“Cercare il Covid nelle acque di scarico delle scuole”

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CIVITAVECCHIA – Dal Dottor Giovanni Ghirga riceviamo e pubblichiamo:

“Il tema della riapertura delle scuole al tempo del coronavirus domina in questo momento l’interesse di gran parte della popolazione.
Cercare periodicamente l’RNA del SARS-CoV-2 nelle acque di scarico delle scuole, potrebbe prevenire lo scoppio di focolai di infezione attraverso un pronto intervento di controllo e quarantena dei soggetti trovati positivi.
Cercando il SARS-CoV-2 nelle acque di scarico, l’Università dell’Arizona potrebbe aver fermato un potenziale focolaio prima che l’infezione potesse diffondersi.
Diversi paesi e alcune università degli Stati Uniti hanno controllato le acque reflue alla ricerca dell’RNA del SARS-CoV-2 emesso nelle feci, in quanto questo ultimo può segnalare la presenza di persone infette poco prima che compaiano i sintomi.
In Arizona, le acque reflue di un dormitorio studentesco contenevano RNA virale pochi giorni dopo che gli studenti si erano trasferiti nelle loro stanze, durante questo mese di agosto. Tutti gli studenti erano prima risultati negativi al tampone per il SARS-CoV-2.
L’università ha riesaminato tutti i 311 residenti e lavoratori dei dormitori e ha trovato due studenti asintomatici ma positivi al virus, i quali sono stati subito messi in quarantena.
‘Quante altre persone sarebbero state infettate se avessimo aspettato che i due studenti diventassero sintomatici e fossero rimasti in quel dormitorio per giorni, una settimana o per l’intero periodo di incubazione’, ha commentare l’ex chirurgo generale statunitense Richard Carmona, Università dell’Arizona.
‘Questo suggerisce che la ricerca del coronavirus nelle acque reflue, rappresenta un ottimo sistema di allerta precoce’, secondo Kevin Thomas dell’Università di Queensland, St. Lucia.

J. Kaiser. Science. 28 agosto 2020.

Dr. Giovanni Ghirga