“Basta con questi pseudo dirigenti che hanno rovinato il Civitavecchia”

CIVITAVECCHIA – Che il Civitavecchia Calcio potesse retrocedere era nelle previsioni vista la mediocrità sportiva delle persone che si sono succedute alla dirigenza sia amministrativa che tecnica della società.
Che questa retrocessione avvenisse perdendo anche la dignità fino a diventare una presa in giro per gli sportivi ed i tifosi veri, si sperava di no.
Invece tutto è accaduto, siamo retrocessi con ancora in essere vertenze economiche dell’anno precedente alle quali si andranno ad aggiungere quelle della stagione corrente che per ora ha già causato due punti di penalizzazione per il prossimo campionato.
Inoltre si corre il rischio della non iscrizione nella prossima stagione e alla successiva ipotesi di “azzeramento” della società con perdita della matricola e dei titoli come già è successo anni fa.
Credo che tutto ciò sia eccessivo, specialmente se rapportato a quanto promettevano sei mesi fa gli addetti ai lavori, quando si riempivano la bocca di proclami del tipo: rafforzeremo la squadra che diverrà competitiva per la serie C; siamo in contatto con giocatori e allenatori di categoria superiore, con grandi società, illustri manager, personaggi importanti e quant’altro che
artatamente vantavano da fare invidia alle società vere. La cosa, comunque, più insopportabile è che taluni di questi “dirigenti”
abbiano la faccia tosta di riproporsi nelle stesse funzioni senza neanche riflettere sulle proprie responsabilità, che sono immense, poiché bastava trattare con tempismo le vertenze economiche ed evitare l’esonero di Mister Ferretti a cinque partite dalla fine senza avere né cercare alternative valide che, quasi sicuramente, oggi si poteva discutere su tutt’altra base.
Alle luce di tutte queste contraddizioni bisogna dire basta a tutti quei pseudo dirigenti che si presentano come imprenditori sportivi, ma che di sportivo non hanno niente, che si propongono come portatori di risorse ma di fatto sono millantatori che hanno il solo scopo di impossessarsi della società per poi gestire impianti e soldi provenienti da terzi per “incogniti motivi”.

Roberto Melchiorri