CIVITAVECCHIA – La disputa Comune–Enel? Una vicenda incredibile. Parola di Dimitri Vitali, Capogruppo del Pdl, che boccia senza appello la linea politica tenuta dall’Amministrazione comunale in queste settimane nei rapporti con l’azienda elettrica.
“Se ripercorriamo le tappe della vicenda – afferma Vitali – possiamo infatti notare che inizialmente l’amministrazione comunale ed in particolar modo il sindaco Tidei minacciava la chiusura della centrale perché aveva riscontrato la presenza di 37 criticità di natura ambientale che rappresentavano un serio rischio per la salute dei cittadini. Dopodichè, a seguito degli incontri fra i vertici dell’azienda elettrica ed i rappresentanti del Comune, si scopre che queste 37 criticità sono ben note da tempo a tutti, a partire dalla Procura, fino ad arrivare agli organi preposti ai controlli ambientali e alla stessa Enel, che si era già attivata, ben prima delle esternazioni di Tidei, per risolvere queste problematiche. Per tale motivo, l’incontro con l’amministratore Fulvio Conti, viene addirittura giudicato ‘positivo’ dallo stesso sindaco, talmente positivo che entrambe le controparti convergono sull’idea di istituire un tavolo tecnico in forma congiunta. A questo punto però, sembra che nell’intervallo di tempo fra questo incontro ed oggi sia successo qualcosa che la città non conosce. Come è noto infatti, nei giorni scorsi l’Enel ha scritto al sindaco una lettera in cui specifica che ‘non si può sostituire al Comune, né farsi carico del buco del bilancio e al massimo, può concedere due milioni di euro all’amministrazione’. E guarda caso, oggi il primo cittadino e la sua maggioranza ritornano a minacciare la chiusura di Torre Valdaliga Nord”.
Per Vitali si tratta di “cose gravi, che non possono passare inosservate, rispetto alle quali non si può far finta di nulla”. “Perché l’Enel ha scritto così? – incalza il Capogruppo del Pdl – Forse il sindaco in attesa del tavolo tecnico ha avanzato altre richieste, relative ai famosi 50 milioni di cui si parla? E se l’azienda non avesse risposto con un rifiuto, ma avesse accettato di pagare, cosa ne sarebbe stato delle famose 37 criticità ambientali e della chiusura della centrale per motivi ambientali? Sindaco Tidei, risponda al più preso a queste domande, perché ci sono sempre più cittadini che hanno bisogno di sapere se la loro salute è diventata per questo Comune, un modo per rimpinguare la sua cassa. E ciò – conclude Vitali – sarebbe veramente inaccettabile”.






