivati alla rotonda davanti al campo sportivo, vediamo degli operai intenti in operazioni di manutenzione della rotonda e un grandissimo abete (circa 8 – 10 metri) sdraiato a terra. Osservando bene la pianta ci accorgiamo che non si tratta di una pianta con le radici, pronta ad essere messa “a dimora” ma di un moncone di albero tagliato, quindi senza apparato radicale e già morto; sacrificato per supportare qualche pallina e lucetta natalizia per qualche mese, per trasformarsi poi, nei migliori dei casi in legna da ardere.
La nostra associazione da anni è impegnata nell’educazione ambientale e nel rispetto per la natura così come per il risparmio e l’ottimizzazione della spesa pubblica; allora ci chiediamo: ha senso tutto ciò? Ha senso spendere migliaia di euro di denaro pubblico, soprattutto in tempi di crisi per una tale frivolezza? Ha senso sacrificare ogni  anni dei grandi o grandissimi alberi che invece potrebbero essere piantati con le radici e rimanere in vita? Anche noi che viviamo in un clima mediterraneo, dobbiamo per forza utilizzare abeti che non sono autoctoni delle nostre zone per realizzare degli allestimenti natalizi? Perché il sindaco che più volte ha partecipato anche a corsi ed incontri da noi sponsorizzati sul tema del rispetto del verde e che si è sempre fatto carico di rappresentare il buon senso che faceva ogni volta suo, ora non agisce di conseguenza? Come mai continua a non far rispettare il regolamento per la tutela del verde che vieta la capituzzatura? Com’è possibile che si permette di prende per i fondelli i suoi concittadini?
Siamo stufi, non se ne può più. La città deve insorgere, nemmeno le scuse sarebbero forse accettabili, non per un albero, ma perché questo albero è rappresentativo del modo in cui questa classe politica amministra la nostra città. Ahimè in tutto.

Simone Itri – Associazione culturale Libera Polis