Tedesco: “Volevamo impormi le decisioni ma io non mi faccio telecomandare”

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CIVITAVECCHIA – “Volevamo impormi le decisioni ma io non mi faccio telecomandare”. Spiega sinteticamente così, il Sindaco Ernesto Tedesco, i motivi della rottura con Fratelli d’Italia e La Svolta che hanno portato alla frattura per ora insanabile nel centrodestra uscito vittorioso dalle Amministrative del 2019. Un messaggio alla città sull’attuale momento politico che il Primo cittadino ha lanciato attraverso una intervista al giornalista Giampiero Romiti, che andrà in onda questa sera alle ore 21 sulla emittente Trc-Telecivitavecchia. Di seguito, un sunto degli argomenti affrontati.

Con la massima serenità debbo ricordare – ha spiegato – che è il Sindaco che gestisce l’attività amministrativa, con specifiche responsabilità attribuite dalla legge. Chiaramente non avviene che una mattina mi sveglio impazzito e azzero la giunta. Se ciò è avvenuto, è stato per ristabilire alcuni punti, pochi ma non negoziabili: io non subisco condizionamenti di sorta, io non mi presto a giochetti e soprattutto nessuno può privarmi delle mie prerogative. Detto questo, una lettura di ciò che accade non può discostarsi da una ricostruzione fedele degli avvenimenti, fin dalla campagna elettorale. C’erano accordi tra le forze politiche della coalizione, da prima della mia candidatura, che già in fase di nomina della prima giunta furono messi in discussione. Ma Fratelli d’Italia, cui spettava il vicesindaco per quegli accordi, espresse Grasso come suo assessore e io stesso mi feci garante della sua nomina. Il che, a ben vedere, era la chiave che chiudeva definitivamente gli equilibri. Invece nei mesi successivi proprio da Fdi, con l’ambiguo pretesto della creazione di una “federazione” con La Svolta, si cominciò a chiedere una propria rappresentanza in giunta; a dicembre arrivarono addirittura foglietti con la lista degli assessori, che ovviamente respinsi. Ma si iniziò un confronto sui tavoli romani, a gennaio, che poi si interruppe per l’emergenza Covid-19”.

“Veniamo ai mesi più recenti. Alla piena ripresa dell’attività, Forza Italia perde due consiglieri e perciò D’Ottavio (senza polemica e con spirito di responsabilità) rimette l’incarico: provvedo al rimpasto e, su indicazione di Fratelli d’Italia, nomino Simona Galizia assessore alla Cultura. Nei mesi successivi però ad implodere è proprio questa “federazione”: non solo, l’11 novembre scorso la maggioranza mi sottopone in un documento firmato da 13 consiglieri nel quale si chiede una verifica di nuovi equilibri e si evidenzia il malessere nei confronti del consigliere de La Svolta. Rappresento al capogruppo di Fdi e allo stesso vicesindaco la situazione che si era venuta a creare, chiedendo l’indicazione di un assessore. A distanza di qualche giorno, in attesa di una risposta, dalla stampa apprendo che uno dei 13 consiglieri è passato con Fdi e perciò mi dicono: “Ora siamo in 3”. A quel punto capisco che il balletto doveva essere interrotto, per evitare di dover nominare una giunta a settimana, ed esercito le mie funzioni di Sindaco: chiedo agli assessori le dimissioni e ai partiti le indicazioni sui nomi per la nuova Giunta, richiesta ribadita anche a Fdi. Nomino perciò intanto sei assessori: nel frattempo i consiglieri non votano il bilancio consolidato, atto a cui nessun consigliere di maggioranza dovrebbe sottrarsi, trattandosi del frutto del lavoro di tutta l’Amministrazione, compresi gli stessi consiglieri di Fdi e assessori Grasso e Galizia. Vogliamo dunque parlare di condizionamenti?”.

“Si capisce perciò – conclude Tedesco – con quanta serietà e pazienza ho atteso il lavoro del tavolo romano, che però non ha dato i suoi frutti. Credo sia superfluo sottolineare che in una simile situazione di emergenza, con gli effetti del Covid-19 drammaticamente amplificati sul territorio dal blocco totale del settore crociere, la città non poteva attendere. Come è chiaro, tutto ciò non ha nulla a che fare con giudizi sulla gestione dei due assessorati. Le esasperazioni personali sono perciò incomprensibili: io stesso non vivo di politica, posso tornare anche domani ad occuparmi a tempo pieno della mia professione. Mi auguro che questo strappo con Fratelli d’Italia possa nel tempo ricucirsi, ma di certo non mi faccio telecomandare. E ora mi concentrerò sui dossier importantissimi che sono sulla mia scrivania, e che ho seguito personalmente nei giorni scorsi, perché ho la responsabilità di una città da amministrare”.

Resta da attendere ora la replica di Fratelli d’Italia e La Svolta che sicuramente non tarderà ad arrivare.