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	<title>Università di Utrecht &#8211; Centumcellae News</title>
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		<title>Amazzonia: la deforestazione riduce le piogge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Centumcellae News]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2021 12:27:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una recente pubblicazione dell’Istituto di scienze dell&#8217;atmosfera e del clima del Cnr su Global Change Biology rivela che l’incidenza del disboscamento sulla piovosità della regione amazzonica è maggiore di quanto previsto e potrebbe portare fino a una riduzione annuale del 55-70%. Il lavoro è stato condotto in collaborazione con l’Università di Utrecht (Paesi Bassi) La [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="text-align: center;"><em>Una recente pubblicazione dell’Istituto di scienze dell&#8217;atmosfera e del clima del Cnr su Global Change Biology rivela che l’incidenza del disboscamento sulla piovosità della regione amazzonica è maggiore di quanto previsto e potrebbe portare fino a una riduzione annuale del 55-70%. Il lavoro è stato condotto in collaborazione con l’Università di Utrecht (Paesi Bassi)</em></h6>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #222222;">La foresta amazzonica genera una parte della pioggia che cade nella sua stessa zona, poiché preleva acqua dal suolo e la traspira nell’aria circostante, e in questo modo si auto-sostiene. Uno studio dell’Istituto di scienze dell&#8217;atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Torino (<span class="il">Cnr</span>-Isac) pubblicato su </span><span style="color: #222222;"><i>Global Change Biology</i></span><span style="color: #222222;">, rivela che il contributo della foresta è maggiore di quanto si pensasse. “Piccoli cambiamenti nell’umidità dell’aria, dovuti alla presenza o meno di alberi, possono portare a grandi cambiamenti nella pioggia osservata”, dichiara Mara Baudena, ricercatrice del <span class="il">Cnr</span>-Isac e primo autore della ricerca. “Queste amplificazioni finora non erano state considerate. In questo studio sono stati analizzati dati di precipitazione e umidità dell’aria per più di dieci anni a scala oraria su una ampia parte della foresta amazzonica e delle aree confinanti, in combinazione con dati e modelli sviluppati in lavori precedenti dall’Università di Utrecht nei Paesi Bassi, che calcolano come l’umidità venga traspirata dalle piante e trasportata dai venti in tutta l’Amazzonia”.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="color: #222222;">Le nuove stime hanno implicazioni importanti. “Nel caso più estremo, in cui l’intera foresta fosse disboscata, secondo le nostre stime la precipitazione annuale nell’area scenderebbe del 55-70%”, prosegue la ricercatrice <span class="il">Cnr</span>-Isac. “I dati vanno però trattati con prudenza: queste nuove stime sono un importante passo avanti del nostro livello di conoscenza, ma non sono prive di incertezze e approssimazioni. Dovremo proseguire la ricerca con metodi diversi per confermarle”, aggiunge Arie Staal, dell’Università di Utrecht. Gli autori confidano comunque che il risultato ottenuto sia qualitativamente significativo. “Anche una relativa deforestazione potrebbe avere effetti più drammatici del previsto sulle piogge, sulla foresta e sulle zone confinanti, sede di coltivazioni e allevamenti </span><span style="color: #000000;">che sono spesso all’origine della deforestazione stessa</span><span style="color: #222222;">”, conclude Baudena. “D’altro canto, la riforestazione di aree già disboscate potrebbe portare a effetti importanti riguardo il ripristino del ciclo dell’acqua e della piovosità”.</span></span></p>
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