CIVITAVECCHIA – Altro che Marina a Padellone, con il forno crematorio c’è un rischio disastro ambientale molto più grande. Ne è convinto il Comitato Puntone dei Rocchi il quale torna a puntare l’attenzione sui rischi per la salute connessi al costruendo impianto per lo smaltimento dei defunti.
“Quello che si osserva nella foto è opinabilmente un impianto per disperdere nel terreno sottostante le ceneri delle salme cremate che i parenti non intendono portarsi via a fine processo – affermano dal Comitato – Dalla perizia geologica allegata al progetto approvato si evince che la falda freatica in zona corre a circa metri 2,50 sotto il piano di campagna. C’è quindi da presupporre che le ceneri delle salme cremate vadano ad interessare la predetta falda. Nell’intorno del costruendo impianto crematorio esiste un numero consistente di appezzamenti di terreno provvisto di pozzi alla romana o trivellati. Non certo acqua per uso alimentare ma pur sempre per irrigazione, abbeveraggio animali e quant’altro. Il predetto impianto era stato già contestato, unitamente ad altri argomenti in una nota inviata a vari organi di vigilanza e amministrativi un anno fa ma se tale manufatto è stato realizzato c’è da presupporre che abbia avuto regolare autorizzazione. Praticamente – concludono dal Comitato – lavatura di piatti che scola in una aiuola provoca inquinamento e disastro ambientale, ceneri umane che entrano potenzialmente nella corrivazione delle acque sotterranee in ambiente ricco di sistemi di prelievo invece non provocano nulla”.
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