CIVITAVECCHIA – Spett/le Redazione,
ricordiamo Tancredi nel “Gattopardo”? ( “cambiare tutto per non cambiare niente” ?)
Bene, è la prima impressione che ho tratto dalla digià aspra e significativa competizione tra “fratelli coltelli” dei candidati a Sindaco del Centro-Sinistra che si sottoporranno a giorni al giudizio delle “Primarie” .
Mi sbaglierò, ma non s’era partiti con ambiziosi intenti di una sorta di “rivoluzione culturale” nel modo di far politica , tirandovi pure in ballo l’esempio fiorentino di Renzi, ma che non mi pare d’aver ancora notato da nessuna parte ( se tanto può “consolarci”) ? E, se non ricordo male, non s’era propagandato : “prima i programmi, poi i nomi” ? Ed, al caso, essendosi concordata una coalizione, lògica non avrebbe voluto che anche il programma fosse stato uno e la scelta del candidato affidata alla fiducia del cittadino nella persona che si fosse pensata più capace degli altri di attuarlo poi da Sindaco?
Ed invece , eccoci qua a perpetuare la deprecata (a chiacchiere!) liturgia di sempre, con i “soliti noti” , ognuno per conto suo, ognuno col “suo” progetto, a ripresentarcisi con il solito “libro dei sogni” di sempre, ripetitivo, fumoso e generalista, che chi ha buona memoria ed un archivio da consultare, ritroverà pari pari nelle declamazioni di sempre ; mentre un altro si distingue con un’inedita , e direi tardiva, consultazione popolare “ex ante” con cui dovrebbe poi fare gli impossibili conti nel caso ( remoto ) di sua elezione . Così Luciani col mantra dell’”Hospice”, Tidei con le sue improbabili rivoluzioni copernicane, Petrelli che ci chiede “che fare”… e gli altri al momento “silenti”, in posizione tutta da chiarire.
Cosicchè ancora una volta ci si chiede di esprimere “al buio”un “atto di fede” personale nell’uomo, anziché l’appoggio a precise proposte di indifferibili attuazioni di quanto vorremmo invece che si facesse “presto e subito” per restituirci una civile qualità di vita quotidiana; ovvero tutto quanto appartiene all’ordinario di un’amministrazione civica attenta prioritariamente ai bisogni essenziali della città, fin’ora sacrificati a megalomanie o ideologie edoniste, inconcludenti e sprecone.
Con queste premesse, sarà possibile attendersi sostanziali discontinuità di sistema di gestire questa città? …. Speriamo bene!
Gennaro Goglia






