L’attacco ai diritti delle donne. Giù le mani dalla 194

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Ieri a Roma si è tenuta la manifestazione di Salvini ” Roma torna Capitale” dove l’esponente politico della Lega ha attaccato la legge 194 sull’aborto.
Per prima cosa rassicuriamo Salvini che Roma è capitale con buona pace di chi negli anni addietro la definiva “marcia” proponendo di spostarla al nord. L’affondo di Salvini sull’aborto ha suscitato non poche polemiche e per quanto lui dichiari “non spetta a me giudicare” l’assalto alla 194 è chiaro; ma ancora di più è palese l’attacco alle donne che fanno ricorso all’interruzione di gravidanza. Definisce l’aborto come una soluzione a “uno stile di vita incivile“.
Parla di donne che si recano al pronto soccorso per la sesta volta per un’interruzione di gravidanza facendo riferimento soprattutto alle straniere.
Vogliamo rassicurare l’esponente della Lega che, aldilà delle voci che circolano da suoi conoscenti che lavorano in Ospedale, sul sito del Ministero della  Salute è riportata la relazione annuale sulla legge 194/78 in riferimento all’anno 2017 ,che dice qualcosa di leggermente diverso. I dati parlano chiaro.
Nel 2017,si scrive sulla relazione, solo lo 0,9% delle donne che hanno fatto ricorso all’IVG hanno avuto 4 o più aborti precedenti, 1,4 % ne hanno avuti 3, il 5,1% ne hanno avuti 2 e il 18,3 % ne ha avuto 1. Quindi sul totale degli aborti nell’anno 2017 lo 0,9% che ha effettuato 4 o più IVG è uguale a 726 donne; considerando una popolazione femminile di circa 31.000.000 di persone, lo 0,9 %  è pari allo 0,0002%. Proprio  numeri da comizio. Se poi confrontiamo i dati riferiti al numero di interruzioni precedenti in riferimento alla cittadinanza, che tanto piace a Salvini, scopriamo che, sempre dalla relazione, le donne straniere presentano valori percentuali del 36% rispetto alle cittadine italiane 21,3 %. Diciamo che il ricorso all’IVG per più di una volta è stata una scelta non solo delle straniere ma anche delle italiane e quindi anche noi saremmo “incivili”. Ma basare il discorso  sul diritto della donne all’aborto a una mera questione numerica e al colore del passaporto è , questo sì, incivile e abominevole.
Nella relazione del Ministero della Salute si mette in risalto come gli aborti clandestini siano diminuiti in Italia ma ancora presenti in misura drastica.
E puntare il dito da un palco pubblico contro chi ricorre all’interruzione di gravidanza , accusando di scelte di vita incivili, significa colpevolizzare le  donne nell’esercizio di un loro diritto garantito dalla legge e incoraggiare nella scelta, vuoi per vergogna o per paura di essere riconosciute, la carneficina dell’ interruzione clandestina. I dati dovrebbero essere spunto di riflessione e non di caccia alle streghe in pubblico. Semmai è necessario fare più informazione e parlare di prevenzione.
Informare di più le donne, tutte, sull’uso di metodi contraccettivi e soprattutto i giovani. Fare delle politiche concrete di sostegno alle famiglie.
Dare un’alternativa valida a quelle donne che subiscono relazioni violente e spesso gravidanze indesiderate. E’ necessario creare una società che risponda immediatamente alle esigenze del mondo femminile in
difficoltà, che sostenga gli enti e le associazioni che oggi ,con sacrifici di personale e mezzi, fanno un lavoro enorme spesso ostacolato proprio dalle istituzioni
e politici vari. Perché l’aborto non ha a che fare con capricciose scelte di vita incivili semmai con povertà, cultura e informazione oltre che con la libera autodeterminazione del proprio corpo.
Chi ancora parla del cimitero dei feti a Civitavecchia come di una scelta civile e non politica contro la legge 194 è stato smentito ieri da un palco pubblico dal proprio leader. 
Il ritiro della delibera da parte della ASL siglata con l’associazione cattolica antiabortista rappresenterebbe una scelta a tutela dei diritti delle donne, una presa di posizione chiara nei confronti delle leggi dello Stato e un segno forte contro chi vorrebbe fare delle donne carne da macello. Ci chiediamo: le donne dell’attuale amministrazione di Civitavecchia in quota lega che ieri erano presenti alla manifestazione non hanno nulla da dire su quanto dichiarato da Salvini? Neanche un sussulto a quelle parole?

Roberta Piroli

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