“Palla Ovale”: a tu per tu con Alessandro Crinò e Virginio Velenosi

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CIVITAVECCHIA – Nuovo appuntamento con “Palla Ovale”, la rubrica che tutte le settimane permette di conoscere più a fondo i protagonisti del CRC. Questa settimana tocca a Alessandro Crinò e Virginio Velenosi.

Alessandro Crinò
“La differenza tra giocare in categorie differenti ossia tra la serie A e B – inizia così la sua intervista Alessandro – è nella velocità degli interventi, l’esempio è stato nella prima partita che abbiamo fatto a Napoli dove si doveva arrivare necessariamente primi nei punti di incontro. Ci stiamo adeguando a questo tipo di gioco con un processo che dal mio punto di vista sta riuscendo bene. Ho iniziato a nove anni giocando col CRC fino alla Under 16 a seguire ho fatto Accademia Regionale , Centro di Formazione , poi un anno all’Accademia di Roma Under 18, infine sono tornato a giocare al Civitavecchia Rugby in serie B ed ora eccomi in serie A. Gioco da estremo ossia devo difendere nella zona vicino alla meta avversaria, in questo ruolo si deve essere pronti alle prese aeree ed al contrattacco con azioni con piedi e mani. Oltre che giocatore sono Resp. Tecnico del settore del Minirugby ed allenatore delle Under 12 e 14 del CRC e Tecnico Regionale Lazio. Giocare a Rugby non deve avere come fine la competizione, questo sport deve sviluppare dei valori, dei principi irrinunciabili. I genitori nel Rugby debbono partecipare alla formazione del rugbista collaborando, se i rugbisti trovano un ambiente sano è merito dell’allenatore, del club e dei genitori”.

Virginio Velenosi
“Sto vivendo l’avventura in serie A di Rugby con un grande entusiasmo – racconta Virginio – avendo la possibilità di questa esperienza che non avevo mai provato. Come squadra stiamo dimostrando molta voglia di fare insomma possiamo giocarcela alla pari con le altre formazioni. Ho iniziato a giocare ad 11 anni a Colleferro facendo tutta la trafila delle giovanili, dalla Under 13 fino alla prima squadra poi sono venuto al CRC. La voglia di giocare ti segue sempre sia nelle giovanili che nei seniores, la passione, l’emozione che ti dà questo sport sono uniche. Ogni anno che giochi con un gruppo di rugbisti crei una seconda famiglia. Gioco come Terza Linea Flanker con questo ruolo bisogna essere dinamici, dare sostegno diretto, posso anche ricoprire altro compito ossia seconda linea dove devi cercare di giocare più palloni, hai più fasi di impatto e di avanzamento con l’ovale. Al di là del gioco che appare duro io dico che il Rugby da uno spessore al carattere dei giocatori insomma è un mondo speciale”.