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	<title>onu &#8211; Centumcellae News</title>
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		<title>Gaza. Fuoco dell&#8217;IDF sui palestinesi in fila per aiuti, 27 vittime</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Centumcellae News]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 14:27:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[António Guterres]]></category>
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					<description><![CDATA[GAZA &#8211; Aumenta il bilancio delle vittime nei pressi dei controversi centri di aiuti umanitari dopo l&#8217;attacco nei pressi di Rafah.  Il Ministero della Salute Israeliano dichiara che le forze israeliane hanno ucciso almeno 27 palestinesi e ne hanno feriti altri 90 aprendo il fuoco nei pressi di un sito di distribuzione di aiuti umanitari [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">GAZA &#8211; Aumenta il bilancio delle vittime nei pressi dei controversi centri di aiuti umanitari dopo l&#8217;attacco nei pressi di Rafah.  Il Ministero della Salute Israeliano dichiara che le forze israeliane hanno ucciso almeno 27 palestinesi e ne hanno feriti altri 90 aprendo il fuoco nei pressi di un sito di distribuzione di aiuti umanitari .<br />
Gli ultimi omicidi sono avvenuti martedì mattina alla rotonda di Flag, vicino a un centro di aiuti gestito dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF). E&#8217; il terzo incidente del genere nell&#8217;arco di pochi giorni nei pressi del centro di Rafah. Le autorità di Gaza riferiscono che più di 100 richiedenti aiuti sono stati uccisi da quando il GHF, sostenuto da Stati Uniti e Israele, ha iniziato a operare nell&#8217;enclave il 27 maggio, con segnalazioni di violenze, saccheggi e caos diffusi, secondo quanto riferisce Aljazzera.<br />
L&#8217;IDf dichiara che le sue truppe hanno aperto il fuoco dopo aver identificato dei sospetti a circa 500 metri dal sito di distribuzione di aiuti umanitari a Rafah e che &#8221; i dettagli dell&#8217;incidente sono in fase di accertamento.<br />
Le Nazioni Unite hanno chiesto un&#8217;indagine indipendente sulle ripetute sparatorie di massa contro i richiedenti aiuti a Gaza.<br />
&#8220;È inaccettabile che i palestinesi rischino la vita per procurarsi del cibo&#8221;, ha dichiarato il Segretario Generale Antonio Guterres. &#8220;Chiedo un&#8217;indagine immediata e indipendente su questi eventi e che i responsabili siano chiamati a risponderne&#8221;.<br />
Duro il commento di Da Philippe Lazzarini, Commissario generale dell’UNRWA, che ieri sul suo account X ha scritto: &#8220;A Gaza la distribuzione degli aiuti è diventata una trappola mortale. Questa mattina ci sono state molte vittime, tra cui decine di feriti e di morti, tra i civili affamati a causa degli spari. Questo secondo quanto riferito dai medici internazionali presenti sul posto.<br />
Un punto di distribuzione previsto dal piano israelo-americano è stato collocato molto a sud, a Rafah.<br />
Questo sistema umiliante ha costretto migliaia di persone affamate e disperate a camminare per decine di chilometri per raggiungere un’area praticamente polverizzata a causa dei pesanti bombardamenti dell’esercito israeliano.<br />
Le consegne e la distribuzione degli aiuti devono essere su larga scala e sicure. A Gaza, questo può essere fatto solo attraverso le Nazioni Unite, compresa l’UNRWA.<br />
Lo Stato di Israele deve togliere l’assedio e consentire alle Nazioni Unite un accesso sicuro e senza ostacoli per portare gli aiuti e distribuirli in modo sicuro.<br />
Questo è l’unico modo per evitare la fame di massa, anche tra 1 milione di bambini.<br />
Con le narrazioni concorrenti e le campagne di disinformazione in pieno svolgimento, i media internazionali devono poter entrare a Gaza per riferire in modo indipendente sulle atrocità in corso, compreso l’atroce crimine di questa mattina</p>
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		<title>Un “oltraggioso” attacco incendiario costringe l’UNRWA a chiudere temporaneamente il complesso di Gerusalemme Est</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Centumcellae News]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2024 10:46:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Principale]]></category>
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		<category><![CDATA[nazioni unite]]></category>
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					<description><![CDATA[Il capo dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) ha chiuso temporaneamente la sua sede a Gerusalemme Est occupata dopo un attacco incendiario avvenuto giovedì, in seguito a settimane di proteste. Il Commissario generale Philippe Lazzarini ha scritto sui social media che “i residenti israeliani hanno appiccato due volte il fuoco al perimetro” [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il capo dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) ha chiuso temporaneamente la sua sede a Gerusalemme Est occupata dopo un attacco incendiario avvenuto giovedì, in seguito a settimane di proteste.<br />
Il Commissario generale Philippe Lazzarini ha scritto sui social media che “i residenti israeliani hanno appiccato due volte il fuoco al perimetro” giovedì sera. Il personale dell’UNRWA e di altre agenzie ONU si trovava all’interno del complesso in quel momento.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il nostro direttore, con l’aiuto di altro personale, ha dovuto spegnere l’incendio da solo, poiché gli estintori e la polizia israeliana hanno impiegato un po’ di tempo prima di arrivare. All’esterno del complesso si è vista una folla accompagnata da uomini armati che cantava “Brucia le Nazioni Unite”. Questo è uno sviluppo scandaloso. Ancora una volta, la vita del personale delle Nazioni Unite era in serio pericolo. Alla luce di questo secondo terribile incidente in meno di una settimana, ho preso la decisione di chiudere il nostro complesso fino a quando non sarà ripristinata la sicurezza adeguata. Negli ultimi due mesi, gli estremisti israeliani hanno organizzato proteste davanti al complesso dell’UNRWA a Gerusalemme, indette da un membro eletto della municipalità di Gerusalemme. Questa settimana la protesta è diventata violenta quando i manifestanti hanno lanciato pietre contro il personale delle Nazioni Unite e gli edifici del complesso. Negli ultimi mesi, il personale delle Nazioni Unite è stato regolarmente sottoposto a molestie e intimidazioni. Il nostro complesso è stato gravemente vandalizzato e danneggiato. In diverse occasioni, gli estremisti israeliani hanno minacciato il nostro personale con le armi. È responsabilità dello Stato di Israele in quanto potenza occupante garantire che il personale e le strutture delle Nazioni Unite siano protetti in ogni momento. Il personale, le sedi e le operazioni delle Nazioni Unite dovrebbero essere protetti in ogni momento in linea con il diritto internazionale. Invito tutti coloro che hanno influenza a porre fine a questi attacchi e a ritenere tutti i responsabili responsabili. Gli autori di questi attacchi devono essere indagati e i responsabili devono essere ritenuti responsabili. Qualunque cosa in meno stabilirà un nuovo standard pericoloso ”, ha dichiarato Philippe Lazzarini sulla piattaforma X .</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta del “secondo terribile incidente in meno di una settimana”, dopo la violenta protesta di martedì.</p>
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		<title>Francesca Albanese sul divieto di Israele di entrare nel paese: &#8221; Non deve distrarre dalle atrocità commesse a Gaza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Centumcellae News]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2024 13:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Principale]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[francesca albanese]]></category>
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					<description><![CDATA[L’esperta indipendente nominato dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha dichiarato ieri che la decisione di Israele di vietarle l’ingresso nel Paese non è una novità e non deve distrarre dalle atrocità commesse a Gaza. In qualità di Relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>L’esperta indipendente nominato dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha dichiarato ieri che la decisione di Israele di vietarle l’ingresso nel Paese non è una novità e non deve distrarre dalle atrocità commesse a Gaza</strong>.<br />
In qualità di <strong>Relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi</strong> occupati, <strong>Francesca Albanese</strong> ha un mandato del Consiglio che comprende l’investigazione delle violazioni, l’effettuazione di visite o missioni regolari e la stesura di relazioni sui risultati.Questa settimana il <strong>Ministro degli Esteri e il Ministro degli Interni israeliani hanno annunciato che le è stato vietato l’ingresso nel Paese in seguito ai recenti commenti</strong> fatti online sugli attacchi di Hamas del 7 ottobre che hanno scatenato le attuali ostilità a Gaza.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Simbolico e fuorviante</strong></em><br />
“Dalla detenzione e dalla deportazione dell’allora relatore speciale delle Nazioni Unite Richard Falk, avvenuta nel 2008, lo Stato di Israele ha impedito l’ingresso a tutti i relatori speciali delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967. Il recente annuncio di Israele di ‘vietare ufficialmente’ il mio ingresso è quindi simbolico e fuorviante”, ha dichiarato Albanese in un comunicato.<br />
“L’annuncio di Israele non deve servire a distogliere l’attenzione dalla situazione a Gaza”, ha proseguito, prima di elencare alcuni dei devastanti tributi del conflitto in corso, tra cui gli oltre 28.500 palestinesi uccisi, soprattutto donne e bambini.<br />
“Israele sostiene che il divieto fa seguito ai miei commenti sul contesto in cui sono avvenuti gli attacchi di Hamas del 7 ottobre. I miei commenti sono stati sollecitati dalla descrizione del Presidente francese degli attacchi come “il più grande massacro antisemita del nostro secolo”, ha dichiarato Albanese.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Condannati gli “attacchi efferati”</strong></em><br />
“Ho condannato con forza e coerenza questi odiosi attacchi come crimini di guerra, che non possono essere giustificati in alcun modo e per la paura e l’angoscia che hanno diffuso tra gli israeliani”, ha affermato l’esperta.<br />
“Continuo a esprimere il mio dolore e la mia solidarietà alle vittime, compresi gli ostaggi ancora prigionieri, e alle comunità ebraiche di tutto il mondo. Chiedo inoltre che vengano accertate le responsabilità di questi crimini”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Sfidare i “persistenti errori di interpretazione”</strong></em><br />
Pur sottolineando la sua inequivocabile condanna degli attacchi, la signora Albanese ha detto di “sentirsi anche costretta a sfidare un persistente fraintendimento delle cause profonde… in particolare nei Paesi occidentali”, ovvero che essi siano stati motivati principalmente dall’antisemitismo.<br />
“Come hanno avvertito importanti studiosi dell’Olocausto e dell’antisemitismo, questa ipotesi è falsa e pericolosa, poiché elude le basi critiche del conflitto e disconosce il ruolo di Israele nell’alimentarlo”. Questi studiosi hanno recentemente sostenuto che “appellarsi alla memoria dell’Olocausto oscura la nostra comprensione dell’antisemitismo che gli ebrei affrontano oggi e travisa pericolosamente le cause della violenza in Israele-Palestina”.? Quindi, mentre l’antisemitismo potrebbe aver giocato un ruolo negli attacchi a livello individuale per alcuni, i loro principali fattori determinanti sono da ricercare altrove”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Il contesto conta</strong></em><br />
Albanese ha insistito sul fatto che il contesto è importante. Ha citato il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, il quale ha affermato che “è importante riconoscere che gli attacchi di Hamas non sono avvenuti nel vuoto; il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione”.<br />
L’esperta di diritti umani ha sottolineato che fondamentalmente nessun crimine ne giustifica un altro.<br />
“Non c’è alcuna giustificazione per gli orribili attacchi del 7 ottobre. Tuttavia, i “56 anni di occupazione soffocante” a cui fa riferimento il Segretario generale sono il contesto stesso che alimenta l’odio e la violenza che mette in pericolo israeliani e palestinesi. Questo contesto è oscurato dall’inquadramento del 7 ottobre come principalmente guidato dall’antisemitismo”, ha detto. <strong>Albanese ha sottolineato di aver cercato di stabilire relazioni formali con Israele fin dai primi giorni del suo mandato, aggiungendo che “purtroppo Israele ha risposto con ostilità e calunnie, spesso amplificate da organizzazioni e media politicamente allineati</strong>”.<br />
Albanese ha ricordato che, in quanto Stato membro delle Nazioni Unite, Israele è obbligato a rispettare il diritto internazionale e a sostenere i valori della Dichiarazione universale dei diritti umani e della Carta delle Nazioni Unite.<br />
“Sebbene si tratti di un impegno lungo e impegnativo, rispettare il diritto internazionale e porre fine al sistema di apartheid che Israele impone ai palestinesi è l’unico modo per raggiungere una pace duratura, la sicurezza umana e la stabilità regionale, perché nessuno può essere al sicuro finché tutti non sono al sicuro”, ha dichiarato.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Chi sono i relatori speciali</strong></em><br />
I relatori speciali, come Francesca Albanese, fanno parte delle cosiddette procedure speciali del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, che è il più grande organo di esperti indipendenti nel sistema dei diritti umani delle Nazioni Unite . Sono nominati dal Consiglio per monitorare e riferire su situazioni specifiche di un Paese o su questioni tematiche in ogni parte del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli esperti lavorano su base volontaria e sono indipendenti da qualsiasi governo o organizzazione. Prestano servizio a titolo individuale, non sono membri del personale delle Nazioni Unite e non vengono retribuiti per il loro lavoro.</p>
<p>Comunicato<strong> ONU</strong></p>
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		<title>Gaza, ONU: &#8220;Operazione israeliana a Rafah rischia di provocare ulteriori crimini atroci&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Centumcellae News]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2024 12:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Principale]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio gaza]]></category>
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		<category><![CDATA[operazione rafah]]></category>
		<category><![CDATA[Volker Türk]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Alto Commissario ONU per i diritti umani Volker Türk sull’operazione israeliana a Rafah: &#8220;Una potenziale piena incursione militare a Rafah – dove circa 1,5 milioni di palestinesi sono ammassati contro il confine egiziano senza poter fuggire da nessuna parte – è terrificante, data la prospettiva che un numero estremamente elevato di civili, ancora una volta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>Alto Commissario ONU</strong> per i diritti umani <strong>Volker Türk</strong> sull’operazione israeliana a Rafah:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Una potenziale piena incursione militare a Rafah – dove circa 1,5 milioni di palestinesi sono ammassati contro il confine egiziano senza poter fuggire da nessuna parte – è terrificante, data la prospettiva che un numero estremamente elevato di civili, ancora una volta soprattutto bambini e donne, possa essere ucciso e ferito.<br />
Non molto tempo fa, avevo segnalato l’inimmaginabile sofferenza dei palestinesi di Gaza. Oggi, purtroppo, vista la carneficina compiuta finora a Gaza, è del tutto immaginabile ciò che si prospetta a Rafah. Oltre al dolore e alla sofferenza per le bombe e i proiettili, questa incursione a Rafah potrebbe anche significare la fine degli scarsi aiuti umanitari che sono entrati e sono stati distribuiti, con enormi implicazioni per tutta Gaza, comprese le centinaia di migliaia di persone a grave rischio di fame e carestia nel nord. Il mio Ufficio ha ripetutamente messo in guardia da azioni che violano le leggi di guerra. La prospettiva di un’operazione del genere a Rafah, allo stato attuale delle cose, <strong>rischia di provocare ulteriori crimini atroci</strong>.<br />
<strong>Israele deve rispettare gli ordini giuridicamente vincolanti emessi dalla Corte internazionale di giustizia e l’intero arco del diritto umanitario internazionale. Coloro che sfidano il diritto internazionale sono stati messi in guardia</strong>. La responsabilità deve seguire.<br />
Il mondo non deve consentire che questo accada. Coloro che hanno influenza devono frenare piuttosto che permettere. Deve esserci un cessate il fuoco immediato. Tutti gli ostaggi rimasti devono essere rilasciati. E deve esserci una rinnovata determinazione collettiva a raggiungere una soluzione politica&#8221;</p>
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		<title>OCHA – Gaza: Meno di una missione di aiuto su 4 riceve il via libera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Centumcellae News]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2024 15:51:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Principale]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti umanitari]]></category>
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					<description><![CDATA[Le autorità israeliane hanno continuato a bloccare gli aiuti salvavita per raggiungere il nord di Gaza 102 giorni dopo che gli attacchi terroristici di Hamas hanno scatenato la guerra, hanno insistito gli umanitari delle Nazioni Unite, proprio mentre il Segretario generale dell’ONU António Guterres ha avvertito che “l’ombra lunga della fame” perseguita la popolazione di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le autorità israeliane hanno continuato a bloccare gli aiuti salvavita per raggiungere il nord di Gaza 102 giorni dopo che gli attacchi terroristici di Hamas hanno scatenato la guerra, hanno insistito gli umanitari delle Nazioni Unite, proprio mentre il Segretario generale dell’ONU António Guterres ha avvertito che “l’ombra lunga della fame” perseguita la popolazione di Gaza<br />
“Nelle prime due settimane di gennaio, solo il 24% – sette su 29 – delle missioni programmate per consegnare cibo, medicine, acqua e altre forniture salvavita hanno raggiunto con successo le loro destinazioni a nord di Wadi Gaza”, ha dichiarato l’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA).<br />
Facendo eco a queste preoccupazioni e sottolineando la situazione disastrosa in tutta l’enclave, l’operatrice dell’OCHA Olga Cherevko ha affermato che le condizioni sono terribili anche per gli sfollati nel sud di Gaza.<br />
“Alcune persone non mangiano da giorni”, ha detto martedì in un video postato su X, l’ex Twitter. “I bambini non hanno vestiti invernali. Non ci sono cure mediche. […] L’entità dei bisogni è enorme”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rifiuto di carburante e medicinali</strong><br />
Nel suo ultimo aggiornamento sulla guerra, pubblicato domenica sera, l’OCHA ha osservato che la maggior parte dei dinieghi israeliani riguardava il carburante e i medicinali destinati a serbatoi, pozzi d’acqua e strutture sanitarie a nord di Wadi Gaza.<br />
“La mancanza di carburante per l’acqua, i servizi igienico-sanitari e l’igiene aumenta i rischi per la salute e l’ambiente. La mancanza di medicinali ha debilitato la funzionalità dei sei ospedali parzialmente funzionanti”, ha osservato l’OCHA, sottolineando che “gli intensi bombardamenti israeliani via aria, terra e mare, le operazioni di terra e i combattimenti con i gruppi armati palestinesi sono continuati in gran parte della Striscia di Gaza, insieme al lancio di razzi da parte dei gruppi armati palestinesi verso Israele”.<br />
Nel frattempo, l’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite, l’OMS, ha riferito che il Nasser Medical Complex nella città meridionale di Khan Younis “continua a ricevere un alto volume di casi di traumi e ustioni”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sovraccarico</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’ospedale ha 700 pazienti, il doppio della sua capacità normale, mentre il reparto di terapia intensiva e il reparto ustionati “sono gravemente sotto organico, ritardando le cure salvavita”.<br />
Gli sviluppi hanno fatto seguito all’appello al cessate il fuoco rivolto a tutte le parti in causa dal capo delle Nazioni Unite Guterres nella tarda serata di lunedì. Ha inoltre chiesto il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi presi durante gli attacchi terroristici del 7 ottobre e l’indagine approfondita di tutte le accuse di violenza sessuale contro i militanti palestinesi.<br />
“Non possiamo fornire efficacemente gli aiuti umanitari mentre Gaza è sottoposta a pesanti, diffusi e incessanti bombardamenti”, ha dichiarato Guterres, esprimendo profonda preoccupazione per la “distruzione su vasta scala” e per i livelli di vittime civili “senza precedenti” durante il suo mandato di Segretario generale. “Sebbene siano stati compiuti alcuni passi per aumentare il flusso di assistenza umanitaria a Gaza, i soccorsi salvavita non arrivano alle persone che hanno sopportato mesi di assalti implacabili neanche lontanamente nella misura necessaria”, ha proseguito.<br />
“La lunga ombra della fame sta perseguitando la popolazione di Gaza, insieme a malattie, malnutrizione e altre minacce per la salute”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Distruzione senza precedenti del sistema alimentare</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In un comunicato stampa di martedì, esperti indipendenti delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno riferito che i gazesi rappresentano oggi l’80% di tutte le persone che affrontano carestie o fame catastrofica in tutto il mondo.<br />
“Attualmente ogni singola persona a Gaza è affamata, un quarto della popolazione sta morendo di fame e sta lottando per trovare cibo e acqua potabile, e la carestia è imminente”, hanno dichiarato i relatori speciali delle Nazioni Unite in un comunicato congiunto.<br />
Il gruppo di esperti ha avvertito che tutti i bambini sotto i cinque anni a Gaza – circa 335.000 – sono ad alto rischio di malnutrizione grave, il che significa che “un’intera generazione rischia ora di soffrire di arresto della crescita”. “È senza precedenti che un’intera popolazione civile soffra la fame in modo così completo e rapido. Israele sta distruggendo il sistema alimentare di Gaza e sta usando il cibo come arma contro il popolo palestinese”, hanno dichiarato i difensori dei diritti umani.<br />
Gli esperti per i diritti umani nominati dal Consiglio delle Nazioni Unite hanno affermato che Israele ha sostanzialmente bloccato l’accesso ai terreni agricoli e al mare come fonte di cibo. Terreni agricoli e barche da pesca distrutte. Circa il 22% dei terreni agricoli nel nord di Gaza è stato “raso al suolo dalle forze israeliane” e circa il 70% della flotta peschereccia di Gaza sarebbe stata distrutta, hanno aggiunto.<br />
Più del 60 percento delle case palestinesi a Gaza sono state danneggiate, il che influisce direttamente sulla capacità di cucinare qualsiasi cibo, e gli esperti hanno accusato Israele di aver causato un “domicidio” attraverso la distruzione di massa delle abitazioni, rendendo il territorio inabitabile</p>
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		<title>Gaza, Esperti ONU: &#8220;prove di un crescente incitamento al genocidio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Centumcellae News]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2023 15:23:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[bambini gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[GINEVRA &#8211; Comunicato stampa degli Esperti ONU: &#8220;Le gravi violazioni commesse da Israele contro i palestinesi all’indomani del 7 ottobre, in particolare a Gaza, indicano un genocidio in atto, hanno affermato oggi gli esperti delle Nazioni Unite. Hanno illustrato le prove di un crescente incitamento al genocidio, dell’intento palese di “distruggere il popolo palestinese sotto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">GINEVRA &#8211; Comunicato stampa degli Esperti ONU:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Le gravi violazioni commesse da Israele contro i palestinesi all’indomani del 7 ottobre, in particolare a Gaza, indicano un genocidio in atto, hanno affermato oggi gli esperti delle Nazioni Unite. Hanno illustrato le prove di un crescente incitamento al genocidio, dell’intento palese di “distruggere il popolo palestinese sotto occupazione”, di forti appelli per una “seconda Nakba” a Gaza e nel resto del territorio palestinese occupato e dell’uso di armi potenti con impatti intrinsecamente indiscriminati, con conseguente colossale numero di vittime e distruzione delle infrastrutture di sostentamento della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">“Molti di noi hanno già lanciato l’allarme sul rischio di genocidio a Gaza”, hanno detto gli esperti. “Siamo profondamente turbati dall’incapacità dei governi di dare ascolto alla nostra richiesta e di raggiungere un cessate il fuoco immediato. <strong>Siamo anche profondamente preoccupati per il sostegno di alcuni governi alla strategia di guerra di Israele contro la popolazione assediata di Gaza e per l&#8217;incapacità del sistema internazionale di mobilitarsi per prevenire il genocidio”</strong>, hanno affermato.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto riferito, il bombardamento e l’assedio di Gaza hanno ucciso oltre <strong>11.000 persone</strong>, <strong>ferito più di 27.000 e sfollato 1,6 milioni di persone</strong> dal 7 ottobre 2023, mentre migliaia sono ancora sotto le macerie. <strong>Delle vittime, circa il 41% sono bambini</strong> e il <strong>25% donne</strong>. In media, durante la guerra, <strong>ogni 10 minuti un bambino viene ucciso</strong> e <strong>due feriti</strong>, trasformando <strong>Gaza</strong> in un “<strong>cimitero per bambini</strong>”, secondo il Segretario generale delle Nazioni Unite. Sono stati uccisi anche quasi <strong>200 medici</strong>, <strong>102 membri del personale delle Nazioni Unite</strong>, <strong>41 giornalisti</strong>, difensori in prima linea e dei diritti umani, mentre dozzine di famiglie di cinque generazioni sono state spazzate via.</p>
<p style="text-align: justify;">“Ciò avviene nel contesto dell’inasprimento da parte di Israele del blocco illegale di Gaza che dura da 16 anni, che ha impedito alle persone di fuggire e le ha lasciate senza cibo, acqua, medicine e carburante ormai da settimane, nonostante gli appelli internazionali a garantire l’accesso agli aiuti umanitari fondamentali. Come abbiamo detto in precedenza, la fame intenzionale equivale a un crimine di guerra”, hanno detto gli esperti.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno notato che metà delle infrastrutture civili di Gaza sono state distrutte, comprese più di 40.000 unità abitative, così come ospedali, scuole, moschee, panifici, condutture dell’acqua, reti fognarie ed elettriche, in un modo che minaccia di rendere la continuazione La vita palestinese a Gaza è impossibile.</p>
<p style="text-align: justify;">“La realtà a Gaza, con il suo dolore insopportabile e il trauma che colpisce i sopravvissuti, è una catastrofe di proporzioni enormi”, hanno detto gli esperti.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Tali gravi violazioni non possono essere giustificate in nome dell&#8217;autodifesa dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre, che abbiamo condannato con la massima fermezza&#8221;, hanno detto gli esperti. “Israele rimane la potenza occupante nel territorio palestinese occupato, che comprende anche la Striscia di Gaza, e quindi non può intraprendere una guerra contro la popolazione sotto la sua belligerante occupazione”, hanno affermato.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Per essere legittima, la risposta di Israele deve rientrare rigorosamente nel quadro del diritto internazionale umanitario&#8221;, hanno affermato gli esperti delle Nazioni Unite. “La presenza di tunnel sotterranei in alcune parti di Gaza non elimina lo status civile degli individui e delle infrastrutture che non possono essere prese di mira direttamente né soffrono in modo sproporzionato”, hanno affermato.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli esperti hanno lanciato l&#8217;allarme anche per <strong>l&#8217;escalation di violenza contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata</strong>, da parte di soldati e coloni armati. Dal 7 ottobre 2023, almeno <strong>190 palestinesi sono stati uccisi</strong>, più di <strong>2.700 feriti</strong> e oltre 1.100 persone sono state sfollate nella Cisgiordania occupata. Il 9 novembre, le forze israeliane hanno bombardato, per la seconda volta, anche il campo profughi di Jenin con artiglieria pesante e attacchi aerei, uccidendo almeno 14 palestinesi. L’ambiente sempre più coercitivo ha portato anche allo sfollamento forzato di diverse comunità di pastori e beduini nella Valle del Giordano e a sud delle colline di Hebron.</p>
<p style="text-align: justify;">“Siamo profondamente addolorati per il mancato accordo di Israele – e per la riluttanza della comunità internazionale a fare pressioni in modo più deciso per – un cessate il fuoco immediato. La mancata attuazione urgente di un cessate il fuoco rischia di far degenerare la situazione in un genocidio condotto con mezzi e metodi di guerra del 21° secolo”, hanno avvertito gli esperti.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno anche espresso <strong>allarme per la retorica palesemente genocida e disumanizzante proveniente da alti funzionari del governo israeliano</strong>, così come da alcuni gruppi professionali e personaggi pubblici, che chiedono la “distruzione totale” e la “cancellazione” di Gaza, la necessità di “finirli tutti” e costringere i palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme est a entrare in Giordania. Gli esperti hanno avvertito che Israele ha dimostrato di avere la capacità militare per attuare tali intenzioni criminali.</p>
<p style="text-align: justify;">“Ecco perché il nostro allarme tempestivo non deve essere ignorato”, hanno detto gli esperti.</p>
<p style="text-align: justify;">“La comunità internazionale ha l’obbligo di prevenire i crimini atroci, compreso il genocidio, e dovrebbe immediatamente prendere in considerazione tutte le misure diplomatiche, politiche ed economiche a tal fine”, hanno affermato gli esperti. Hanno sollecitato un’azione immediata da parte degli Stati membri delle Nazioni Unite e del sistema delle Nazioni Unite nel suo insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel breve termine, gli esperti hanno ribadito il loro appello a Israele e Hamas affinché attuino un cessate il fuoco immediato e:<br />
&#8211; Consentire la consegna senza ostacoli degli aiuti umanitari di cui c’è un disperato bisogno alla popolazione di Gaza;<br />
&#8211; Garantire il rilascio incondizionato, sicuro e protetto degli ostaggi presi da Hamas;<br />
&#8211; Garantire che i palestinesi detenuti arbitrariamente da Israele siano rilasciati immediatamente;<br />
&#8211; Aprire corridoi umanitari verso la Cisgiordania, Gerusalemme est e Israele, soprattutto per coloro che sono stati più colpiti da questa guerra, i malati, le persone con disabilità, gli anziani, le donne incinte e i bambini;</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno inoltre consigliato:<br />
&#8211; Il dispiegamento di una presenza protettiva internazionale nei territori palestinesi occupati sotto la supervisione delle Nazioni Unite;<br />
&#8211; Collaborazione di tutte le parti con la Commissione d&#8217;inchiesta sul territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme Est, e Israele, e con il procuratore della Corte penale internazionale sull&#8217;indagine aperta nel marzo 2021, nonché sui crimini derivanti dai recenti eventi, sottolineando che i crimini commessi oggi sono in parte dovuti alla mancanza di deterrenza e alla continua impunità;<br />
&#8211; Attuare un embargo sulle armi a tutte le parti in guerra;<br />
&#8211; Affrontare le cause alla base del conflitto ponendo fine all’occupazione israeliana del territorio palestinese.</p>
<p style="text-align: justify;">“La comunità internazionale, che includa non solo gli Stati ma anche gli attori non statali come le imprese, deve fare tutto il possibile per porre fine immediatamente al rischio di genocidio contro il popolo palestinese e, in ultima analisi, porre fine all’apartheid israeliano e all’occupazione del territorio palestinese” hanno affermato gli esperti.</p>
<p style="text-align: justify;">“Ricordiamo agli Stati membri che ciò che è in gioco non è solo il destino di israeliani e palestinesi, ma una grave conflagrazione del conflitto nella regione, che porterà a ulteriori violazioni dei diritti umani e alla sofferenza di civili innocenti”, hanno affermato.</p>
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		<title>ONU , Guterres:&#8221; Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. La storia ci sta giudicando tutti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Centumcellae News]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Oct 2023 11:46:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Principale]]></category>
		<category><![CDATA[António Guterres]]></category>
		<category><![CDATA[gaza]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[nazioni unite]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[palestina]]></category>
		<category><![CDATA[striscia di gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[Dichiarazione del segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres sulla situazione umanitaria a Gaza: &#8220;Il sistema umanitario a Gaza sta affrontando un collasso totale con conseguenze inimmaginabili per oltre 2 milioni di civili. Con l’intensificarsi dei bombardamenti, i bisogni diventano sempre più critici e colossali. Prima dell’inizio delle ostilità, circa 500 camion al giorno entravano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dichiarazione del segretario generale delle Nazioni Unite <strong>António Guterres </strong>sulla situazione umanitaria a <strong>Gaza</strong>:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il sistema umanitario a Gaza sta affrontando un collasso totale con conseguenze inimmaginabili per oltre 2 milioni di civili.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l’intensificarsi dei bombardamenti, i bisogni diventano sempre più critici e colossali.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima dell’inizio delle ostilità, circa 500 camion al giorno entravano a Gaza.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi giorni, sono entrati in media solo 12 camion al giorno, nonostante le necessità siano molto più elevate che in passato.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, le forniture che sono arrivate non includono il carburante per le operazioni delle Nazioni Unite, che è essenziale anche per alimentare gli ospedali, gli impianti di desalinizzazione dell’acqua, la produzione di cibo e la distribuzione degli aiuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Data la situazione disperata e drammatica, le Nazioni Unite non saranno in grado di continuare a fornire aiuti all’interno di Gaza senza un cambiamento immediato e fondamentale nelle modalità di ingresso degli aiuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema di verifica del movimento delle merci attraverso il valico di Rafah deve essere adeguato per consentire a molti più camion di entrare a Gaza senza ritardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo soddisfare le aspettative e i bisogni fondamentali dei civili di Gaza.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli aiuti umanitari salvavita – cibo, acqua, medicine, carburante – devono poter raggiungere tutti i civili in modo rapido, sicuro e su larga scala.</p>
<p style="text-align: justify;">Accolgo con favore il crescente consenso globale per una pausa umanitaria nel conflitto. Ribadisco il mio appello per un cessate il fuoco umanitario, per il rilascio incondizionato di tutti gli ostaggi e per la consegna di forniture salvavita nella misura necessaria.</p>
<p style="text-align: justify;">La miseria cresce di minuto in minuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza un cambiamento fondamentale, la popolazione di Gaza dovrà affrontare una valanga di sofferenza umana senza precedenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Questo è il momento della verità. La storia ci sta giudicando tutti&#8221;</p>
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		<title>Yemen, Onu non vigilerà più sui diritti umani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Centumcellae News]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Oct 2021 10:20:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[amnesty international]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Heba Morayef]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[violazione diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[yemen]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217; Onu non vigilerà più sui diritti umani in Yemen. La denuncia arriva da numerose organizzazioni umanitarie tra cui Amnesty International. Di seguito il comunicato: &#8220;Il 7 ottobre il Consiglio Onu dei diritti umani non ha rinnovato il mandato del Gruppo di eminenti esperti sullo Yemen, l’unico meccanismo internazionale di monitoraggio sulle violazioni dei diritti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217; <strong>Onu</strong> non vigilerà più sui diritti umani in Yemen. La denuncia arriva da numerose organizzazioni umanitarie tra cui <strong>Amnesty International</strong>. Di seguito il comunicato:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Il 7 ottobre il Consiglio Onu dei diritti umani non ha rinnovato il mandato del Gruppo di eminenti esperti sullo Yemen, l’unico meccanismo internazionale di monitoraggio sulle violazioni dei diritti umani nel contesto del conflitto iniziato nel marzo 2015.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Con questo voto, le Nazioni Unite hanno abbandonato la popolazione dello Yemen, tuttora vittima di una delle peggiori crisi umanitarie del mondo. Le pressioni di Arabia Saudita, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti hanno avuto successo. Ma chi ha votato contro il rinnovo del mandato del Gruppo di eminenti esperti o si è astenuto dovrà vergognarsi”, ha dichiarato Heba Morayef, direttrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quasi sette anni di conflitto, segnati da crimini di guerra e altri crimini di diritto internazionale, hanno causato oltre quattro milioni di sfollati interni. L’insicurezza alimentare sta colpendo oltre 16 milioni di yemeniti.</em>&#8220;</p>
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		<title>Greenpeace lancia l&#8217;allarme: i cambiamenti climatici minacciano l&#8217;umanità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2014 16:21:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[campagna clima ed energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energy [R]evolution]]></category>
		<category><![CDATA[fonti rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto IPCC]]></category>
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					<description><![CDATA[YOKOHAMA &#8211; Il nuovo rapporto dell’IPCC, l’organismo dell&#8217;Onu sui cambiamenti climatici, sottolinea come gli impatti del riscaldamento globale siano già evidenti in tutti i continenti e negli oceani e la tendenza sia di un rapido peggioramento. Per migliorare questa situazione Greenpeace chiede ai capi di Stato e di governo di accelerare il passaggio a fonti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/01/cambiamenti-climatici.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-91681" src="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/01/cambiamenti-climatici-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/01/cambiamenti-climatici-300x225.jpg 300w, https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/01/cambiamenti-climatici-80x60.jpg 80w, https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/01/cambiamenti-climatici-265x198.jpg 265w, https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/01/cambiamenti-climatici.jpg 400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>YOKOHAMA &#8211; Il nuovo rapporto dell’IPCC, l’organismo dell&#8217;Onu sui cambiamenti climatici, sottolinea come gli impatti del riscaldamento globale siano già evidenti in tutti i continenti e negli oceani e la tendenza sia di un rapido peggioramento. Per migliorare questa situazione Greenpeace chiede ai capi di Stato e di governo di accelerare il passaggio a fonti energetiche pulite e sicure. Il rapporto IPCC mostra come i cambiamenti climatici siano una minaccia crescente per la sicurezza dell’umanità, dal momento che portano a una crescente scarsità di cibo e acqua ed aumentano così il rischio di migrazioni e conflitti.</p>
<p><em>“Stiamo camminando sul filo, ma se agiamo con fermezza e tagliamo le emissioni di CO2 immediatamente possiamo ancora evitare le peggiori conseguenze e conservare ecosistemi marini e terrestri, fondamentali per l’esistenza dell’uomo sulla Terra”</em> afferma Luca Iacoboni, responsabile Campagna Clima e Energia di Greenpeace Italia. <em>“Dovremmo &#8216;disarmare&#8217; le centrali a carbone e le piattaforme petrolifere che sono come armi di distruzione di massa, dal momento che immettono in atmosfera emissioni di CO2 che non si fermano ai confini nazionali ma, al contrario, contribuiscono al cambiamento climatico dell’intero Pianeta. Per proteggere la pace e la sicurezza, dobbiamo accelerare subito il passaggio a fonti energetiche pulite</em>” conclude Iacoboni.</p>
<p>Greenpeace chiede ai governi di presentarsi al summit sul clima convocato a settembre dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon con proposte serie e concrete, che ci portino a raggiungere presto l’obiettivo di un sistema energetico basato, nella quasi totalità, sulle energie rinnovabili. Secondo lo scenario Energy [R]evolution di Greenpeace, un abbandono delle fonti fossili in favore delle rinnovabili porterebbe non solo benefici ambientali, in termini di lotta ai cambiamenti climatici, ma anche benefici economici ed occupazionali a livello globale e nazionale.</p>
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