Covid -19. La mattanza del personale sanitario

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CIVITAVECCHIA – Il bollettino della Asl Roma 4 di oggi parla di 2 operatori risultati positivi alla RSA Madonna del Rosario di Civitavecchia. Sono giorni che raccontiamo dalle nostre pagine dei focolai nelle struttura residenziale di via Buonarroti e nell’Ospedale San Paolo. Nessuna risposta è arrivata. La conferenza stampa di ieri sera del Sindaco Ernesto Tedesco e della Dott.ssa Ursino non ci ha affatto tranquillizzati. La presenza dei due focolai, soprattutto nell’Ospedale San Paolo, unico punto di riferimento con terapia intensiva per molti comuni del territorio, è un fatto gravissimo. Oggi la Asl Roma 4 ha comunicato nel bollettino ufficiale che ieri sono stati effettuati 55 tamponi in tutta la popolazione del comprensorio. La Asl Roma 4 raggruppa 28 comuni, significa una media di neanche 2 tamponi a comune. Non ci sorprende quindi sapere che ci sono ancora operatori sanitari del San Paolo con sintomi Covid-19 che stanno aspettando il tampone da giorni. Inoltre per trasparenza e chiarezza nei confronti della città, ma soprattutto nei confronti del personale che opera all’interno della struttura San Paolo, chiediamo che si dichiari come è avvenuta la contaminazione a inizio Marzo. Cosa non ha funzionato? L’atto di responsabilità nel fare chiarezza, nell’informare su quale sia stata la falla e perché non si è deciso subito di intervenire nel circoscrivere la contaminazione è fondamentale, perché come cittadini non lasceremo che la colpa ricada sul personale sanitario che invece, a rischio della propria salute e della salute degli altri, ha continuato a lavorare con grande responsabilità. Il personale dell’ospedale non sarà il capro espiatorio di un sistema che non ha evidentemente funzionato. Per questo riteniamo doveroso continuare a parlare di quello che è successo e a chiedere chi non ha impedito, nelle sue responsabilità, che il personale si contagiasse. Perchè se negli anni il personale è stato vittima di una mattanza a livello di tagli negli ospedali è dovere di ogni cittadino far si che non sia carne da macello nell’emergenza Covid-19.