CIVITAVECCHIA – Spett/le Redazione,
perché proprio dubbi di un italiano? La risposta alla fine. Intanto diciamoci:
1) È inconfutabile che nessuno, da nessuna parte, ci può dare certezze oggettive sull’assoluta sicurezza di qualsivoglia manufatto o impianti, e marcatamente collegati all’atomo ;
2) l’Italia, si sa, è quasi tutta in zona sismica … e con i terremoti tutto è imprevedibile e tutto quanto di peggio conseguente possibile ;
3) ancora non s’è trovata soluzione per lo smaltimento delle scorie nucleare tant’è che dappertutto sono stoccate da decenni perfino nei piazzali delle centrali atomiche; ed anche quando la si dovesse trovare, non cade la necessità di tenerle sotto costante controllo per decenni, se non secoli, con tutti i costi collegati;
4) altrettanto si può dire per le centrali che, si sa, hanno un’aspettativa di vita a termine, dopodiché, ancorchè “spente” o disattivate per obsolescenza, richiedono attenzione e manutenzioni costanti per tempi lunghissimi ed anche qui non certo a costo zero; Montalto e Trino Vercellese docent
5) come per tutte le centrali dipendenti da combustibili fosili, anche per le nucleari, che si “nutrono” essenzialmente di uranio, questo minerale ha giacimenti scarsi, esauribili ed ovviamente sempre più costosi, oltreché attualmente noti in Paesi di incerta affidabilità governativa;
6) ma eccoci al dubbio più inquietante per me, cittadino italiano: con tutto quel che esce dalle Procure Antimafia di tutta Italia sulla soverchiante penetrazione delle varie camorre, mafie e “ndranghete” nel tessuto socio-politico-imprenditoriale nazionale, siamo sicuri che negli appalti per eventuali costruzioni di nuovi impianti nucleari saranno osservate tutte, ma proprio tutte e senza cedimenti le regole di sicurezza?!
E qui mi fermo perché da profano posso pure aver sbagliato da qualche parte, ma sull’ultima no; e di ragioni ce ne sono serie, oggettive e purtroppo crescenti dalle cronache quotidiane di malaffari e disastri “ex post”!
Un’ultima pensiero mi viene: fra le alternative s’è parlato di vento, di sole e geotermia; ma del mare, con tutte le sue correnti sfruttabili nulla ho sentito, anche se nello Stretto di Messina s’è sperimentato un sistema (“Kobold”) di turbine che ha dato ottimi risultati.
Gennaro Goglia






