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	<title>greenpeace &#8211; Centumcellae News</title>
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		<title>Greenpeace monitora la Costa concordia: &#8220;Situazione sotto controllo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Centumcellae News]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2014 09:27:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA – Secondo giorno di rilevamenti aerei per Greenpeace, impegnata nell’osservazione da elicottero del relitto della Costa Concordia, in trasferimento dall’Isola del Giglio a Genova. “Siamo decollati dal campo di volo di Scarlino (Grosseto) alle 14.30 circa e ci siamo diretti verso Pianosa, con condizioni meteo molto favorevoli. Il convoglio della Costa Concordia era oltre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/07/eclicottero-greenpeace.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-106422" title="eclicottero greenpeace" src="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/07/eclicottero-greenpeace-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a>ROMA – Secondo giorno di rilevamenti aerei per Greenpeace, impegnata nell’osservazione da elicottero del relitto della Costa Concordia, in trasferimento dall’Isola del Giglio a Genova.<br />
<em> “Siamo decollati dal campo di volo di Scarlino (Grosseto) alle 14.30 circa </em><em>e ci siamo diretti verso Pianosa, con condizioni meteo molto favorevoli. Il convoglio della Costa Concordia era oltre l&#8217;isola di una quindicina di miglia a nord dell&#8217;isola. Abbiamo fatto riprese termografiche prima da sud a nord e poi viceversa. Anche oggi l&#8217;analisi termografica esclude anomalie significative per un tratto della scia di circa 15 miglia nautiche”</em> commenta Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia<em>.</em><br />
La missione di Greenpeace è quella di analizzare, grazie a una speciale termocamera, la scia della nave, in modo da evidenziare eventuali sversamenti in mare. Nei primi due giorni non è stato evidenziato niente di preoccupante. Le analisi delle circa cinque miglia di scia osservabili risultano sostanzialmente pulite.<br />
“<em>Avevamo detto che avremmo seguito la Concordia dal cielo e da mare e lo stiamo facendo. In mare con la barca Maria Teresa, insieme a Legambiente, e in cielo col nostro elicottero. Il convoglio procede al momento verso Genova senza lasciare tracce significative del suo passaggio”</em> conclude Onufrio.<br />
L’elicottero è equipaggiato con con una termocamera Avio TVS-700, calibrata con operatore certificato di secondo livello.</p>
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		<title>Legambiente e Greenpeace lanciano la campagna &#8220;Costa ti tengo d&#8217;occhio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Centumcellae News]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2014 12:25:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dall'Italia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/02/costa-concordia.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-92640" title="costa concordia" src="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/02/costa-concordia-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>ROMA &#8211; In attesa della partenza della Costa Concordia per il suo ultimo viaggio verso il porto di Genova, Legambiente e Greenpeace lanciano l&#8217;operazione &#8220;Costa ti tengo d&#8217;occhio&#8221;. La barca “Maria Teresa”, messa a disposizione dalla Fondazione Exodus, seguirà infatti la fase di trasferimento del relitto e vigilerà affinché l’operazione avvenga in modo sicuro senza arrecare danni all’ambiente. Un viaggio delicato e complesso quello della Concordia che nei circa cinque giorni di navigazione attraverserà il Santuario dei Cetacei, un tratto di mare protetto e di alto valore naturalistico come ricorda Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente, arrivato questa mattina all’isola del Giglio per gli ultimi preparativi delle imbarcazioni impegnate nell&#8217;operazione.<br />
<em>“Seguiremo da vicino il convoglio per verificare che durante l’operazione di trasferimento della Concordia verso Genova non ci siano sversamenti che possano causare inquinamento all’ecosistema marino e per ribadire l&#8217;attenzione degli ambientalisti ai problemi del Santuario dei Cetacei, del mare e dei trasporti marittimi” &#8211; </em>sottolineano le due associazioni ambientaliste<em> &#8211; “È importante ricordare poi che la vicenda della Concordia non si chiude con la rimozione del relitto dal Giglio e lo smantellamento. Occorre pensare anche alla bonifica e al ripristino dello stato dei luoghi e del fondale del Giglio, dove il relitto è stato adagiato per lungo tempo, restituendo così alla piccola comunità dell&#8217;isola l&#8217;immagine, il decoro e la tranquillità che merita. E, soprattutto, occorre garantire il risarcimento del danno ambientale causato dal naufragio della Concordia”.</em><br />
Ogni giorno di navigazione verrà inviato alla stampa un bollettino di aggiornamento da parte di Legambiente e Greenpeace. Oltre alla “Maria Teresa”, che navigherà ininterrottamente seguendo il convoglio della Concordia, si prevede anche una Goletta Verde Straordinaria di Legambiente che seguirà occasionalmente il relitto facendo tappe quotidiane lungo l&#8217;itinerario e raccontando le criticità e le eccellenze dei luoghi interessati dall&#8217;operazione.</p>
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		<title>Trivelle nel Canale di Sicilia: &#8220;E la Regione si accorda coi petrolieri&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Centumcellae News]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2014 11:23:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[agci agrital]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
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					<description><![CDATA[Greenpeace denuncia oggi, in una conferenza stampa tenutasi sulla nave Rainbow Warrior, ormeggiata al porto di Palermo, le vergognose omissioni del decreto che ha sancito la “compatibilità ambientale” del nuovo progetto di trivellazioni nel Canale di Sicilia. Greenpeace ha già avviato la procedura per presentare un ricorso e chiede aiuto alle amministrazioni locali e alle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/07/greenpeace2.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-104634" title="greenpeace2" src="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/07/greenpeace2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Greenpeace denuncia oggi, in una conferenza stampa tenutasi sulla nave Rainbow Warrior, ormeggiata al porto di Palermo, le vergognose omissioni del decreto che ha sancito la “compatibilità ambientale” del nuovo progetto di trivellazioni nel Canale di Sicilia.<br />
Greenpeace ha già avviato la procedura per presentare un ricorso e chiede aiuto alle amministrazioni locali e alle associazioni di categoria per fermare questa follia.<br />
Erano presenti oggi il sindaco di Palermo e presidente dell’ANCI Sicilia Leoluca Orlando, rappresentanti delle amministrazioni locali di Marsala e Menfi e il sindaco di Scicli, il quale ha confermato la volontà di partecipare al ricorso. Il sindaco Orlando ha espresso il suo appoggio alla denuncia presentata da Greenpeace e assicurato che<br />
si farà portavoce presso i comuni interessati della necessità di presentare un ricorso contro il decreto. Greenpeace ha chiesto all’ANCI Sicilia di valutare la possibilità di ricorrere in rappresentanza dei Comuni che potrebbero essere in futuro interessati dalle trivellazioni petrolifere.<br />
A esprimere le preoccupazioni del mondo della ricerca scientifica, della pesca e del turismo, sono intervenuti nell’ordine Fabio Fiorentino, ricercatore Istituto per l&#8217;Ambiente marino e costiero CNR Mazara del Vallo; Giovanni Basciano, responsabile regionale Agci Agrital; Marco Lion, responsabile ambiente Touring Club Italiano. Rischio frana, rischio di incidente ai gasdotti, rischio di incidente rilevante durante la perforazione o per incendio della piattaforma: sono alcuni dei punti senza risposta del decreto del Ministero dell’Ambiente che chiude il processo di Valutazione di Impatto Ambientale (decreto VIA n 149/14) del progetto “Off-shore Ibleo” di ENI, che prevede otto pozzi, una piattaforma e vari gasdotti al largo della costa tra Gela e Licata. Le valutazioni sono rimandate a successivi approfondimenti e, per il rischio di “incidente rilevante” deve essere ancora definito uno scenario che valuti i danni e la possibilità di riparare a tali danni, che identifichi le misure di mitigazione e compensazione e che quantifichi i costi per gli interventi.<br />
«<em>Questo decreto è scandaloso. La commissione che doveva valutare il rischio ambientale delle trivellazioni non lo ha fatto e non ha preso in considerazione il rischio da incidente rilevante» </em>afferma Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace<em>. «Lo stesso decreto dichiara che stiamo parlando di impianti ad alto rischio industriale: è gravissimo che siano stati autorizzati quando ancora non sappiamo nemmeno quali sono gli scenari da valutar</em>e».<br />
Il decreto autorizza inoltre attività rischiose in un’area tutelata, il Biviere di Gela, che include numerosi siti della rete “Natura 2000”, nei quali sono consentiti solo interventi necessari per motivi di salute dell’uomo e sicurezza pubblica. Vi sono inoltre almeno otto siti “Natura 2000” a poche decine di chilometri dal progetto, su molti di essi non è stata nemmeno fatta una valutazione degli impatti.<br />
Il decreto ignora infine il parere negativo della Regione Siciliana che fino a maggio 2013 si è opposta, con delibere di giunta e documenti degli uffici tecnici, alla proliferazione delle trivelle ritenendo che esse <em>“porterebbero benefici praticamente nulli per la collettività e per il comparto dell’industria della pesca e del terziario turistico avanzato, mentre altissimi potrebbero risultare i potenziali costi relativi alla sostenibilità ambientale ed economica”.</em> Per rispondere a queste preoccupazioni il decreto prevede un fantasmagorico progetto di comunicazione sui valori del paesaggio e del patrimonio naturale a carico di ENI. «<em>Fa riflettere il fatto che l’intesa di Crocetta con i petrolieri sia stata firmata proprio lo scorso 4 giugno, lo stesso giorno della pubblicazione del decreto che approva il progetto “Off-shore Ibleo”. Ovviamente, sulla Regione, che pure viene ridicolizzata da questo decreto, non possiamo più contare. Tocca ai sindaci dei territori coinvolti, e alle associazioni, intervenire subito per fermare questa follia»</em> conclude Giannì.</p>
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		<title>Green Peace al G7 Energia: Sicurezza e indipendenza energetica solo con efficienza e rinnovabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[pierfrancesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2014 09:08:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[indipendenza energentica]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA – Mentre i ministri dell’energia dei Paesi del G7 sono, riuniti a Roma, attivisti di Greenpeace hanno aperto un enorme striscione dalla Terrazza del Pincio, che affaccia su piazza del Popolo, con scritto “G7: go renewable, go clean &#38; independent”, perché lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica è l’unica via per aumentare l’indipendenza energetica. Al G7 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.centumcellae.it/italia/green-peace-al-g7-energia-sicurezza-e-indipendenza-energetica-solo-con-efficienza-e-rinnovabili/attachment/energia-eolica-e-fotovoltaica/" rel="attachment wp-att-98692"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-98692" src="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/05/8701-energie_rinnovabili_01-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>ROMA – Mentre i ministri dell’energia dei Paesi del G7 sono, riuniti a Roma, attivisti di Greenpeace hanno aperto un enorme striscione dalla Terrazza del Pincio, che affaccia su piazza del Popolo, con scritto “G7: go renewable, go clean &amp; independent”, perché lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica è l’unica via per aumentare l’indipendenza energetica.</p>
<p>Al G7 si discute di come ridurre la dipendenza dalla Russia, alla luce dell’intensificarsi della crisi ucraina. I leader delle maggiori potenze mondiali si preparano a fornire le risposte sbagliate: Paesi come Regno Unito o Polonia vorrebbero continuare a importare gas, petrolio e carbone cambiando fornitore, rivolgendosi ai mercati del Medio Oriente, del Caucaso o del Nord America. Questa politica metterebbe a rischio l’impegno dell’Europa per la lotta ai cambiamenti climatici.</p>
<p><em>&#8220;Chiediamo che con la riunione del G7 di <a>oggi</a>, a Roma, si compia il primo </em><em>passo per porre fine alla dipendenza dalle fonti energetiche sporche e </em><em>nocive &#8211; </em> afferma Andrea Boraschi, responsabile della campagna Clima ed Energia di Greenpeace Italia &#8211; <em> Il nucleare e le fonti fossili sono la causa</em><em>dell’insicurezza energetica che minaccia la nostra economia: dunque non possono essere la soluzione. Tutti i sondaggi disponibili dicono che i </em><em>cittadini europei esprimono uno schiacciante consenso allo sviluppo delle rinnovabili. È ora che i leader politici smettano di obbedire alle pressioni delle grandi lobby dell’energia e comincino a dare risposte concrete alle richieste dei cittadini.&#8221;</em></p>
<p>Alcuni Paesi, tra cui Regno Unito, Polonia, Stati Uniti e Canada, vedono nello “shale gas” la soluzione per garantire maggiore indipendenza energetica. Tuttavia un accresciuto sfruttamento di quella fonte sarebbe anche causa di enormi problemi ambientali e sanitari, e non avrebbe praticamente alcun effetto sulle importazioni del gas russo prima del 2030.</p>
<p>Sull’uso dello shale gas vi è già un divieto in Francia, mentre la SPD, che è parte della coalizione di governo in Germania, chiede che venga dichiarato illegale il fracking. Alcuni Stati vorrebbero tentare la via del nucleare; ma è chiaro, alla luce dei pochi reattori in costruzione in Europa – nonché dei problemi tecnici, di budget e di ritardo sui tempi di realizzazione che quei progetti scontano – che si tratta di una strada impraticabile. Per altri la soluzione potrebbe essere nel carbone: la fonte più deleteria per il clima, responsabile da sola di oltre il 40 per cento delle emissioni di gas serra.Greenpeace chiede ai leader del G7 e ai leader europei di promuovere stabilità e sicurezza energetica attraverso un grande piano di sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza. Un impegno concreto in questa direzione deve essere preso prima del summit sul cambiamento climatico promosso dal segretario delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, che si terrà il 23 settembre prossimo.</p>
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		<title>&#8220;Si adotti soluzione più idonea per l&#8217;ambiente e non per Costa Crociere&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2014 14:55:02 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.centumcellae.it/politica/costa-concordia-civitavecchia-ancora-in-lizza-parola-di-gabrielli/attachment/isola-del-giglio-continuano-i-lavori-per-la-rimozione-della-costa-concordia/" rel="attachment wp-att-89750"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-89750" src="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2013/11/costa-concordia-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" srcset="https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2013/11/costa-concordia-300x194.jpg 300w, https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2013/11/costa-concordia-600x388.jpg 600w, https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2013/11/costa-concordia-696x450.jpg 696w, https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2013/11/costa-concordia-1068x691.jpg 1068w, https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2013/11/costa-concordia-649x420.jpg 649w, https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2013/11/costa-concordia.jpg 1400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>ISOLA DEL GIGLIO &#8211;<em> “Basta con il balletto dei porti. Auspichiamo che la soluzione individuata per lo smaltimento della Concordia sia un porto italiano e che questo drammatico incidente rappresenti l’occasione per dotare il nostro paese delle infrastrutture e del processo produttivo necessari allo smaltimento delle navi e mettere fine alla prassi vergognosa di mandare i relitti dove costi di mano d’opera e le normative sulla sicurezza sono inesistenti”</em> le associazioni Legambiente, Greenpeace, Wwf Italia commentano in una nota congiunta le dichiarazioni rilasciate oggi dal capo della Protezione Civile Franco Gabrielli in audizione alla Commissione Ambiente della Camera sulla rimozione del relitto della Costa dall&#8217;Isola del Giglio e sull&#8217;ipotesi che venga scelto un porto turco per lo smantellamento.</p>
<p><em>“Chiediamo al governo &#8211;</em> proseguono le tre associazioni ambientaliste <em>&#8211; di indirizzare Costa nella giusta direzione, affinché la società opti per la soluzione più idonea. Il principio di questa scelta non può essere unicamente la convenienza</em> <em>economica, bensì quello del minor impatto ambientale”</em>. L’utilizzo del Vanguard, per esempio, l’enorme piattaforma galleggiante che porterebbe la nave in Turchia, secondo l&#8217;analisi dei gruppi ambientalisti, comporterebbe non irrilevanti problemi ambientali per quanto riguarda la gestione delle acque confinate all’interno dello scafo della Concordia che, vale la pena ricordare, contengono ancora 100 tonnellate di olio pesante e sono contaminate, come ammesso dalla stessa Costa Crociere e confermato dal Ministero dell’Ambiente, tra l’altro da Solfuri, Arsenico e metalli pesanti. Nel caricare il relitto sul Vanguard, tutte le acque contaminate e le sostanze inquinanti fuoriuscirebbero dallo scafo provocando un ulteriore, pesantissimo danno ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Infine e non da ultimo &#8211;</em> concludono Legambiente, Greenpeace, Wwf Italia <em>&#8211; ribadiamo che la vicenda Costa Concordia non si chiude con la rimozione del relitto, ma con il ripristino dello stato dei luoghi e il risarcimento del danno ambientale provocato nelle acque e sui fondali del’Isola del Giglio, come concordato nella Conferenza dei Servizi decisoria del 15 maggio 2012. Chiediamo alla Regione Toscana e al Ministero dell’Ambiente di tenere alta l’attenzione sulla bonifica dei fondali, sul ripristino dello stato dei luoghi e sulla quantificazione del risarcimento del danno ambientale (ad oggi valutato prudenzialmente ida ISPRA in oltre 13milioni di euro, senza valutare gli impatti derivanti dalle fuoriuscite durante la fase di rotazione), per tutto il tempo necessario dopo la rimozione del relitto”.</em></p>
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		<title>Le Associazioni si mobilitano per un&#8217;Italia libera da OGM</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2014 09:08:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ITALIA &#8211; La Task Force anti-OGM si mobilita in attesa della sentenza del TAR del Lazio per il prossimo 9 aprile, sentenza in cui il Tribunale dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato da un coltivatore friulano contro il decreto interministeriale che proibisce la semina di mais geneticamente modificato MON810 che, se accolto spalancherebbe pericolosamente le porte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/04/Torino-OGM07.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-96226" src="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/04/Torino-OGM07-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/04/Torino-OGM07-300x199.jpg 300w, https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/04/Torino-OGM07-600x398.jpg 600w, https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/04/Torino-OGM07-696x462.jpg 696w, https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/04/Torino-OGM07-633x420.jpg 633w, https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/04/Torino-OGM07.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>ITALIA &#8211; La Task Force anti-OGM si mobilita in attesa della sentenza del TAR del Lazio per il prossimo 9 aprile, sentenza in cui il Tribunale dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato da un coltivatore friulano contro il decreto interministeriale che proibisce la semina di mais geneticamente modificato MON810 che, se accolto spalancherebbe pericolosamente le porte al biotech.</p>
<p style="text-align: justify;">Le 39 associazioni che formano la task force &#8220;Per un&#8217;Italia libera da OGM&#8221;, da sempre in prima linea per difendere i terreni agricoli nazionali, hanno presentato un ricorso ad opponendum, e sono al fianco dei Ministeri dell&#8217;Agricoltura, dell&#8217;Ambiente e della Salute affinché non sia un singolo agricoltore a superare la scelta delle istituzioni fatta nel rispetto della volontà della maggioranza dei cittadini italiani. Ma se il ricorso dell&#8217;agricoltore friulano fosse accolto, la Task Force rinnova l&#8217;appello al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e al governo perché venga emanato con effetto immediato un decreto contro le semine OGM e, a partire dal semestre italiano, si impegni in sede europea a elaborare finalmente una chiara iniziativa per impedire coltivazioni geneticamente modificate.</p>
<p style="text-align: justify;">Punti informativi e referendum anche nel Lazio accompagnano degustazioni di prodotti tipici nelle iniziative di #ItaliaNOogm, la giornata di mobilitazione con cui Legambiente dice NO al rischio che cibi geneticamente modificati arrivino sulle nostre tavole.</p>
<p><em>“Noi crediamo nei prodotti biologici, tipici e di qualità che rispettano la biodiversità e danno ai cittadini certezze su ciò che mettiamo in tavola</em> – dichiara Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio-. <em>Se il ricorso al TAR venisse accolto, rischiamo semine incontrollate di organismi geneticamente modificati con gravi ripercussioni sul Made in Italy, le produzioni biologiche e la libertà di scelta dei consumatori. Vogliamo attività agricole che rispettino e siano coerenti alle esigenze e alle potenzialità di sviluppo di ogni territorio.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">In attesa di un intervento del governo, le Regioni si stanno muovendo. La Regione Friuli ha emanato un regolamento che vieta la semina e la coltivazione di OGM sul suo territorio in caso di successo del ricorso al Tar, ipotesi in cui le associazioni della Task Force presenterebbero comunque ricorso al Consiglio di Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi otto italiani su 10 (76%) sono contrari agli OGM, secondo l&#8217;ultima rilevazione condotta da Ipr marketing nel giugno 2013. In Italia abbiamo ancora la possibilità di scegliere e di fermare l&#8217;avanzata di un modello agricolo che potrebbe mettere in serio pericolo l&#8217;identità e la distintività di uno dei settori che può contribuire maggiormente alla ripresa economica e occupazionale del Paese. Secondo i dati FAO dal 1996 al 2012 le superfici investite a OGM sono aumentate di oltre 100 volte ma la produzione alimentare non è cresciuta, non contribuendo ai problemi di malnutrizione dei Paesi in via di sviluppo. Se sul breve periodo gli OGM sembrano funzionare contro gli attacchi di insetti alle coltivazioni, fattore principale di sostegno addotto dai filo OGM, molti studi scientifici dimostrano che dopo pochi anni l&#8217;effetto svanisce per via dello sviluppo di ceppi di insetti resistenti alla tossina che bloccava gli attacchi indotta da una pericolosa mutazione forzata degli organismi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questi motivi oggi sono stati allestiti punti informativi della Task Force in una decina di città italiane del centro-nord per informare i cittadini sulle conseguenze e i rischi di coltivazioni OGM.</p>
<p style="text-align: justify;">I principali appuntamenti:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Milano (Eataly e Mercato della terra alla Fabbrica del Vapore)<br />
&#8211; Torino (Mercato di Porta Palazzo)<br />
&#8211; Bologna (Mercato della Terra di Piazzetta Pasolini)<br />
&#8211; Padova (Piazzetta Garzeria)<br />
&#8211; Firenze (Eataly)<br />
&#8211; Perugia (Mercato settimanale di Pian di Massiano e Mercato biologico di Piazza Piccinino).</p>
<p>La Task Force per un&#8217;Italia libera da OGM è composta da:</p>
<p>* Acli * Adoc * Adiconsum * Adusbef * Aiab * Amica * Associazione per l&#8217;Agricoltura Biodinamica * Assoconsum * As. Se. Me. * Campagna Amica * Cia * Città del Vino * Cna Alimentare * Codacons * Coldiretti * Consorzi agrari d&#8217;Italia * Crocevia * Fai * Federconsumatori * Federparchi * Firab * Focsiv * Fondazione Univerde * Greenaccord * Greenpeace * Isde * Lega Pesca * Legacoop Agroalimentare * Legambiente * Lipu * Movimento consumatori * Movimento difesa del cittadino * Slow Food Italia * Symbola * Uecoop * Una.api * Upbio * Vas * Wwf</p>
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		<title>Condannati i vertici Enel di Porto Tolle per il grave inquinamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2014 17:50:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[centrale a carbone]]></category>
		<category><![CDATA[danni alla salute]]></category>
		<category><![CDATA[enel]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Porto Tolle]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA &#8211; Oggi il tribunale di Rovigo ha condannato in primo grado di giudizio i vertici ENEL per il ‘grave inquinamento’ derivato dal funzionamento della centrale termoelettrica di Porto Tolle. La condanna prevede una pena di 3 anni di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni per gli ex AD Scaroni e Tatò. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<a href="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2010/06/2960.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-26005" title="Porto Tolle" src="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2010/06/2960.jpg" alt="" width="210" height="159" /></a>ROMA &#8211; Oggi il tribunale di Rovigo ha condannato in primo grado di giudizio i vertici ENEL per il ‘grave inquinamento’ derivato dal funzionamento della centrale termoelettrica di Porto Tolle. La condanna prevede una pena di 3 anni di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni per gli ex AD Scaroni e Tatò. E&#8217; stato assolto, invece, &#8220;per mancanza di elemento soggettivo&#8221;, l’attuale amministratore e direttore generale Fulvio Conti.</p>
<p>Greenpeace, Legambiente e WWF esprimono soddisfazione per la sentenza che ha riconosciuto ciò che le tre associazioni hanno denunciato per anni, ossia che la centrale di Porto Tolle ha continuato a funzionare in mancanza delle autorizzazioni ambientali, causando gravi danni alla salute della popolazione residente e all’ambiente. Ora il nesso tra le emissioni di quella centrale e l&#8217;aumento di patologie nella popolazione locale appare provato, come pure l&#8217;impatto sul fragile ecosistema del Delta del Po che ospita l&#8217;impianto; ed Enel sarà chiamata a rifondere danni per 3,6 miliardi di euro. Le associazioni ambientaliste auspicano che la sentenza odierna rappresenti anche l&#8217;archiviazione definitiva  per i progetti di riconversione a carbone della Centrale di Porto Tolle. L&#8217;impianto, che sorge nel bel mezzo del Parco del Delta del Po, era già costato ad Enel la condanna in due processi precedenti. La volontà di trasformarlo per poterlo alimentare con la fonte energetica più inquinante e dannosa per il clima, il carbone appunto, è sbagliata: non risponde ad alcuna necessità energetica del Paese, non ha fondamento in termini di strategia industriale e consegnerebbe il Polesine a un modello di sviluppo già dimostratosi perdente e dannoso.</p>
<p>Greenpeace, Legambiente e WWF chiedono ad Enel di fare chiarezza e di dire cosa intende fare. Poche settimane addietro la Commissione VIA del Ministero per l’Ambiente ha nuovamente bocciato la proposta di conversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle. Enel è pronta a rinunciare al progetto o tornerà a presentarlo e promuoverlo, dimostrando di non saper apprendere dai propri errori e neppure dalle sentenze?</p>
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		<title>Il tribunale dell&#8217;Aja ferma la caccia alle balene giapponese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2014 17:38:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Giannì]]></category>
		<category><![CDATA[caccia alle balene]]></category>
		<category><![CDATA[Corte internazionale di Giustizia dell'Aja]]></category>
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					<description><![CDATA[L’AJA &#8211; La Corte internazionale di Giustizia dell&#8217;Aja ha deciso oggi che il programma giapponese di caccia alle balene non ha fini scientifici, risolvendo il contenzioso sollevato dall&#8217;Australia che aveva citato il Giappone in giudizio chiedendo una pronuncia sulla caccia alle balene ritenuta &#8220;mera attività commerciale&#8221;. Afferma Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/04/caccia-balene.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-95801" src="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/04/caccia-balene-300x223.jpeg" alt="" width="300" height="223" srcset="https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/04/caccia-balene-300x223.jpeg 300w, https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/04/caccia-balene-80x60.jpeg 80w, https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/04/caccia-balene-265x198.jpeg 265w, https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/04/caccia-balene.jpeg 538w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>L’AJA &#8211; La Corte internazionale di Giustizia dell&#8217;Aja ha deciso oggi che il programma giapponese di caccia alle balene non ha fini scientifici, risolvendo il contenzioso sollevato dall&#8217;Australia che aveva citato il Giappone in giudizio chiedendo una pronuncia sulla caccia alle balene ritenuta &#8220;mera attività commerciale&#8221;. Afferma Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia:<em> “Siamo soddisfatti di questo pronunciamento che ci dà ragione. Sosteniamo da sempre che la caccia alle balene nell’Oceano Antartico non è necessaria per la scienza e deve essere abbandonata. Chiediamo al Giappone di rispettare la sentenza e mandare in pensione la baleniera Nisshin Maru”. Invece di cercare di proseguire la caccia modificando l’attuale “ricerca” il  Giappone deve unirsi ai programmi di ricerca scientifica internazionali in Antartide per studiare le balene e l’ambiente e sostenere la creazione di una rete di aree protette nell’Oceano Antartico per proteggere l’intero ecosistema”.</em></p>
<p>Greenpeace da parte sua continuerà a monitorare la cosiddetta caccia scientifica del Giappone per assicurarsi che non trovi altre scappatoie per aggirare il divieto di caccia alle balene in vigore dal 1986. Per la Corte internazionale di Giustizia dell&#8217;Aja il Giappone deve revocare i permessi, le autorizzazioni o le licenze già rilasciate nell&#8217;ambito del piano sulla ricerca e non concedere eventuali nuove licenze nell&#8217; ambito dello stesso programma.</p>
<p>(Immagine presa da direttanews.it)</p>
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		<title>Greenpeace lancia l&#8217;allarme: i cambiamenti climatici minacciano l&#8217;umanità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2014 16:21:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[campagna clima ed energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energy [R]evolution]]></category>
		<category><![CDATA[fonti rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto IPCC]]></category>
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					<description><![CDATA[YOKOHAMA &#8211; Il nuovo rapporto dell’IPCC, l’organismo dell&#8217;Onu sui cambiamenti climatici, sottolinea come gli impatti del riscaldamento globale siano già evidenti in tutti i continenti e negli oceani e la tendenza sia di un rapido peggioramento. Per migliorare questa situazione Greenpeace chiede ai capi di Stato e di governo di accelerare il passaggio a fonti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/01/cambiamenti-climatici.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-91681" src="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/01/cambiamenti-climatici-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/01/cambiamenti-climatici-300x225.jpg 300w, https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/01/cambiamenti-climatici-80x60.jpg 80w, https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/01/cambiamenti-climatici-265x198.jpg 265w, https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/01/cambiamenti-climatici.jpg 400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>YOKOHAMA &#8211; Il nuovo rapporto dell’IPCC, l’organismo dell&#8217;Onu sui cambiamenti climatici, sottolinea come gli impatti del riscaldamento globale siano già evidenti in tutti i continenti e negli oceani e la tendenza sia di un rapido peggioramento. Per migliorare questa situazione Greenpeace chiede ai capi di Stato e di governo di accelerare il passaggio a fonti energetiche pulite e sicure. Il rapporto IPCC mostra come i cambiamenti climatici siano una minaccia crescente per la sicurezza dell’umanità, dal momento che portano a una crescente scarsità di cibo e acqua ed aumentano così il rischio di migrazioni e conflitti.</p>
<p><em>“Stiamo camminando sul filo, ma se agiamo con fermezza e tagliamo le emissioni di CO2 immediatamente possiamo ancora evitare le peggiori conseguenze e conservare ecosistemi marini e terrestri, fondamentali per l’esistenza dell’uomo sulla Terra”</em> afferma Luca Iacoboni, responsabile Campagna Clima e Energia di Greenpeace Italia. <em>“Dovremmo &#8216;disarmare&#8217; le centrali a carbone e le piattaforme petrolifere che sono come armi di distruzione di massa, dal momento che immettono in atmosfera emissioni di CO2 che non si fermano ai confini nazionali ma, al contrario, contribuiscono al cambiamento climatico dell’intero Pianeta. Per proteggere la pace e la sicurezza, dobbiamo accelerare subito il passaggio a fonti energetiche pulite</em>” conclude Iacoboni.</p>
<p>Greenpeace chiede ai governi di presentarsi al summit sul clima convocato a settembre dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon con proposte serie e concrete, che ci portino a raggiungere presto l’obiettivo di un sistema energetico basato, nella quasi totalità, sulle energie rinnovabili. Secondo lo scenario Energy [R]evolution di Greenpeace, un abbandono delle fonti fossili in favore delle rinnovabili porterebbe non solo benefici ambientali, in termini di lotta ai cambiamenti climatici, ma anche benefici economici ed occupazionali a livello globale e nazionale.</p>
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		<title>Greenpeace promuove la Giornata internazionale delle foreste</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Mar 2014 12:37:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata internazionale delle foreste]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
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					<description><![CDATA[DAL MONDO &#8211; Il 21 marzo si celebrerà la Giornata internazionale delle foreste: ogni due secondi un’area di foresta grande quanto un campo da calcio viene distrutta nel mondo. Le foreste ospitano circa due terzi della biodiversità terrestre e si stima che da esse dipenda la sopravvivenza di più di un miliardo e mezzo di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-94963" title="foresta" src="http://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2014/03/foresta-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />DAL MONDO &#8211; Il 21 marzo si celebrerà la Giornata internazionale delle foreste: ogni due secondi un’area di foresta grande quanto un campo da calcio viene distrutta nel mondo. Le foreste ospitano circa due terzi della biodiversità terrestre e si stima che da esse dipenda la sopravvivenza di più di un miliardo e mezzo di persone. Immagazzinano quasi 300 miliardi di tonnellate di carbonio, una cifra 40 volte superiore alle emissioni di gas serra prodotte dai combustibili fossili; per questo la deforestazione inquina quanto tutti i mezzi di trasporto messi insieme al mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle aree tropicali la deforestazione avviene per produrre legno, olio di palma, polpa di cellulosa, carne, pelle o soia. Materie prime o prodotti finiti che arrivano sul mercato italiano facendo diventare il nostro Paese complice della distruzione delle foreste, tali importazioni di materie prime sono collegate alla distruzione delle foreste in Paesi come il Brasile, la Repubblica Democratica del Congo o l’Indonesia, facendo diventare l’Italia complice della perdita di biodiversità, dei conflitti sociali e del cambiamento climatico.</p>
<p style="text-align: justify;">Greenpeace chiede a governi e aziende di impegnarsi con politiche a Deforestazione Zero. <em>&#8220;Questo mese abbiamo denunciato che</em> – afferma Greenpeace &#8211; <em>nonostante sia entrato in vigore da oltre un anno, il nostro Paese non applica ancora il Regolamento Europeo del Legno, che serve proprio ad evitare che i prodotti in legno e derivati provenienti dal taglio illegale possano entrare nei porti europei senza alcun tipo di controllo. Proteggendo le foreste riusciremo a mantenere gli ecosistemi vivi e sani e potremo continuare a godere di aria pulita, acqua potabile e suolo fertile.&#8221;</em></p>
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