CIVITAVECCHIA – L’inquinamento non fa solo male alla nostra salute ma anche alle nostre tasche. Un recente rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), presentato recentemente ad Haifa in occasione della conferenza internazionale sull’ambiente e la salute, ha evidenziato il costo economico degli effetti dell’inquinamento atmosferico legato soprattutto alle polveri sottili sulla salute dei cittadini.
I risultati sono sconvolgenti sia sotto il profilo sanitario che economico. Secondo le stime dell’OMS, infatti, l’inquinamento atmosferico causa circa 7 milioni di morti premature nel mondo di cui 600.000 in Europa. Per quanto riguarda l’Italia il numero di morti premature è stato nel 2010 di 32.447 che , calcolati in numeri di anni di vita persi equivalgono a 47.481 anni di vita andati perduti per cause evitabili.
Il costo economico di queste morti evitabili è enorme. In Italia esso è di oltre 97 miliardi pari al 4.7% del PIL. A livello mondiale il costo economico delle morti è di più di 1.400 miliardi di dollari. A questi va aggiunto un 10% dovuto al costo delle malattie da inquinamento atmosferico quali malattie cardiovascolari, respiratorie, ictus, aritmie etc, con un costo totale di circa 1.600 miliardi di dollari.
Va, inoltre, ricordato che il deleterio effetto dell’inquinamento atmosferico non è limitato alla salute umana. Esso ha negativi effetti anche sul mondo animale e sulla salute delle piante (con ripercussioni sulla produttività delle risorse agricole e forestali) e su sistemi ecologici più ampi.
L’importanza di questi dati è duplice. Da una parte essi ci ricordano i drammatici effetti che l’inquinamento atmosferico ha sulla salute stimolandoci a non abbassare mai la guardia ed a contrastare con ogni mezzo quelle attività che, per motivi meramente economici, avvelenano il nostro ambiente. Dall’altra questi dati dovrebbero essere di stimolo per i nostri governanti, a tutti i livelli, per agire a tutela della salute dal momento che ridurre l’inquinamento produce non solo una migliore qualità di vita ma anche un enorme risparmio.
Ridurre l’inquinamento atmosferico è, quindi, secondo gli autori dello studio, non solo un problema per il settore della sanità, ma una priorità politico–gestionale per tutti i settori nei quali l’inquinamento si genera e dove devono essere prese decisioni nell’interesse della salute perchè queste sono anche economicamente vantaggiose per la collettività .
Questo vale non solo per il settore del trasporto, che da solo incide per il 50% dell’inquinamento, ma anche per l’altro 50% dovuto ad altri settori quali ad esempio, per rimanere nel nostro territorio, gli impianti di produzione di energia e le navi in porto.
Marco Di Gennaro – Consigliere PD







