“La presenza di alluminio nell’acqua potabile non è dovuta solo a cause naturali”

acquedotto acquaCIVITAVECCHIA – “La presenza di alluminio nell’acqua potabile non è dovuta solo a cause naturali”. Ne è convinto il Dottor Giovanni Ghirga, che ricorda come l’alluminio è l’elemento metallico più frequente in natura e costituisce oltre l’8 % della crosta terrestre. “Questo elemento – spiega Ghirga – è presente sotto forma di vari composti chimici e viene rilasciato nell’ambiente prevalentemente per cause naturali. Nelle rocce è saldamente legato ma la presenza di un ambiente acido ne consente la solubilizzazione nel suolo ed il suo raggiungimento delle falde acquifere. L’enorme quantità di piogge acide del passato causata dal polo energetico e l’acidificazione presente, legata alle emissioni delle migliaia di tonnellate di inquinanti acidificanti emesse da Tvn, possono aver causato lo scioglimento dell’alluminio stesso presente in abbondanza nel nostro territorio ed aver contribuito all’aumento della sua presenza nelle acque potabili. L’alluminio è presente nell’atmosfera per cause naturali, ma è veicolato da polveri di dimensioni non tossiche. L’alluminio viene invece emesso nell’ambiente in seguito alla combustione del carbone (minerale che ne è particolarmente ricco) e viene veicolato da polveri di dimensioni pari al miliardesimo del metro, nanoparticelle che non possono essere filtrate e che hanno la capacità di penetrare ovunque nell’organismo. Le particelle ricadono poi al suolo, veicolando l’alluminio sul terreno. Una recente indagine sui licheni ne ha confermato le emissioni in atmosfera nel nostro territorio”.
“Nell’animale da esperimento – conclude – l’Alluminio si è ripetutamente dimostrato di essere capace di provocare danni anche a livello del sistema nervoso. Auspichiamo che sia tolto dai vaccini dove viene utilizzato come adiuvante”.