Allumiere, una “Città che legge”…

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ALLUMIERE –  Allumiere riceve la qualifica di “città che legge”, dopo aver partecipato quest’anno al bando “Città che legge”, promosso dal Centro per il libro e la lettura d’intesa con ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani. Il bando sottolinea l’importanza di valorizzare e promuovere le buone pratiche di promozione della lettura.

“L’amministrazione comunale di Allumiere  afferma l’assessore alla Cultura e Pari Opportunità del Brunella Franceschini soprattutto attraverso l’istituzione del premio letterario ‘Femminile, Plurale’ e la partecipazione a diverse iniziative come il Maggio dei libri gestite dalla biblioteca comunale, sostiene con forza l’idea della lettura come strumento fondamentale per la crescita culturale della comunità. Dalla lettura dipendono lo sviluppo intellettuale, sociale ed economico delle comunità, questa è l’idea centrale da cui siamo partiti. Ruolo centrale ha chiaramente anche la biblioteca comunale, che rappresenta un importante centro per molti allumieraschi amanti della lettura. Ora, insieme all’Ass. Cimaroli e alla responsabile Nadia Maffei, grazie al cui lavoro siamo riusciti ad attivare diversi percorsi di lettura dedicati ai bambini delle nostre scuole, ci metteremo subito a lavoro per attivare un Patto locale per la lettura: una collaborazione cioè continuativa tra enti pubblici, istituzioni scolastiche e altri soggetti per realizzare pratiche condivise. Già siamo, inoltre, a lavoro, sempre di concerto all’assessore Cimaroli, per la creazione di una biblioteca diffusa, un progetto di rivalutazione degli spazi pubblici attraverso appunto i libri. Già per luglio e agosto sono stati organizzati due eventi di lettura animata per bambini organizzati in collaborazione con estA.T.E.R e associazione Catapulta”.

Soddisfatto anche il Sindaco Pasquini per il lavoro che si sta portando avanti: “Ci stiamo impegnando fortemente per migliorare e potenziare i servizi, i sostegni e i progetti, sia da un punto di vista strutturale, attraverso i lavori del Palazzo della Reverenda Camera Apostolica, ma soprattutto attraverso il potenziamento dei servizi culturali”.

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