Dpcm, CNA: “Migliaia di imprese a rischio chiusura. Servono ristori reali e immediati”

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ROMA – “La nuova stretta governativa legata all’emergenza sanitaria, seppur motivata dalla priorità di garantire la salute, rischia di mettere definitivamente al tappeto interi settori dell’economia italiana, innescando una crisi sociale pericolosa e senza precedenti nella storia repubblicana. Chiediamo ristori reali commisurati alle perdite subite, immediati e destinati a tutte le imprese interessate dal provvedimento, in aggiunta alla sospensione delle cartelle esattoriali, alla cancellazione dell’Imu, ai crediti d’imposta per affitti e bollette, alla cassa integrazione per i dipendenti”. E’ l’appello rivolto oggi al governo dalla CNA.

“Alle 400mila imprese della ristorazione, del cinema, del benessere, degli eventi, del commercio e del turismo, direttamente colpite dal Dpcm, va aggiunto oltre un milione di imprenditori e professionisti delle filiere, che hanno altrettanto diritto in tempi rapidi a ristori adeguati al danno”, chiarisce la Confederazione dell’artigianato e della piccola e media impresa. “E’ evidente infatti – come osserva anche la segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia, Luigia Melaragniche le nuove misure avranno effetti negativi non solo sulle attività indicate nel decreto. Saranno penalizzati tutti gli operatori delle filiere. Possiamo fare l’esempio dell’artigianato agroalimentare con riferimento alla ristorazione o di quello artistico, legato al turismo e non solo. La preoccupazione è davvero forte”.

Per CNA nazionale, “la chiusura delle attività di spettacolo, cultura e tempo libero può avere pesanti ricadute sul sistema Italia, peraltro a fronte di non accertate conseguenze dirette sulla diffusione del contagio. A tal fine sarebbe stato, ed è, sicuramente più efficace assicurare la distanza interpersonale sui trasporti pubblici, avvalendosi delle disponibilità che abbiamo più volte dichiarato dei mezzi delle imprese private del trasporto persone, compresi autonoleggio e taxi”.

“Più controlli mirati e meno interventi a pioggia avrebbero sortito risultati maggiormente efficaci sul fronte della prevenzione”, è la considerazione di CNA, che sollecita “la convocazione, da subito, di un tavolo permanente di confronto operativo con le parti sociali che hanno firmato i protocolli di sicurezza, per riprendere il proficuo confronto con il governo aperto a primavera”.