“Caro Pascucci, di civico Massimiliano Grasso non ha proprio nulla”

CIVITAVECCHIA – Desidero rivolgere un appello al Sindaco di Cerveteri e fondatore di Italia in Comune, Alessio Pascucci.
Sebbene militanti di due formazioni politiche diverse, posso dire di condividere con lui non solo amicizia, ma anche una scala di valori comune, che nel passato ci hanno permesso anche di manifestare insieme.
Antifascimo, solidarietà, inclusione, uguaglianza, difesa degli ultimi, tutto ciò che rappresenta la parte migliore della storia della sinistra italiana.
Ho seguito con attenzione la crescita del partito Italia in Comune, lieto degli ottimi risultati raggiunti anche in chiave amministrativa ed elettorale, poiché consapevole degli ideali che so di condividere con Alessio e coloro che rappresenta. Ed è proprio per questo che ritengo debba sapere quanto e come, a Civitavecchia, tutto ciò che ha finora costruito venga messo in discussione.
I rappresentanti locali di Italia in Comune, proprio in queste ore, sono in procinto di sottoscrivere un’alleanza per le elezioni amministrative con Massimiliano Grasso.
Il rispetto che si deve ad un avversario politico, non può esimermi dall’evidenziare quanto ritengo il Sindaco debba sapere. Proprio mentre Pascucci si batteva contro Casapound a Cerveteri, difendendo quei valori che lo hanno sempre contraddistinto, Grasso accoglieva i rappresentanti di Casapound a Civitavecchia per una manifestazione contro l’integrazione, dimostrando ciò che non è un mistero per questa città. Di civico Massimiliano Grasso non ha nulla. E’ stato il candidato in pectore della destra nelle precedenti elezioni, mentre in queste ne ha cercato il sostegno fino all’ultimo, mantenendo ad oggi soltanto il simbolo di Fratelli d’Italia, di cui non credo ci sia bisogno di ricordare la natura politica.
Per questi motivi, anche qualora non vi fossero le condizioni per un’alleanza con il centro sinistra, sento il bisogno di invitare Alessio ad un chiarimento con la sezione di Italia in Comune a Civitavecchia, affinché almeno i valori a cui tutti facciamo riferimento, non vengano messi in discussione ne oggi ne mai.

Stefano GianniniPartito Democratico