“Fanno più danni le false notizie che il morso di vipera!”

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CIVITAVECCHIA – Ancora una volta la Asl Roma 4 si vede costretta ad intervenire a seguito della circolazione a mezzo stampa di articoli pieni di falsità che gettano fango sul servizio sanitario pubblico, con notizie dozzinali e facilmente confutabili, che servono solo a provocare inutili allarmismi, screditando il lavoro di chi ogni giorno si dedica concretamente alla salvaguardia della salute dei cittadini

Infatti, sono circolati in data odierna degli articoli che riportano un episodio avvenuto presso il Pronto Soccorso dell’ospedale San Paolo. Un uomo, in campagna, è stato morso da una vipera ad un dito e si è recato al Pronto soccorso del nosocomio cittadino. Sui quotidiani è riportata la rocambolesca storia della corsa all’ultimo secondo per salvare il malcapitato, tratto infine in salvo dal siero antivipera che è stato inviato al San Paolo dal Policlinico Gemelli e trasportato dalla Polizia stradale.

La Asl Roma 4 intende chiarire che quanto scritto è totalmente frutto della fantasia dei giornalisti, infatti:
• Il Personale del Pronto Soccorso ha immediatamente avviato e condotto tutto quanto previsto dal Protocollo emanato dalla regione Lazio;
• Il siero antivipera è custodito presso i centri antiveleni riconosciuti dalla Regione Lazio, a fronte della difficoltà del loro reperimento e approvvigionamento;
• Quando presso il P.S. viene rilevato/accertato un caso di morso di serpente velenoso, viene attivato il Protocollo che prevede la chiamata della Polizia di Stato che immediatamente si attiva per il trasporto del siero dalla farmacia ospedaliera del Centro che lo ha in scorta al P.S. richiedente;
• Il siero all’uomo non è stato mai iniettato in quanto non necessario (solo in pochissimi casi si rende necessaria la somministrazione, che ha la sua massima efficacia se effettuata nelle 24 ore successive al morso).
Si rammenta che somministrare inutilmente un tale siero può essere più pericoloso per il paziente del morso stesso: infatti, in individui sensibili, può scatenare reazioni allergiche anche gravissime (Shock anafilattico), essendo un siero ricavato da altre specie animali (cavallo).

Per dovere di cronaca vediamo cosa è accaduto passo per passo:
Alle ore 17.55 del 04.07.2018 giungeva autonomamente in Pronto Soccorso l’uomo di anni 71 per verosimile morso di vipera del 2° dito mano destra, avvenuto alle ore 17.00 circa.
Gli viene dato un Codice di Priorità Rosso.
I parametri vitali risultavano nella norma, così come gli esami ematochimici; è stata effettuata una consulenza anestesiologica in cui veniva evidenziata la stabilità del paziente e veniva immediatamente allertato il centro antiveleni del Policlinico Gemelli che consigliava la somministrazione di antibioticoterapia ed immunoglobuline antitetaniche ed il reperimento presso la Farmacia del Policlinico Gemelli del siero antivipera (come da indicazioni della Farmacopea Ufficiale Regionale, l’obbligatorietà della dotazione del siero antiofidico è riservata alle Farmacie degli Ospedali in cui sono presenti i Centri Antiveleno).
Il siero antiofidico veniva reperito presso la farmacia di riferimento del Policlinico Gemelli grazie alla collaborazione della Polizia di Stato ed alle ore 19.40 il siero era presente in Pronto Soccorso e, come indicato dal Dirigenti medici del Centro Antiveleni del Policlinico Gemelli, lo stesso non veniva somministrato.
Al paziente è stata altresì, somministrata terapia antidolorifica, protezione gastrica e terapia infusionale; il paziente è stato monitorizzato risultando sempre in condizioni buone e stabili e, quindi, ricoverato presso la UOC Medicina in osservazione, come indicato dalle linee guida nazionali. Il paziente ad oggi gode di ottima salute.

La direzione aziendale ringrazia il personale del Pronto Soccorso per la tempestiva e precisa effettuazione di tutte le fasi previste dai protocolli vigenti, e la Polizia di Stato per l’efficienza e la velocità dell’intervento, ma si rammarica nel constatare ancora una volta che ad opera di Giornalisti con pochi scrupoli, a caccia di “scoop” estivi, vengono fatte circolare notizie inverosimili, per le quali non è stata accertata fonte e veridicità.

 

Ufficio Stampa Asl Roma F