Ladispoli. Il Tar blocca l’ordinanza di Grando sui minimarket etnici

193

LADISPOLI – Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso avverso l’ordinanza 65 del Sindaco Grando che imponeva la chiusura dei cosiddetti minimarket etnici entro le ore 19:00. Per il tribunale amministrativo regionale, che ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dai gestori degli stessi minimarket e che si esprimerà nel merito il prossimo 20 ottobre, l’ordinanza appare discriminatoria dal momento che non è stata emessa nei confronti di tutti gli esercizi commerciali. Amareggiato e polemico il Sindaco Grando, che ha inviato questa lettera aperta alla cittadinanza:

“Care concittadine e cari concittadini,
mi rivolgo in particolare a coloro i quali, in questi mesi, mi hanno più volte richiesto di prendere provvedimenti nei confronti di quei locali commerciali, cosiddetti minimarket etnici, che costituiscono un serio problema per il decoro cittadino e per la sicurezza urbana.
Con l’ordinanza n. 65 dello scorso 28 maggio era stato disposto che tali esercizi dovessero svolgere la propria attività nell’orario ricompreso tra le ore 7:00 e le ore 19:00, ed i benefici per le zone interessate sono stati immediati.
A partire da quel momento, infatti, non abbiamo più ricevuto esposti o segnalazioni per situazioni di degrado o di pericolo per l’incolumità dei residenti.
Con rammarico devo però comunicarvi che il TAR del Lazio ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dai gestori dei minimarket etnici, che a partire da oggi potranno tornare a svolgere la propria attività senza limitazioni di orario.
Il TAR, che si esprimerà nel merito a seguito dell’udienza che si svolgerà il prossimo 20 ottobre, quindi dopo che l’ordinanza avrà terminato la propria efficacia (13 settembre), in sostanza ha stabilito che l’ordinanza fosse discriminatoria e che doveva essere emessa nei confronti di tutti gli esercizi di vicinato del settore alimentare della città, non solo dei minimarket etnici.
Non posso che prendere atto della sentenza e adeguarmi a quanto stabilito dai giudici, però mi si consenta di fare alcune considerazioni nel merito.
Viviamo in un Paese dove per i Sindaci è diventato impossibile fare il proprio dovere e tutelare i cittadini rispettosi delle regole, che giustamente chiedono al proprio Sindaco di prendere provvedimenti risolutivi per migliorare la qualità della loro vita.
Quando questo finalmente avviene e gli effetti delle decisioni prese cominciano a dare i risultati sperati tutto il lavoro viene vanificato da chi non ha la minima idea di cosa significhi amministrare una città.
Evidentemente a qualcuno va bene se davanti ai minimarket etnici gruppi di ubriaconi stazionano fino a tarda notte, vomitano e urinano ovunque, lasciano bottiglie sparse dappertutto e, tanto per non farsi mancare nulla, periodicamente se le danno di santa ragione seminando il panico tra i passanti.
Ritengo che tutto ciò sia semplicemente assurdo, e ancora peggio irrispettoso nei confronti dei cittadini per bene che sono costretti a subire gli effetti di queste decisioni paradossali, figlie di un pericoloso buonismo che sta portando sul baratro il nostro Paese.
Ad ogni modo non resteremo inermi di fronte a questa situazione, chiederò alla Polizia Locale e alle Forze dell’Ordine presenti in città di predisporre dei controlli mirati per scongiurare che si verifichino nuovamente gli spiacevoli episodi a cui abbiamo assistito in passato”.

Alessandro Grando Sindaco di Ladispoli