Gli ex lavoratori Italcementi in presidio permanente

CIVITAVECCHIA – Presidio ad oltranza, da questa mattina, davanti i cancelli della fabbrica Italcementi, chiusa, nel 2010, da parte degli ex lavoratori. A sostenerli la Cgil, che torna ad invocare il rispetto degli accordi sottoscritti nel 2009 per la ricollocazione dei 20 ex dipendenti.
“Sono passati 5 anni – affermano Cesare Caiazza e Vincenzo Cariddi – nei quali si sono avvicendate tre amministrazioni comunali e un commissario prefettizio nei quali non sono stati rispettati gli accordi per la ricollocazione dei lavoratori registrando anche, nell’oggi, lo stallo delle trattative tra Comune di Civitavecchia e Italcementi per la riconversione dell’area. Abbiamo chiesto di nuovo all’assessorato al lavoro della Regione Lazio (garante degli accordi del 2009) una convocazione delle parti al fine di svolgere un ruolo attivo per una positiva conclusione della vertenza. Riteniamo inoltre che, in attesa di un accordo complessivo sull’utilizzo dell’area, Regione e Comune possano pretendere da Italcementi l’immediato avvio di lavori per la bonifica e la rimozione del materiale inerte da parte di Italcementi. Parliamo di un’area, al centro della città, estesa per 14 ettari nei quali insistono circa 400 m.c. di materiale inerte (ferro, asfalto, cemento, ecc …) e 6.000 mq di amianto. Il tutto a ridosso di abitazioni, attività lavorative e scuole. Una condizione di degrado e di enorme rischio per la salute dei cittadini che deve essere risolta al più presto. Soltanto con i dovuti lavori di bonifica, rimozione e smaltimento di tutto il materiale inerte, potrebbero essere impiegati per molti mesi i 20 ex lavoratori Italcementi e tante altre maestranze”.
“Diciamo poi ad Enel e soprattutto all’Autorità Portuale – proseguono – che si è impegnata formalmente, in molte occasioni pubbliche, a realizzare lavori di urgente utilità per il porto e la città coinvolgendo, su richiesta dell’amministrazione comunale, i 20 lavoratori dell’ex Italcementi da impiegare per alcuni mesi, che ci aspettiamo nelle prossime ore atti conseguenti. Se non sarà così pensiamo emerga un tema enorme di ‘affidabilità’ dell’Ente e di ‘autorevolezza’ nel ruolo istituzionale del Sindaco e dell’amministrazione comunale. In assenza di risposte certe la mobilitazione continuerà ad oltranza, con un presidio ancora domani mattina davanti la ex fabbrica Italcementi e, nei prossimi giorni, con presidi davanti le sedi di tutte le istituzioni coinvolte. Una specifica lotta che andrà avanti fino a pretendere il rispetto di tutti gli accordi sottoscritti. Aggiungiamo infine – concludono Caiazza e Cariddi – come, in ragione di un territorio segnato da livelli socialmente insopportabili di disoccupazione e da tante crisi nelle quali sono a rischio centinaia di posti di lavoro, occorre iniziare ad operare per unificare le tante vertenze dando vita ad una mobilitazione generale territoriale per il lavoro, lo sviluppo, il rilancio economico e la piena occupazione”.