CIVITAVECCHIA – Via Pinelli “un tormentone senza fine anche per la Giustizia In merito allo svolgimento del dibattito processuale relativo alla ormai nota vicenda, non posso esimermi di intervenire per spirito di giustizia, in merito alla deposizione del Perito del Tribunale Arch. Carlo Quinto Sapia e del tecnico di parte, noto professionista, Arch. Angelo Porchetti.
A tal proposito è bene ricordare alcuni punti della vicenda che dovrebbe far riflettere sui contenuti della relazione di codesti Periti. La natura e la consistenza dell’abuso, è stata nota fin dal Marzo 2007 quando una dettagliata nota di due Tecnici comunali, mai smentita, evidenziava fin d’allora la serie di “illegittimità” che caratterizzarono il Permesso di Costruire “de quo” per la realizzazione di un edificio, peraltro parzialmente finanziato con risorse pubbliche. Le illegittimità a cui si sarebbe andati incontro con il rilascio del titolo, erano evidenti anche prima che ciò avvenisse e si resta stupiti che i peridi di cui sopra non lo abbiano rilevato.
La lottizzazione che aveva interessato tutto l’ambito e ovviamente anche le aree su cui sarebbe sorto l’edificio erano già state utilizzate ai fini volumetrici e la loro potenzialità edificatoria, al di là della destinazione specifica dell’area e degli obblighi convenzionali, era nulla in quanto già utilizzata. Nel dettaglio le aree da cui si estrapolava la cubatura dell’edificio in trattazione, erano ritagliate lungo strade e parcheggi della lottizzazione stessa; ci si chiede quindi, di fronte ad una tale facile considerazione come possano i Periti asserire che al momento del rilascio del titolo non poteva realizzarsi l’ipotesi di un abuso. Da ultimo ci si chiede se nel corso delle indagini siano emersi elementi tali da far ritenere un illecito interesse da parte dei soggetti interessati o anche solo parte di essi. Non divulgandoci oltre su tematiche che riteniamo oltremodo evidenti e sulle quali la pubblica opinione ha già un’idea molto chiara, forse più dei Periti, ci si chiede cosa ne pensa la presidente della Regione Lazio e l’Area sorveglianza Urbanistica sui provvedimenti urbanistici allegramente adottati dal Comune di Civitavecchia nonché la Magistratura delle successive attività di compravendita delle aree interessate dalla “sanatoria”.
Nella vicenda l’Amministrazione comunale sta cercando, con le proprie attività, di eludere un responsabilità oggettiva che comporterebbe il ricorso alle sanzioni penali e in solido,così come previsto dalla normativa vigente che tutti sembrano dimenticare.
Vincenzo Monteduro – Segretario Repubblicani europei






