CIVITAVECCHIA – Dimitri Vitali chiama l’Udc. Il Capogruppo del Pdl al Consiglio comunale esce infatti allo scoperto auspicando una intesa elettorale con il partito centrista in vista delle prossime amministrative che vedranno andare al voto, oltre a Civitavecchia, anche i comuni di Ladispoli e Cerveteri. E rivolge dunque un appello ai vertici regionali dell’Udc affinché l’alleanza con il Pdl alla Pisana venga riprodotta anche a livello territoriale nei comuni al voto.
“Gli attuali avvenimenti politici che stanno interessando il nostro Paese – la sua analisi politica – congiunti ad una crisi finanziaria senza precedenti, spingono oggigiorno a scelte che possano portare ad una reale coesione anche nel governo dei comuni comprensoriali, obiettivo raggiungibile soltanto qualora l’attuale compagine di governo della Regione Lazio abbia la capacità di proiettarsi nelle realtà comunali del territorio, compresi i comuni di Ladispoli, Cerveteri e Civitavecchia. In particolare, mi riferisco all’Udc, partito che nella sua storia ha da sempre condiviso numerosi percorsi politici con il Popolo della Libertà, non da ultima la forte matrice cattolica dei due gruppi. L’unità d’intenti e di prospettive sono le uniche garanzie per assicurare una solida governabilità che
sia vicina alle esigenze e ai problemi di tutti i cittadini. Per il Pdl è impensabile, dunque, auspicare una disunione che porti alla frammentazione delle future alleanze politiche in vista delle prossime amministrative, prefigurando addirittura la paradossale ipotesi di un’alleanza con l’Udc a Ladispoli per sostenere un candidato sindaco dello stesso partito, e non invece un’alleanza a Civitavecchia per appoggiare un candidato sostenuto proprio dal Pdl”.
“L’auspicio, quindi – conclude Vitali – è che i vertici regionali dell’Udc possano compiere una sintesi tra le varie anime che compongono il partito, arrivando alla costruzione di alleanze solide con il Pdl nei vari comuni del Lazio, compresi Civitavecchia, Ladispoli e Cerveteri, al fine di non far prevalere quei personalismi che spesso hanno sancito la fuoriuscita dei partiti dalle realtà sociali che vedono come primi referenti i cittadini”.






