CIVITAVECCHIA – Non mi trovo assolutamente d’accordo con la disamina fatta da Galice sui tagli, sugli effetti deleteri e sui disservizi che potrebbero derivare dai nuovi dimensionamenti.
Ho esperienza di 39 anni in ordini diversi di scuole (Professionale, con circa 800 alunni e attualmente Direzione Didattica, con circa 750 alunni) per aver svolto ruoli diversi nell’ambito del sistema scolastico (insegnante, Direttore Amministrativo, genitore di una figlia seguita in tutto il percorso scolastico), per essermi confrontata con i miei colleghi a livello provinciale, regionale, nazionale e, infine, per aver partecipato per la Provincia di Roma, negli anni dal 1997 al 2000, alla progettazione nazionale verso l’autonomia (Progetto Copernico), per poter avanzare con compiutezza giudizi obiettivi in merito.
Per le esperienze avute nel sistema, ritengo di poter esprimere opinioni grazie ad un osservatorio privilegiato.
Ribadisco che la qualità o meno della didattica non dipendono dagli accorpamenti. I tagli, che del resto sono stati operati in tutti i settori del pubblico impiego (anzi gli ultimi reclutamenti sono stati fatti solo nella PI), spesso sono utili a far ripensare le organizzazioni e ad ottimizzare l’uso delle risorse.
A tal proposito vorrei ricordare le polemiche e le mobilitazioni che sono seguite alla reintroduzione del maestro unico o prevalente. Situazione e transizione che ho vissuto nella scuola dove presto servizio e che, pianificata e ben gestita, non ha causato drammi né inefficienze! Anzi, l’organizzazione scolastica funziona benissimo.
Le segreterie scolastiche, e con esse gli Assistenti Amministrativi, i Direttori Amministrativi e i Dirigenti Scolastici, hanno subito negli anni una costante trasformazione nei ruoli e nelle competenze. Le problematiche non sorgono per il numero delle pratiche da gestire riguardanti il numero di alunni, semmai per le repentine evoluzioni e riadattamenti del sistema scolastico, che richiedono per il personale, per stare al passo con i tempi, una formazione ed un impegno continui. Di tali trasformazioni, se ben gestite, ne beneficia il personale, gli alunni, la didattica e l’intera organizzazione.
I Dirigenti Scolastici, che oggi consapevolmente possono essere destinati ad ogni ordine di scuola (nel loro stato giuridico è prevista la competenza per tutti gli ordini), per ottenere la dirigenza scelsero, nel passato, di elaborare i bilanci e di assumersi la responsabilità complessiva di gestione (funzioni che raramente esercitano, perlomeno entrambe). Responsabilità che si esercita sapientemente con un sistema di deleghe e con l’individuazione di figure di sistema che, le attuali norme, attraverso le contrattazioni d’Istituto, prevedono di poter compensare (gli stanziamenti più consistenti nei bilanci dell’istruzione sono costituiti dalle spese di personale). Laddove il Dirigente sa fare il suo mestiere, laddove il Direttore Amministrativo esercita le sue capacità organizzative sul personale e sui servizi, i Collaboratori dei Dirigenti (già vicari) continuano ad insegnare senza accollarsi eccessivi oneri che, comunque, è previsto che vengano compensati. La programmazione e la sintesi di gestione e dei servizi non può essere delegata né esercitata da altri soggetti se non dal Dirigente e dal Direttore dei Servizi G. e A..
Ho conosciuto e tutt’oggi conosco Dirigenti titolari quasi estranei all’amministrazione scolastica, come conosco Dirigenti che conducono scuole di importanti dimensioni e complessità che, contestualmente, senza affanni e senza danni, esercitano egregiamente la reggenza in scuole ugualmente complesse. Come, infine, conosco docenti collaboratori o vicari (termine oggi improprio) che in classe non vanno mai, nonostante i Dirigenti non siano reggenti.
Chiudo infine con un passaggio sulle economie che Galice ritiene siano state fatte sulle spese per supplenza.
Le sue disquisizioni non trovano fondamento! Proprio il Ministero guidato dalla Gelmini non ha posto un limite alle spese per supplenza, finanziando in tempo reale le spese effettuate dalle scuole.
Non solo, il Governo Berlusconi ha quasi interamente saldato i crediti accesi dalle scuole durante il Governo Prodi negli anni 2006/2007!
Evidentemente Marco è sfortunato nelle sue esperienze perché non ha avuto ancora l’occasione di misurarsi con realtà al passo con i tempi.
Damiria Delmirani – Movimento L’Àncora, Polo Per L’Alternativa






