“Pirgo e movida, abbassare la musica non risolve il vero problema”

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bottiglieCIVITAVECCHIA – Ancora una volta è necessario portare avanti un tema che ci riguarda come cittadini di Civitavecchia…
Eh sì, il Pirgo e la Movida! La manifestazione di sabato scorso, organizzata da Pirgo.org, ha finalmente rimesso sul piatto i vari problemi creati dalla Movida che si articolava sul lungomare e sul Pirgo l’estate scorsa; i rumori per gli abitanti che dopo la mezzanotte chiedevano di poter riposare, l’uso indiscriminato da parte dei giovani di shortini e altro, le manifestazioni di violenza a causa dell’ebbrezza da alcolici …
Ora nessuno vuole colpevolizzare i proprietari e i gestori dei locali pubblici, i quali hanno una loro attività commerciale del tutto lecita, tuttavia i problemi esistono e occorre trovare una soluzione, la quale non sta certo soltanto nell’uso di bicchieri di plastica o nel realizzare un intrattenimento serale con musica soft al posto di quella da discoteca, la quale può essere costruita in modo più adeguato in altro luogo e con materiali che siano fonoassorbenti. Infatti, va detto per amore di verità che la discoteca non fa rima con “gioventù bruciata”, un luogo comune a cui non crede più nessuno.
Tuttavia gli accordi per una Movida “soft” possono risolvere il problema dei rumori, ma si dimentica un elemento importante, per quanto ovvio e sotto gli occhi di tutti noi.
Quale? Per esempio scusate se è poco, il fatto che in questi ultimi anni a Civitavecchia sono morti circa dieci ragazzi per incidenti stradali causati dal consumo di sostanze!
Che cosa ha fatto l’amministrazione Comunale attuale per prevenire questa problematica?
Nasce spontaneo chiederselo …
È ora di dire basta a commenti polemici sulle manifestazioni, o altre azioni che lasciano il tempo che trovano e a questo punto fanno pensare che non si vuole affrontare il nocciolo del problema; è ora di iniziare un lavoro interforze, rimboccandosi le maniche e collaborare per il bene dei nostri giovani, perché, ricordiamoci che nessuno è così sciocco da rovinarsi la vita con gli alcolici o altre sostanze, se lo fa, è perché sta chiedendo aiuto, sicuramente nel modo più inadeguato che conosce.
Ma allora che cosa sta aspettando l’Amministrazione Comunale per organizzare e coordinare tutti coloro dal momento che (Asl, la scuola, le famiglie, la pubblica sicurezza, il terzo settore) già stanno lavorando su questo delicato problema, affrontando la tematica, ad esempio, del Bere Responsabile, delle paure che oggi hanno i nostri ragazzi rispetto al futuro, che vedono bruciato e cercano di dimenticare ecc.
Chi scrive aveva già proposto, in tempi non sospetti, un tavolo di coordinamento in materia, ma, purtroppo bisogna fare i conti che oggi ancora non se ne è fatto nulla.

Antonella Appetecchi