CIVITAVECCHIA – Il comitato dei pendolari vuole esprimere tutto il suo cordoglio per il grave dramma che stanno vivendo i sig. Caravani e Crisostomi. Ovviamente ci riferiamo alla “forse” mancata fermata alla stazione di Civitavecchia del Freccia bianca!
Il sedicente ristretto comitato dei pendolari di Civitavecchia è davvero una strana creatura. Silente gran parte dell’anno, tranne qualche piccola e insignificante alzata di scudi, e latitante per tutta l’estate, si sveglia improvvisamente dal suo torpore quando si ventila la possibilità di cancellare il treno Freccia bianca che parte da Termini alle 17,57. Perché questo comitato e il delegato del Comune, Amedeo Caravani, non hanno speso una sola parola durante tutta l’estate, periodo in cui si è registrato un aumento abnorme dei biglietti, si è viaggiato come bestie, senza aria condizionata, con ritardi spaventosi e tutti i soliti incredibili disservizi che conosciamo?
Chi legge questo comunicato deve sapere che dei circa 8/10 mila pendolari giornalieri locali, esclusi ovviamente quel “piccolo miliardo” di croceristi, solo un’esigua minoranza utilizza il Freccia bianca, in proporzione si potrebbero contare su un palmo di una mano, per due semplici motivi. Occorre avere un abbonamento annuale per gli intercity dal costo di 150 euro da pagare in contanti in aggiunta all’abbonamento ordinario, e cosa non da poco il Freccia Bianca che parte dalla Stazione Termini, non fa fermate alle stazioni di Trastevere, San Pietro. Dunque solo i pendolari “ricchi” e quelli avvantaggiati logisticamente se lo possono permettere. E guarda caso tra costoro c’è lo stesso Caravani che ricopre la doppia veste di delegato del sindaco agli affari trasporto pendolari.
E’ giusto ricordare, per chi non conosce bene la storia, che il passaggio dell’abbonamento per gli intercity da 6 (sei) euro al mese (abbonamento facoltativo) a 150 euro (obbligatorio per tutto l’anno) fu il risultato di una serrata trattativa condotta dallo stesso Caravani e il comitato dei pendolari con regione e Trenitalia. La tragicità dell’evento si ebbe quando la spacciarono su tutti i giornali come una conquista.
E’ chiaro che con questa brevissima nota non intendiamo entrare in polemica con chi, purtroppo, non ha le capacità né la volontà, né il coraggio per affrontare di petto una questione così complessa e articolata. Quello che intendiamo affermare con fermezza, è che questo comitato di pendolari “deportati” assolutamente maggioritario, non intende farsi prendere per il naso da delegati comunali rappresentanti di se stessi, ben che meno da politici da sempre latitanti su questo problema al di là che oggi governino o meno la città.
Nel programma dell’attuale amministrazione c’era scritto che per i pendolari di Civitavecchia l’amministrazione avrebbe provveduto all’aumento della frequenza e della capacità dei convogli della linea FR5 per Roma. L’unica cosa che abbiamo fino ad oggi visto è il totale disinteresse politico amministrativo. Pertanto alle false promesse elettorali, ai farlocchi delegati diciamo una sola cosa “voi non ci rappresentate” da questo momento scenderemo in campo, come abbiamo sempre fatto, a rivendicare i nostri diritti!
Il Coordinamento del Comitato Fr5






