“La svolta” inaugura a Civitavecchia la rassegna di teatro in carcere “Destini Incrociati”

CIVITAVECCHIA – Si terrà a Roma, da mercoledì 17 a domenica 20 novembre, “Destini Incrociati”, rassegna nazionale di teatro in carcere, con la direzione artistica di Ivana Conte, Grazia Isoardi, Vito Minoia, Valeria Ottolenghi, Gianfranco Pedullà, Michalis Traitsis, Valentina Venturini.

“Il carcere non deve essere un luogo di conferma del destino segnato, fatto di marginalità ed esclusione – dichiara Vito Minoia, presidente del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere -. Grazie alle sue peculiarità creative e artistico espressive, il linguaggio teatrale diventa uno strumento privilegiato di intervento, fuoriuscendo dagli schemi imposti e individuando forme di conoscenza in grado di far fronte a una vera e propria emergenza educativa”.

Un’edizione speciale, quella di Roma, che unifica due annualità a causa dei mutamenti dovuti alla pandemia, e che si colloca nell’ambito del Progetto Nazionale di Teatro in Carcere “Destini Incrociati” con il contributo del Ministero della Cultura, Direzione Generale Spettacolo, ai sensi dell’articolo 41 D.M. 27 luglio 2017 n. 332, Promozione/Progetti di inclusione sociale ed è promossa in rete da 22 organismi aderenti al Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere, avendo come soggetto capofila l’Associazione Teatro Aenigma. La rassegna “Destini Incrociati” si svolge in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’ Università degli Studi Roma Tre, con il Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità, Associazione Nazionale Critici di Teatro ed è stata organizzata in collaborazione con l’Associazione AGITA, la Compagnia AdDentro/Associazione Sangue Giusto, Fort Apache Cinema Teatro.

Una rassegna che presenta spettacoli, frutto di laboratori produttivi realizzati con detenuti, una sezione dedicata alla proiezione di video, strumento indispensabile per documentare le esperienze di teatro in carcere, laboratori, sia di accompagnamento alla visione degli spettacoli, curati da Agita (associazione nazionale e agenzia formativa), sia di critica teatrale, in collaborazione con l’ANCT (Associazione Nazionale dei Critici di Teatro), sezioni di studio, convegni, conferenze e presentazioni editoriali. Un progetto articolato, quindi, in grado di restituire un ampio panorama delle nuove esperienze drammaturgiche sperimentate da registi e autori professionisti che, da anni, lavorano sul campo con detenute e detenuti, spesso direttamente coinvolti anche nel processo di scrittura e allestimento.

Apre la programmazione l’anteprima, mercoledì 17 novembre (ore 16.00, Casa di Reclusione di Civitavecchia) “La svolta”, studio da “Quai Ouest” di Bernard-Marie Koltès. Interpretato dagli allievi attori della compagnia AdDentro della Casa di Reclusione “G. Passerini” di Civitavecchia e riscritta collettivamente dai partecipanti al progetto Fortezza/Matrioska – Officine di Teatro Sociale 2021 – Assessorato alla Cultura Regione Lazio, La svolta, diretto da Ludovica Andò, porta in scena l’umanità ai margini che popola una zona portuale dismessa in cui l’arrivo di un uomo ricco, che ha scelto quel luogo per togliersi la vita, risveglia in tutti la speranza nella “svolta”, solleva gli sguardi dal fango dell’hangar, rompe qualsiasi patto e regola di convivenza. Il tono crudo e disilluso di Koltès si mescola a quello onirico e ottimista del racconto di Zavattini “Totò il buono” (all’origine di “Miracolo a Milano” di De Sica), grazie anche alle improvvisazioni e ai racconti personali degli attori. Il lavoro teatrale, attualmente in fase di creazione, partendo dai testi originali e traducendoli nel linguaggio degli interpreti, si concentra sulle dinamiche relazionali della comunità carceraria, la solidarietà interna e il senso di appartenenza, le regole non scritte, in una storia in cui nessuno è bianco o nero, ma tutti sono grigi, infangati dalla vita stessa e il confine tra buoni e cattivi non esiste.