Non potabilità: i dannati del centro storico

CIVITAVECCHIA – “Con estrema amarezza, oggi abbiamo dimostrato che, posta la necessità di effettuare manovre notturne sulla rete idrica per carenza d’acqua (ipotesi), si è dimostrato che i tubi della zona Buonarroti succhiano zozzeria dal terreno e quindi si ricade nella non potabilità. Abbiamo dimostrato che in quei 30 km di tubi c’è uno o più punti in cui ci sono perdite che diventano punti d’inquinamento quando la pressione cade o diventa negativa”. Con queste parole scritte su Facebook ieri sera, l’assessore ai lavori pubblici Alessandro Ceccarelli ha spiegato l’ennesima non potabilità dell’acqua nelle zone urbane comprese tra via Annovazzi e via Bramante, oltre a quelle di Piazza Verdi. Decisamente un brutto risveglio per le migliaia di abitanti che risiedono in quelle zone e che avevano tirato un sospiro di sollievo poco più di un mese fa quando, dopo 40 giorni di non potabilità, praticamente mezza estate, i valori dell’acqua erano tornati nella norma. Ora i residenti non potranno far altro che armarsi di ghirbe e bottiglie da riempire di acqua potabile per le esigenze alimentari ed igieniche.

Il signor Maurizio, residente in Via Bramante, non ha mezze parole: “E’ impossibile continuare così, dopo un’estate senza acqua potabile e con tutti i disagi che ciò comporta, approcciarci all’inverno nello stesso modo mi fa infuriare”.  Dello stesso avviso Clara, residente in Via Buonarroti: “Come minimo l’amministrazione dovrebbe  risarcirci per tutto questo disservizio. Io non conosco le cause tecniche di questa situazione, ma è solo un mese che l’acqua è tornata potabile ed ora siamo di nuovo all’anno zero”. Oltre alla lecita esasperazione dei residenti, ci domandiamo anche come le decine di esercizi commerciali che insistono in quelle zone tra cui bar, pizzerie e pasticcerie possano, in assenza di acqua potabile, adempiere alle proprie elementari attività.

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