ALLUMIERE – L’Osservatorio Ambientale che dovrebbe, per legge, esistere e funzionare al fine di “studiare le ricadute sulla popolazione, monitorare i parametri di qualità ambientale durante l’esercizio della centrale, gestire gli eventuali fenomeni di stress e/o criticità ambientale derivanti dall’esercizio della centrale, ricercare soluzioni tecnologiche per l’ulteriore abbattimento degli inquinanti; informare i cittadini sui risultati degli studi e delle misure effettuate” (VIA 680/2003) è, nei fatti, un organismo sconosciuto ai cittadini.
L’Assemblea pubblica informativa sull’Osservatorio Ambientale, organizzata dal Movimento delle donne di Allumiere “Se non ora quando?”, svoltasi venerdì 11 novembre u.s., nell’Auditorium del paese, ha riscosso da parte della popolazione grande interesse.
Il Movimento si proponeva di avanzare delle richieste di chiarimento alle istituzioni locali, sul lavoro svolto dall’Osservatorio Ambientale dall’inizio della sua attività.
Purtroppo alle domande esplicite poste non è stata data alcuna risposta. La colorita discussione ha lasciato, però, capire quanto segue.
Ad oggi esistono due organismi finalizzati allo studio delle conseguenze sull’ambiente dell’inquinamento dell’aria:
l’Osservatorio Ambientale della Regione Lazio, ovvero quello istituito in ottemperanza alle prescrizioni della Valutazione di Impatto Ambientale sulla centrale di Tvn e, parallelamente, un Consorzio dei Comuni limitrofi alle Centrali Enel che gestisce la rete di monitoraggio della qualità dell’aria.
Quello che si evince, in maniera palese ed inconfutabile, è che dopo un dispendio di svariati milioni di euro finanziati, questi organismi non funzionano o funzionano male. L’uno non legittima l’altro e tutto il danaro speso è servito per far oliare la macchina burocratica del sistema.
Un unico progetto, commissionato dal Consorzio all’Università della Tuscia sullo studio del metabolismo dei licheni, considerati dei “bioindicatori”, sembra percorrere una strada maestra e veritiera, anche se ci vorranno molti anni per avere dei risultati concreti.
In relazione alla prevenzione e al monitoraggio delle patologie correlate alle ricadute delle emissioni della centrale sul territorio, sulle quali, peraltro, il Coordinamento Nazionale Medici per l’Ambiente e la Salute ha dato l’allarme, si è fatto poco o niente e quanto in programma ci sembra sia estremamente parziale ed insufficiente.
Infatti, ad oggi, sembra che l’Osservatorio Ambientale Regionale stia lavorando ad un profilo epidemiologico della città di Civitavecchia divisa per quartieri, ad uno studio su modelizzazione delle varie fonti inquinanti nel tentativo di rendere evidenti le connessioni impatto sanitario e impatto ambientale.ed infine stia attivando un biomonitoraggio che doveva essere svolto nell’ambito del 2012 ma che, vista l’esiguità dei finanziamenti riservati all’osservatorio dalla Regione Lazio, verrà suddiviso in due annualità.
Dichiarazioni d’intenti, quindi, non ancora concretizzate e comunque riferite alla sola area di Civitavecchia e non al più ampio territorio sulle quali ricadono, a volte con maggiore intensità , le emissioni inquinanti e di cui Allumiere fa parte a pieno titolo.
Il Movimento SNOQ chiede che: che il Comune di Allumiere nomini, come più volte sollecitato dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Lazio, un proprio rappresentante al tavolo dell’Osservatorio della Regione Lazio e che si attui una stretta e proficua collaborazione tra quest’ultimo e il Consorzio dei Comuni; che la cittadinanza venga informata con chiarezza e trasparenza sul lavoro svolto sia dal Consorzio che dall’Osservatorio; che venga presentata da entrambi una rendicontazione del denaro speso; che si lavori affinché ci sia univocità ed ufficialità sui dati raccolti dalle centraline; che il Sindaco di Allumiere si faccia promotore nei confronti degli altri Comuni (iniziando egli stesso) al fine di far impegnare, nel bilancio di ogni Comune consorziato, una somma da destinare agli enti preposti (Asl RmF e RmE) a scopo investigativo e preventivo sulla salute dei cittadini.
Fino a quando le Istituzioni non daranno delle risposte convincenti a queste richieste, il Movimento riterrà inadempiente il Comune e i suoi amministratori nei confronti di un obbligo che sottintende la cura e la salvaguardia del territorio e della salute dei cittadini di Allumiere ormai da troppo tempo traditi da una politica amministrativa irresponsabile e continuerà a seguire l’evolversi della complessa questione con iniziative atte ad informare la cittadinanza.
Le donne di Allumiere del Movimento “Se non ora, Quando?”






