Parcheggi gratuiti per Consiglieri e Assessori, esposto in Procura del Codacons

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CIVITAVECCHIA – Il Codacons Civitavecchia ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, all’ANAC e alla Corte dei Conti per chiedere alle Autorità preposte, ciascuno per la propria competenza, di accertare e verificare la legittimità e la legalità dell’ordinanza n.441 del 29.10.2020 con la quale il Dirigente della Polizia Locale Ivano Berti, su richiesta della Presidente del Consiglio Emanuela Mari e preso atto della volontà del Sindaco Ernesto Tedesco, autorizza Assessori e Consiglieri del Comune di Civitavecchia a sostare con il proprio veicolo senza limitazioni, durante l’attività istituzionale, nelle aree di sosta a pagamento nei pressi del Pincio.

“Questa decisione – si legge in una nota del Codacons – aldilà dell’ingiustizia e del paradosso di istituire il privilegio per Assessori e Consiglieri comunali nel parcheggiare gratuitamente e senza limitazioni nelle aree adiacenti il Comune – peraltro in un momento storico economicamente difficile per tutti i cittadini che non possono contare sugli stipendi certi degli assessori, o sui gettoni derivanti dalle numerose Commissioni alle quali partecipano i Consiglieri – si pone altresì in netto contrasto con la Legge, ovvero con il Regolamento vigente nella Città di Civitavecchia che disciplina le aree di sosta a pagamento. Apprendiamo che, fortunatamente, almeno una parte dell’opposizione, quella dei 5S, ha diffidato l’Amministrazione a ritirare l’ordinanza assurda che istituisce un privilegio inopportuno e certamente non necessario, dato che, se i cittadini possono permettersi di spendere pochi euro per il tiket, certamente possono farlo anche Assessori e Consiglieri, che oltre al loro lavoro personale, percepiscono anche stipendi e gettoni, proprio per l’attività istituzionale che svolgono. Inoltre, molti cittadini si chiedono (e sarebbe eticamente importante che gli Amministratori possano dare delle risposte a coloro che li hanno eletti), quanti e quali sarebbero quei Consiglieri, dei quali la Mari si è fatta portavoce, che hanno chiesto questo privilegio degno dei tempi della I° Repubblica. E sarebbe opportuno che anche Massimiliano Grasso, Vicesindaco con delega alla Polizia Locale, chiarisca la sua posizione nei confronti dell’ordinanza n. 441 firmata dal Dirigente Berti, a lui sottoposto”.

“Sperando che la diffida inoltrata da Enzo D’Antò venga presa in considerazione e si elimini questo privilegio inaccettabile fatto in spregio ai comuni cittadini voluto dal Sindaco Tedesco – conclude la nota – nel frattempo l’Associazione confida che le Autorità adite possano accertare, individuare e punire i responsabili degli eventuali reati, sia penali che amministrativi ed erariali, che potranno essere ravvisati”.