L’appello delle Donne in cerchio: “Il silenzio non deve tacere!”

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CERVETERI – Dalle “Donne in cerchio” di Cerveteri-Ladispoli riceviamo e pubblichiamo:

“Stiamo vivendo tempi di emergenza sanitaria, complessi e destabilizzanti, dove la sola risorsa risolutiva sembra essere ancor di più la capacità di strutturare reti sociali solide e multi professionali.
Il Covid 19 ha esposto le categorie più fragili a rischio di emarginazione sociale. Questo è tanto più vero per le donne vittime di violenza economica, psicologica e fisica, che nei lunghi mesi di lockdown si sono trovate a dover tutelare la propria salute restando nei luoghi che quella salute la mina: le mura domestiche.
La violenza di genere rappresenta una violazione dei diritti della persona riconosciuta in tutte le sedi istituzionali di ogni Paese civile ed organizzazione internazionale.
Essa rappresenta un fattore di criticità urgente, poiché mina la salute e la personalità delle donne, limita le libertà personali, influenza la sicurezza collettiva, condiziona la crescita del capitale umano e del sistema economico e sociale nel suo complesso.
Il femminicidio è la più estrema forma di violenza contro le donne. A livello mondiale, la maggior parte delle vittime di omicidio è di sesso maschile, ma le donne hanno più probabilità di morire per mano di qualcuno che conoscono.
Dai dati Istat, risulta che durante il lockdown sono state 5.031, il 73% in più sullo stesso periodo del 2019, le telefonate arrivate al numero 1522, il servizio pubblico promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità.
Le vittime che hanno chiesto aiuto sono 2.013 (+59%). Tale incremento non è attribuibile necessariamente a maggiore violenza ma alle campagne di sensibilizzazione che hanno fatto sentire le donne meno sole.
Per il Lazio, il tasso di incidenza passa dal 6,8 del 2019 al 12,4 dello stesso periodo del 2020.
Le chiamate motivate da una richiesta di aiuto per violenza subita ammontano a 1.543, ma si chiama anche per avere informazioni sul servizio 1522 (28,3%), o per manifestare altre situazioni di disagio diverse dalla violenza (17,1%).
Nel 60,6% dei casi le chiamate arrivano tra le 9 e le 17; quelle durante la notte e la mattina presto, solitamente in numero minore, hanno raggiunto il 17,5% durante il lockdown.
Il 45,3% delle vittime ha paura per la propria incolumità o di morire; il 72,8% non denuncia il reato subito. Nel 93,4% dei casi la violenza si consuma tra le mura domestiche, nel 64,1% si riportano anche casi di violenza assistita.
Il nostro territorio ha di nuovo operativo il suo sportello di accompagnamento all’uscita dal ciclo della violenza, che svolge la propria attività in rete interistituzionale con FFOO, SS, ASL, e professionisti specializzati.
Il silenzio non deve tacere!
Il numero Donne in Cerchio, il 389-0921510, è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 15. Ricordando sempre il 1522 come riferimento per le situazioni emergenziali, attivo h24.
Affrontiamo l’emergenza sanitaria senza dimenticare di mantenere distanza fisica ma non distanza emotiva”.

“Donne in cerchio” – Cerveteri/Ladispoli