“Vogliamo lo stipendio ma soprattutto dignità”

CIVITAVECCHIA – E’ un appello accorato, a tutela non solo del lavoro ma soprattutto della dignità, quella che arriva dagli operai della SGM, ancora in attesa dello stipendio del mese di dicembre. A farsi interprete e portavoce della loro critica situazione, l’operaia Chiara Ceccarelli in questa lettera aperta rivolta alla città e alle istituzioni.

“Oggi 25 gennaio 2018 alcuni lavoratori sono ancora senza stipendio, parlo degli operai SGM, e mi riferisco alla mensilità di dicembre 2017.
Forse alcuni di voi, quelli più attenti alle problematiche della città, ricordano la nostra storia, e i problemi che da circa due anni ci troviamo ad affrontare tutti i mesi per percepire quello che ci spetta, lo STIPENDIO.
Scrivo io, ma credo di parlare a nome di tutti, o per lo meno della maggior parte dei lavoratori.
Ora a me, a noi, non interessa sapere o trovare un responsabile, che sia l’amministrazione comunale o la azienda, io voglio solo tornare a puntare i riflettori su questi operai che a mio avviso sono stati dimenticati da tutti.
Stiamo parlando di circa 70 operai ai quali è stato tolto tutto, in primis la DIGNITÀ e questa è la cosa che mi fa indignare di più, chi lavora deve essere rispettato e soprattutto pagato!!!!!
Trovo impossibile che il sindaco e la amministrazione comunale non possano fare nulla per far rispettare il contratto a questa azienda, è assurdo tutto questo, da aprile non abbiamo mai percepito una mensilità in regola, o sia, entro il 15 di ogni mese come era stato verbalizzato nei tanti verbali di incontro con la azienda.
Aspettiamo ancora una parte del TFR della Unilabor, nel nuovo appalto ci è stato ridotto il parametro orario del 19%, cosa altro volete da noi?
Chiediamo solo di essere rispettati!
E adesso diciamo basta, siamo davvero stanchi di subire ingiustizie, stremati da anni nei quali non abbiamo fatto altro che lottare per percepire quello che ci spetta, LO STIPENDIO!
Al di là delle sigle sindacali siamo pronte/i a ribellarci a tutto questo, siamo arrivati al limite della sopportazione”.

Chiara Ceccarelli – Operaia SGM