Via Pinelli: secondo esposto di Monteduro contro il Comune

comuneCIVITAVECCHIA – Non si ferma la battaglia di Vincenzo Monteduro contro la politica urbanistica del Comune. Il Segretario dei Repubblicani europei ha presentato un ennesimo esposto alla Procura della rRpubblica di Civitavecchia, contestando questa volta la legittimità del Piano locale urbanistico approvato dal Consiglio comunale lo scorso 2 agosto con delibera n° 73 (con cui si è sanato in sostanza lo stabile di via Pinelli), della cui regolarità richiede accertamento e parere all’Area di vigilanza della Regione Lazio. Monteduro contesta in primo luogo l’applicazione d’ufficio del piano, il quale, spiega, “presuppone che l’Amministrazione abbia pianificato le aree per un unico ed esclusivo interesse pubblico e si sia sostituita all’inerzia dei proprietari delle stesse nella ricerca di una finalità di pianificazione pubblica. Nella sostanza la procedura del Piano  Attuativo d’ufficio su aree private si ravvisa solo quando su quest’ultime debba essere raggiunta una pubblica utilità per il Comune stesso” . Nel caso specifico, tuttavia, a suo avviso è accaduto esattamente l’opposto. “Il Comune – afferma – a seguito di un edificio realizzatosi un’area all’interno di una Piano di Iniziativa Privata assolutamente privo di cubatura residua e tuttora sotto sequestro da parte della Autorità Giudiziaria, amplia il perimetro del Piano, inserendo la volumetria di 4686 mc, verso la Variante Aurelia e compensando la cessione di quelle volumetrie con la riduzione dell’area comunale C3 destinata a scuola, dandole destinazione  residenziale privata per 960 mc .Tale operazione non trova assoluta giustificazione con un Piano di Iniziativa Pubblica, poiché si cerca di sanare surrettiziamente una volumetria residenziale ‘abusiva’ della Coop Alga 64, immettendo nel complesso nuove aree al fine di giustificare il mantenimento delle densità territoriali”.
Il Segretario dei Repubblicani europei ribadisce dunque che tale delibera rappresenta una variante sostanziale del Piano regolatore e come tale non può escludere il controllo regionale.  Infine contesta anche l’attendibilità di alcuni dati riportati dal Plu “Nel Piano – aggiunge – manca  totalmente una analisi dimensionale di ogni edifico, un’analisi urbanistica che giustifichi la cubatura censita , per cui moltiplicare un sedime per una altezza virtuale di 12 m risulta totalmente errato, in quanto considerando una altezza di 3.20 interpiano si avrà cubatura ben maggiore . Da questo si deduce che la cubatura ammissibile alla cubatura di progetto risulta dato assolutamente non  oggettivo e non dimostrato da nessuna analisi edilizia. Paradossale è l’errore dove la cubatura ammissibile è perfettamente uguale a quella esistente e di progetto. L’errore è talmente macroscopico e sostanzialmente truffaldino, soprattutto se rapportato ad una consistenza catastale che dalle visure al NCT appare nettamente inferiore”.
Una dettagliata serie di contestazioni su cui, come detto, Monteduro chiama ad esprimersi sia la Procura che l’Ufficio di vigilanza del Dipartimento urbanistico della Regione Lazio.