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	<title>alimentazione &#8211; Centumcellae News</title>
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		<title>CNR: &#8220;Microbiota e dieta alleati nella prevenzione del tumore al colon-retto&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Centumcellae News]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2024 10:41:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[cnr]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA &#8211; Dal Consiglio nazionale delle ricerche riceviamo e pubblichiamo Consiglio nazionale delle ricerche e Università di Firenze hanno coordinato una ricerca che ha dimostrato sperimentalmente come una dieta pesco-vegetariana protegga dal rischio di sviluppo della patologia, influendo sulla composizione del microbiota intestinale. Lo studio è pubblicato sulla rivista Microbiome   Una dieta basata su verdure e pesce allontana il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" align="center">ROMA &#8211; Dal Consiglio nazionale delle ricerche riceviamo e pubblichiamo</div>
<div align="center"></div>
<div style="text-align: justify;" align="center"><em>Consiglio nazionale delle ricerche e Università di Firenze hanno coordinato una ricerca che ha dimostrato sperimentalmente come una dieta pesco-vegetariana protegga dal rischio di sviluppo della patologia, influendo sulla composizione del microbiota intestinale. Lo studio è pubblicato sulla rivista Microbiome  </em></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><em>Una dieta basata su verdure e pesce allontana il rischio di tumore al colon. La conferma arriva da uno studio coordinato dall’Istituto di biologia e biotecnologia agraria del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Ibba) assieme al Dipartimento di Neuroscienze, Psicologia, Area del Farmaco e Salute del Bambino (Neurofarba) dell’Università degli studi di Firenze, pubblicata sulla rivista Microbiome e svolta in collaborazione anche con scienziati francesi dell’INRAE – l’istituzione di ricerca francese dedicata a agricoltura, cibo e ambiente &#8211; e olandesi della Netherlands Organisation for Applied Scientific Research.</em></div>
<div style="text-align: justify;"><em>La ricerca ha valutato lo sviluppo di cancro del colon-retto &#8211; la terza causa di morte per tumore nel mondo &#8211; e l&#8217;evoluzione della composizione del microbiota intestinale e i relativi metaboliti, osservando gli effetti associati alla somministrazione di diete associate a differente rischio di tumore: una a base di carne rossa e carne lavorata (dieta MBD, considerata ad alto rischio), una a base di carne rossa ma addizionata con un particolare antiossidante quale la Vitamina E (dieta MBDT, a rischio moderato) e una pesco-vegetariana (dieta PVD, a basso rischio).</em></div>
<div style="text-align: justify;"><em>“E’ noto che lo sviluppo di questo tipo di tumore è fortemente influenzato dalle abitudini alimentari, con cibi come la carne rossa e lavorata che ne aumentano il rischio, e altri, come quelli contenenti fibre alimentari, considerati protettivi”, spiega Giovanna Caderni del Dipartimento Neurofarba dell’Università di Firenze. “Studi recenti suggeriscono che l&#8217;effetto della dieta possa essere legato, almeno in parte, a come essa modula il microbiota intestinale, ovvero l&#8217;insieme di microorganismi che popolano il nostro intestino&#8221;, spiega la docente, che ha coordinato un team composto anche dai ricercatori dell&#8217;ateneo fiorentino Sofia Chioccioli, Katia Tortora, Lisa Giovannelli, Duccio Cavalieri e Mariela Mejia Monroy.</em></div>
<div style="text-align: justify;"><em>Lo studio ha dimostrato come la dieta pesco-vegetariana riduca in modo significativo, rispetto alle diete a base di carne, il numero di tumori del colon nei modelli animali predisposti allo sviluppo di cancro del colon-retto. Inoltre, questo tipo di dieta aumenta la diversità microbica, caratterizzata dalla presenza di specifiche comunità batteriche associate a un livello più basso di acidi biliari, metaboliti intestinali potenzialmente cancerogeni.</em></div>
<div style="text-align: justify;"><em>Ma un ulteriore, importante risultato della ricerca è rappresentato dalla scoperta del ruolo del microbiota intestinale nel trasmettere o meno i fattori di rischio per il cancro del colon-retto che sono associati alla dieta: si è, infatti, osservato che “trapiantando” il microbiota intestinale dei modelli alimentati con le tre diverse diete, in modelli animali privi di microbiota intestinale (germ-free), questi ultimi ne preservavano i metaboliti, trasferendo rispettivamente i fattori di rischio nel caso della dieta a base di carne, o di protezione nel caso della dieta pesco-vegetariana.</em></div>
<div style="text-align: justify;"><em>Spiega Carlotta De Filippo, coordinatrice dello studio per il Cnr-Ibba, che ha guidato il gruppo composto dai ricercatori Niccolò Meriggi, Vincenzo Longo, Antonio Dario Troise e Andrea Scaloni: “Abbiamo avuto la conferma che il microbiota intestinale, modulato dalla dieta, può trasmettere i rischi – così come i benefici- legati alla dieta stessa. Questo dimostra che possiamo “modulare” il nostro microbiota intestinale per prevenire la produzione di metaboliti potenzialmente cancerogeni, a partire dalla dieta. Comprendere come la dieta influisca sul microbiota intestinale e, di conseguenza, sul rischio di cancro, consente a ognuno di noi di fare scelte alimentari consapevoli, scegliendo diete che favoriscono un microbiota “alleato”, così da ridurre attivamente il rischio di sviluppo di numerose patologie”.</em></div>
<div style="text-align: justify;"><em> &#8220;I risultati dello studio – conclude Caderni – aprono la strada per strategie di salute pubblica basate sulle abitudini alimentari e sul microbiota in grado di prevenire questa temibile patologia&#8221;.</em></div>
<div style="text-align: justify;"><em>Al link <u><a id="OWAf842f699-075f-ce8a-6b63-4b2fd02da8ad" class="xmprfx_x_OWAAutoLink" href="https://www.youtube.com/watch?v=KrC_iwwytCk&amp;feature=youtu.be" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-auth="NotApplicable">https://www.youtube.com/watch?v=KrC_iwwytCk&amp;feature=youtu.be</a></u> è disponibile un video esplicativo della ricerca, pubblicato da Research Square &#8211; Video Byte.</em></div>
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		<title>Ruolo Protettivo di una Dieta Anti-Inflammatoria nella Mitigazione dei Rischi per la Salute Legati all&#8217;Inquinamento Atmosferico anche a Civitavecchia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Centumcellae News]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 07:57:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[dieta e inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[dotto giovanni ghirga]]></category>
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					<description><![CDATA[CIVITAVECCHIA &#8211; Dal Dottor Giovanni Ghirga riceviamo e pubblichiamo Una dieta antinfiammatoria ricca di frutta, verdura, cereali integrali, pesce, olio extravergine di oliva, tè verde, noci e semi è particolarmente consigliata in aree inquinate come Civitavecchia.  &#160; Questi alimenti, infatti, grazie alle loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, possono aiutare a contrastare gli effetti negativi dell&#8217;inquinamento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">CIVITAVECCHIA &#8211; Dal Dottor Giovanni Ghirga riceviamo e pubblichiamo</p>
<div style="text-align: justify;"><em><span class="xmprfx_s1">Una dieta antinfiammatoria ricca di frutta, verdura, cereali integrali, pesce, olio extravergine di oliva, tè verde, noci e semi è particolarmente consigliata in aree inquinate come Civitavecchia. </span></em></div>
<div style="text-align: justify;">
<p>&nbsp;</p>
<p class="xmprfx_p1"><em><span class="xmprfx_s1">Questi alimenti, infatti, grazie alle loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, possono aiutare a contrastare gli effetti negativi dell&#8217;inquinamento sulla salute, riducendo l&#8217;infiammazione cronica e supportando il benessere generale.</span></em></p>
<p class="xmprfx_p1"><em><span class="xmprfx_s1">Sia l&#8217;esposizione a breve termine che quella cronica a materiale particolato con un diametro di meno di 2,5 micrometri (PM2.5) ha dimostrato di aumentare il rischio relativo di eventi cardiovascolari, come ospedalizzazione per insufficienza cardiaca, arresto cardiaco, aritmie, ictus ischemico e, soprattutto, infarto miocardico.</span></em></p>
<p class="xmprfx_p1"><em><span class="xmprfx_s1">Ricerche suggeriscono che la concentrazione di lipoproteine a bassa densità ossidate nel plasma è positivamente associata all&#8217;esposizione cronica all&#8217;inquinamento atmosferico. Questa associazione si osserva indipendentemente dai tradizionali fattori di rischio cardiovascolare e dalle terapie per la riduzione dei lipidi. </span></em></p>
<p class="xmprfx_p1"><em><span class="xmprfx_s1">Livelli più elevati di esposizione al PM2.5 sono stati correlati a compromissioni nella funzionalità delle lipoproteine ad alta densità, a livelli aumentati di LDL ossidato, a marcatori di infiammazione sistemica elevati come la proteina C-reattiva e a stress ossidativo. In generale, dunque, l&#8217;inquinamento atmosferico è associato a un aumento del rischio cardiometabolico.</span></em></p>
<p class="xmprfx_p1"><em><span class="xmprfx_s1">Sebbene gli effetti cardiovascolari dell&#8217;inquinamento atmosferico siano ben documentati, ricerche emergenti evidenziano i suoi impatti neurologici, incluso un&#8217;aumento significativo del rischio di demenza. Si è osservato un incremento del 17% del rischio di demenza per ogni aumento di 2 ?g/m³ nell&#8217;esposizione annuale al PM2.5.</span></em></p>
<p class="xmprfx_p1"><em><span class="xmprfx_s1">Alla luce dei risultati di studi appena pubblicati (4), adottare una dieta anti-infiammatoria potrebbe contribuire a mitigare gli effetti nocivi dell&#8217;inquinamento, in particolare nelle aree con alti livelli di PM2.5. Tale dieta potrebbe fornire benefici protettivi contro le malattie cardiovascolari e neurologiche indotte dall&#8217;inquinamento.</span></em></p>
<p class="xmprfx_p1"><em><span class="xmprfx_s1">G. Ghirga. Protective Role of an Anti-Inflammatory Diet in Mitigating Air Pollution-Related Health Risks. </span><span class="xmprfx_s2">JAMA Netw Open. Comment https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2822212</span><span class="xmprfx_s3">. </span></em></p>
<ol class="xmprfx_ol1">
<li class="xmprfx_li1"><em><span class="xmprfx_s1">Bonanni A, Basile M, Montone RA, Crea F. Impact of the exposome on cardiovascular disease. Eur Heart J Suppl. 2023;25(Suppl B):B60-B64. doi:10.1093/eurheartjsupp/suad069.</span></em></li>
<li class="xmprfx_li1"><em><span class="xmprfx_s1">Rajagopalan S, Brook RD, Salerno PRV, et al. Air pollution exposure and cardiometabolic risk. Lancet Diabetes Endocrinol. 2024;12(3):196-208. doi:10.1016/S2213-8587(23)00361-3.</span></em></li>
<li class="xmprfx_li1"><em><span class="xmprfx_s1">Wilker EH, Osman M, Weisskopf MG. Ambient air pollution and clinical dementia: a systematic review and meta-analysis. BMJ. 2023;e071620. doi:10.1136/bmj-2022-071620.</span></em></li>
<li class="xmprfx_li1"><em><span class="xmprfx_s1">Dove A, Dunk MM, Wang J, Guo J, Whitmer RA, Xu W. Anti-inflammatory diet and dementia in older adults with cardiometabolic diseases. JAMA Netw Open. 2024;7(8):e2427125. doi:10.1001/jamanetworkopen.2024.27125.</span></em></li>
</ol>
<div></div>
</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><em>Dr. Giovanni Ghirga</em></div>
<div style="text-align: justify;"><em>Pediatra </em><em>ISDE, Italia</em></div>
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