“A Civitavecchia nell’ultimo mezzo secolo temperatura aumentata di 3 gradi”

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CIVITAVECCHIA -Dal Dottor Giovanni Ghirga riceviamo e pubblichiamo:

“A Civitavecchia, nell’ultimo mezzo secolo, la temperatura annua media stimata è aumentata in modo eccezionale: da + 13.6 °C negli anni 60 (1961-1970) a + 16.5 °C nel periodo 2009-18, il che significa un aumento di circa 3.0 °C
Il 2018 è stato l’anno nel quale l’aumento medio della temperatura, rispetto sempre agli anni 60, è stato il più grande: 3.48 °C .
La regione NUTS3 (800.000-150.000 abitanti), la ripartizione del territorio dell’Unione europea a fini statistici dove si trova Civitavecchia, ha visto la temperatura media annuale aumentare di 3.1° C tra gli anni 60 e il periodo 2009-2018. Questo la colloca al 2 ° posto tra le regioni NUTS3 in Italia dove la temperatura è aumentata di più.
L’indagine è stata condotta da OBC Transeuropa for European Data Journalism Network (EDJNet) nel 2020, come parte dell’interesse di lunga data della rete per le questioni ambientali e per la crisi climatica.
L’analisi si basa sui dati prodotti dalla rianalisi regionale UERRA per l’Europa su singoli livelli dal 1961 al 2018, la quale è stata creata da Copernicus e dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF). Il dato fornisce valori di temperatura stimati a due metri dal suolo e copre una griglia di celle, con celle di 5,5 x 5,5 km di larghezza.
Per ogni cella sono stati presi in considerazione i dati grezzi, al fine di ottenere i valori di temperatura media per i due decenni presi in considerazione (1961-1970 e 2009-2018), in modo da calcolare il valore della variazione di temperatura avvenuta.
Negli ultimi decenni, a Civitavecchia, sembrava facesse sempre meno freddo. Adesso ci sono le prove. Del riscaldamento globale e delle sue temibili conseguenze ne é responsabile soprattutto l’essere umano con il suo utilizzo esasperato dei combustibili fossili.
Una nuova centrale a gas a Civitavecchia e in altre martoriate regioni italiane è un continuo perseverare nello stesso errore.
Le persone più deboli come i bambini, gli anziani, i malati cronici e le donne in gravidanza ne pagheranno le gravi conseguenze”.

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Dott. Gianni Ghirga