CIVITAVECCHIA – Il fallimento, irreversibile, del centrosinistra ed il fallimento della più ottusa delle risposte ad un sistema irrimediabilmente inquinato, quella di un movimento Cinquestelle politicamente indefinito, istituzionalmente impreparato e tutt’altro che incline alla tanto declamata trasparenza, obbliga all’apertura di un percorso che coniughi il reale rinnovamento con la capacità di fornire risposte alla disperata domanda di lavoro, di sana amministrazione, di certezza del mantenimento di garanzie democratiche nel paese.
C’è bisogno di una SINISTRA che torni ad essere punto di riferimento concreto, autonomo ed autorevole.
Il referendum del 4 dicembre ha rappresentato lo spartiacque con cui gli italiani hanno espresso la loro volontà di difendere la Costituzione e, al tempo stesso, la loro condanna per un governo a guida PD che ha ridotto la democrazia nei luoghi di lavoro, ha sottomesso la popolazione agli interessi delle banche e dei grossi gruppi industriali, sta progressivamente cancellando ogni forma di diritto per le fasce sociali più deboli.
Civitavecchia porta il peso dei più significativi segni di un sistema di governo improntato alla subalternità agli intrecci politica – affari, andati sempre più consolidandosi nel tempo: esempi non esaustivi, ma certo significativi, l’affaire Privilege, l’Interporto, il Porto!
Responsabilità antiche e diffuse con cui il presente si muove in perfetta soluzione di continuità, seguendo logiche trasversali e di estrema affezione al potere che, di tutta evidenza, stanno dando il colpo di grazia ad un territorio già provato ed allo stremo.
Ogni riproposizione di già sperimentate alchimie e commistioni fisiche e politiche, nel falso segno dell’UNITA’,
rappresenta non solo un’offesa alle intelligenze dei cittadini stessi, ma una formula superata, perdente.
Non è il tempo della “tregua”, sono proprio le estemporanee tregue elettorali che hanno ridotto Civitavecchia nelle condizioni in cui versa, ma è il tempo della chiarezza, di segnare un netto punto di rottura con ogni retaggio o commistione nella mala gestione che continua ad affliggere la città: è il tempo di rompere la squallida scacchiera dove le pedine bianche e nere si mischiano a seconda del caso e della convenienza, con l’unico obiettivo di andare a dama.
Parole chiare, lavoro, democrazia, restituzione alla città delle principali fonti di sviluppo che le sono state scippate: il porto ed il suo indotto tornino ad essere il fulcro della operosità e professionalità su cui
Civitavecchia ha fondato la propria storia e la propria vita, prima che venisse trasformata in mero terreno di riciclaggio dall’invasione di barbari “benefattori”!
Su questa linea ci stiamo muovendo come Sinistra Italiana, con calma e determinazione, convinti che sui contenuti la selezione e la ricostruzione politica saranno un fatto naturale, perché il territorio attende risposte non chiacchiere. Su questa linea, accogliendo con favore il messaggio lanciato al Brancaccio da Anna Falcone e Tomaso Montanari, di una lista unica della sinistra e della costituzione di comitati per la costruzione di un progetto unitario e condiviso, antifascista ed antirazzista, alternativo alla riproposizione del centrosinistra ed a Cinquestelle, concorriamo, con gli altri soggetti che condividono il medesimo percorso, alla costituzione del comitato locale anche a Civitavecchia.
Lucia Bartolini – Coordinatrice Sinistra Italia Civitavecchia







