Ladispoli. Cgil, Cisl, Uil: “Situazione preoccupante alla Rsa Gonzaga, istituzioni diano supporto ad anziani”

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LADISPOLI – Desta preoccupazione la situazione all’interno della RSA “San Luigi Gonzaga” a Ladispoli, dove si sono registrati diversi casi positivi di Covid. Forte preoccupazione viene espressa in particolare dai sindacati Spi/Cgil, Fnp/Cisl, Uilp/Uil che si dicono vicini alle persone anziane ospiti della struttura.

“Ci sentiamo vicini a loro, ai loro congiunti e ai lavoratori che ogni giorno si occupano di assisterle – affermano le tre sigle sindacali in una nota congiunta – rischiando di contagiarsi. Siamo sicuri che si stia facendo tutto il possibile perché il contagio non si allarghi, ma questa notizia si aggiunge ed aggrava i dati che da giorni ormai pongono la comunità di Ladispoli tra quelle con il più alto numero sia di contagi che di persone sintomatiche. Altissima è la preoccupazione tra i nostri iscritti, ma crediamo che questo sia uno stato d’animo diffuso tra tutta la popolazione anziana. Le notizie che giungono dagli ospedali e dalle terapie intensive non sono rassicuranti. Molte di queste persone vivono sole e la solitudine amplifica ansie e preoccupazioni. Chiediamo innanzitutto alle istituzioni (Comuni di Cerveteri e Ladispoli, il Distretto socio/sanitario della ASL Rm4) di farsi carico in tempi rapidi del bisogno di sostegno e accoglienza delle persone anziane: implementare l’assistenza domiciliare, mettere a disposizione un numero telefonico da chiamare per avere informazioni, assistenza e a volte semplicemente ascolto per contenere l’ansia e la paura che può scatenare la situazione che purtroppo si è creata con il covid. Chiediamo che si stabilisca un coordinamento tra associazioni, parrocchie, cooperative sociali, affinchè si possano mettere in campo tutte le possibili sinergie”.

“Si sente in giro una preoccupazione crescente – proseguono i tre sindacati pensionati – È compito delle Amministrazioni Comunali e dei servizi della Asl farci sentire protetti e meno disorientati. C’è un coordinamento tra queste istituzioni, vi partecipano le forze dell’ordine? Perché a fronte di una larga fascia della popolazione che è ormai consapevole dei rischi gravissimi che si corrono e prende tutte quelle precauzioni che dovremmo conoscere a memoria, c’è una parte delle persone continua a mettere a rischio non solo loro stesse ma anche le persone con cui vengono a contatto. Non ci deve essere alcun spazio per chi nega l’evidenza dei fatti. Alziamo l’asticella dell’impegno e della solidarietà. Le nostre organizzazioni infine si stanno battendo affinché si investano più risorse per creare RSA pubbliche e non solo a gestione privata, diffusi servizi di assistenza domiciliare. Abbiamo già ottenuto nel confronto con la Regione che nel 2021 siano assunti 1000 infermieri ed altri operatori sia sanitari che sociali affinché la risposta ai bisogni delle persone più fragili sia potenziata e diffusa nel territorio”.