L’Unione Inquilini: “Per chi vive nei containers a Santa Marinella non c’è nessuna casa popolare”

SANTA MARINELLA – “Otto persone residenti a S. Marinella vivono per anni in sistemazioni provvisorie e ora da qualche mese sono state ‘alloggiate’ all’interno di due container vicino al campo sportivo. Ora all’improvviso il Comune si accorge che la sistemazione alloggiativa è ‘priva dei requisiti minimi di abitabilità’”.

A parlare è l’Unione Inquilini Civitavecchia che denuncia la situazione di estrema difficoltà abitativa vissuta da otto cittadini santamarinellesi, sollecitando un intervento risolutivo da parte dell’Amministrazione comunale.

“Sono persone perlopiù in precarie condizioni di salute – riferiscono dall’Unione Inquilini – che hanno bisogno di alloggio adeguato ed assistenza domiciliare e non possono certo sopportare continui spostamenti di dimora. Naturalmente non arrivano gli alloggi dignitosi che chiediamo da anni per chi sta in graduatoria erp e per l’emergenza abitativa, invece inaspettatamente arriva la lettera- ultimatum dei servizi sociali per cui i container attualmente occupati devono essere sgomberati con la massima urgenza e gli occupanti sono invitati a trovarsi un altro alloggio. I servizi sociali forniscono pure l’elenco degli ostelli cui far domanda di ospitalità. In pratica questo vuol dire per gli interessati essere buttati sulla strada o trasferirsi altrove. Poiché non possono certo permettersi di pagare l’affitto di un appartamento, dovranno necessariamente trasferirsi in altro comune e abbandonare occupazioni, relazioni sociali, punti di riferimento per un sostegno materiale e morale costruiti negli anni. A dire che il Comune spenderebbe più per l’ospitalità in una struttura sociale che per pagare l’affitto ad un privato, tenuto conto inoltre che arriveranno presto nelle casse comunali oltre 70.000,00 euro di finanziamenti erogati col DL Sostegni bis da utilizzare anche per contributi affitto come in questi casi. Coll’allontanamento delle persone per gli amministratori il problema sarebbe risolto e sparirebbe lo scandalo dei container, mentre per gli sgomberati continuerebbe il calvario”.

“Gli ultimatum dell’ultima ora nei confronti di queste persone indifese – conclude l’Unione Inquilini – in stato di dipendenza e precarietà, non sono accettabili. Non possono essere messe in condizione di andare via e hanno diritto come tutti ad un alloggio dignitoso”.