Il controllore è anche il controllato?

CIVITAVECCHIA – Il numero dei tamponi effettuati nel Lazio sta creando non poche polemiche. I dati della protezione civile comunicati, riportati su il Post, dimostrano che la regione ha testato solo lo 0,45% della popolazione rispetto a una media nazionale che è più alta, l‘1,74%. Perchè così pochi tamponi nella nostra regione? Stessa cosa denunciata dal Sindacato Medici Italiani del Lazio, in una lettera inviata al presidente Nicola Zingaretti, in cui “lamentano l’impossibilità per i pazienti di poter accedere ai tamponi. Le reiterate richieste dei medici di famiglia sulla necessità di prendere in carico i pazienti sospetti (sintomatici o contatti) sono rimaste pressochè inascoltate. Su un campione di 21 medici e 160 segnalazioni solo 25 sono state prese in carico ed alcuni sottoposti a tampone.“ Continua il sindacato dicendo che è necessario rispondere a chi “è stato lasciato a casa, con il solo monitoraggio telefonico e una terapia insufficiente. Perchè la terapia domiciliare pazienti Covid in assenza di tampone non può essere iniziata…anche in casi fortemente sospetti. Difficile spiegarlo ai pazienti che devono ricorrere alle cure del 118 per insufficienza respiratoria, o ai parenti dei pazienti deceduti perchè segnalati e mai presi in carico”.

Questi ultimi pazienti, aggiungiamo noi, non entreranno nel numero dei decessi Covid perchè non testati. Se guardiamo attentamente al nostro territorio Asl Roma 4, come abbiamo già scritto, il numero delle persone totale poste in sorveglianza, tra attuali e usciti, è di 9476 ma il numero dei tamponi ad oggi effettuato è di 5.863. Questo significa che 3613 persone che sono state poste in sorveglianza, perchè con sintomi o link con positivi, non sono stati sottoposti a tamponi. Non stupisce quindi che oggi nel comunicato del Dott. Carlo Tarantino, il quale sta effettuando i test sierologici per la ricerca degli anticorpi presso il Centro Diagnostico Buonarroti, si legga che tra le 15 persone risultate positive alla ricerca degli anticorpi, 10 “avevano presentato una sintomatologia clinica evidente e che sono stati posti già nelle scorse settimane a misure di isolamento da parte del Servizio di Prevenzione della Asl Roma 4”. Quando si parla di sintomatologia clinica evidente, si parla di sintomatici e la presenza di anticorpi svela sicuramente una positività covid almeno pregressa. Quanti di questi 10 sono stati sottoposti a tampone? Dalla lettura del comunicato sembra che alcuni di loro siano stati posti solo in sorveglianza e non sia stato effettuato il tampone. Perchè? Da notizie di cronaca a livello nazionale si legge di persone che dopo diverse settimane risultano ancora positive Covid-19. Saranno sottoposte a tampone ora? Il numero dei positivi sul Lazio è quindi sottostimato, è evidente.

Riguardo ai focolai sul nostro territorio, con ordinanza numero 20DG del 21 aprile 2020, a firma del Direttore Generale Giuseppe Quintavalle, è stato costituito il “Gruppo di Lavoro per esame e verifica di tutte le attività, anche di controllo e vigilanza, poste in essere dall’Azienda con riferimento alle Rsa accreditate , attualmente riconosciute Covid, e all’Ospedale San Paolo.” A fronte dell’elevato numero di contagi tra degenti e operatori sanitari nelle rsa Madonna del Rosario, Bellosguardo e Santa Maria del Prato (Campagnano), oltre a “taluni reparti dell’Ospedale San Paolo in cui si sono registrati contagi di pazienti ricoverati nonché di operatori sanitari e non”, si ravvisa la necessità per la Asl di costituire il gruppo di lavoro. Il fine? “Riscontrare le richieste dei familiari degli ospiti, dei familiari dei pazienti presso l’ospedale, organi di stampa, OO.SS dei lavoratori, volte a conoscere le procedure di sicurezza e prevenzione della pandemia messe in atto dalla Asl e dalle strutture “. La Asl ravvisa quindi “la necessità – al fine di riscontrare le richieste ed anche nell’ottica di eventuali azioni giudiziarie che dovessero in futuro coinvolgere l’Azienda avviare un ‘attività di verifica, di acquisizione di documentazione, di assunzione di informazioni relativamente ad eventuali condotte poste in essere”.

Nel lungo elenco di professionisti che compongono il gruppo di lavoro è presente personale interno e due avvocati esterni, in aggiunta all’Ufficio Avvocatura Aziendale. Ci chiediamo: non sarebbe stato più opportuno costituire un gruppo di lavoro totalmente esterno? Come può il controllore coincidere con il controllato? Anche perchè tra i componenti del gruppo figurano professionisti dipendenti Asl che hanno già espresso, attraverso una lettera pubblica, una loro visione positiva su quanto è stato fatto da gennaio ad oggi per la crisi Covid all’Ospedale. In altri casi, uno dei controllati, la Giomi Rsa prorpietaria della Madonna del Rosario, ha organizzato l’evento nel complesso monumentale “Domus” a Viterbo il 6 dicembre 2019 (come riportato da newtuscia.it e altre testate) dove è stato presentato il romanzo scritto da  una dipendente asl nonché moglie di uno dei membri del gruppo di lavoro. Se ci sono conflitti non spetta a noi dirlo, però un minimo di attenzione maggiore, visto il numero dei morti e dei contagiati, è auspicabile. 

In allegato l’ordinanza 20DG del 21/04/2020: https://www.centumcellae.it/wp-content/uploads/2020/04/ORD_20DG.pdf