Usi civici, l’Agraria replica alla Regione: “Perizia Monaci corretta”

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CIVITAVECCHIA – Dal Presidente dell’Università Agraria di Civitavecchia, Daniele De Paolis, riceviamo e pubblichiamo:

“Nemmeno l’epidemia da coronavirus ferma le speculazioni di chi vuole affossare il rinnovamento e l’efficienza dei rapporti che questa amministrazione sta ormai consolidando. Gli scopi li conosciamo bene e conosciamo anche i soggetti che vogliono restaurare a tutti i costi quelle procedure e quei rapporti di forza che oggi sono diventati improponibili e rimettere tutto il patrimonio della collettività civitavecchiese sotto il giogo della politica più antica.
E’ quindi arrivato il momento di fare chiarezza e di mettere le carte sul tavolo.
La lettera che era stata inviata da parte dell’Agraria a giugno scorso alla Regione Lazio aveva lo scopo di aprire un procedimento affinché la Regione stessa, nell’ambito dei propri poteri istituzionali, assumesse tempestivamente e senza indugio provvedimenti che definiscano con certezza il valore da riconoscersi ai suddetti accertamenti, al fine di offrire a questo Ente e ai cittadini un punto di riferimento certo nel settore delle verifiche espletate in sede amministrativa, chiarendo la valenza da riconoscersi rispettivamente alla perizia dell’Arch. Rossi e a quella successivamente svolta dal Dott. Agr. Monaci, atteso anche le differenze tra le risultanze dell’una e dell’altra interessano punti di notevolissima rilevanza, come, ad esempio, l’area portuale, ritenuta gravata nella perizia Rossi del 2013 e libera nella perizia Monaci del 2018, alla luce anche del fatto che l’attuale contenzioso in sede commissariale, per quanto di ampia portata, investe pur sempre solo una minoranza delle terre interessate dalle suddette verifiche amministrative e che occorre fornire un punto di riferimento certo per tutti i numerosissimi casi nei quali non è stato instaurato un contenzioso.
Questa sollecitazione, ad oggi, è rimasta senza risposta e questo è l’unico fatto degno di nota di questa vicenda. Le interpretazioni dei soliti approfittatori, degli arruffapopolo ‘un tanto al chilo’ non hanno minimamente sfiorato questa importante ed indispensabile istanza, che è rimasta ignota, speriamo solo per distrazione, anche ai feticisti dell’accesso agli atti.
Unico segno di vita sono le note emesse dalla Regione Lazio nei giorni 11 e 18 dicembre 2019 e stranamente trasmesse all’Università Agraria di Civitavecchia solo in data 5 marzo scorso a mezzo PEC. In queste si menziona l’accertamento svolto dal Dott. Agr. Monaci come elaborato cartografico e catastale non ancora reso esecutivo, stante l’avvio, durante i termini di legge, di numerosi contenziosi avviati dinanzi al Commissario per la liquidazione degli usi civici in Roma, avente quindi mero valore endo-procedimentale ai sensi dell’articolo 15 e ss. RD 332/28, e si invita questo Ente a utilizzare per le eventuali attestazioni e/o certificazioni richieste gli elaborati tecnici definitivi ovvero le risultanze giudiziali passate in giudicate o registrate e trascritte.
La citata risposta non tiene conto del fatto che la verifica Monaci, pubblicata in esecuzione della determinazione direttoriale n. G01938 del 21.02.2019, non è stata affatto contestata nella sua integralità: in particolare, la grandissima maggioranza delle n. 1067 osservazioni presentate dopo detta pubblicazione contestano quanto statuito con la summenzionata sentenza commissariale rep. n. 19/1990, risultandone investita la verifica espletata dal Dott. Agr. Monaci solo nella misura in cui recepisce la declaratoria di demanialità collettiva contenuta in sentenza. Quanto alle pochissime (nove) osservazioni che riguardano direttamente la verifica Monaci, esse hanno già ricevuto risposta, fatta propria da codesta Regione, e sono state ritenute o irricevibili perché provenienti da soggetto interessato o perché non pertinenti o rigettate nel merito ovvero, in un caso, recepite in modo che peraltro integra, e non confuta, la verifica circa il punto specifico sul quale verte.
Non sussiste quindi alcuna ragione d’incertezza circa le terre per le quali la verifica espletata dal Dott. Agr. Monaci ha, in revisione delle risultanze cui era pervenuta la verifica svolta dall’Arch. Rossi, escluso gravami di uso civico: per tali terre, infatti, non vi è alcuna osservazione, alla quale sia stato o debba essere dato seguito in sede contenziosa, né vi è alcuna osservazione che sia stata recepita in conseguenza dell’esame che della stessa è stato fatto in sede amministrativo.
Non vi è quindi, ad avviso dell’Università Agraria di Civitavecchia, nessuna ragione la quale impedisca alla Regione di rendere esecutiva la verifica espletata dal Dott. Agr. Monaci per quelle terre in ordine alle quali la stessa, in revisione e a correzione delle risultanze cui era pervenuta la verifica svolta dall’Arch. Rossi, esclude la sussistenza di gravami di uso civico, sulla base di atti certi portati a conoscenza della Regione con le integrazioni documentali a sua stessa richiesta fornite già un anno fa.
E’ piuttosto da sottolineare l’inerzia della Regione Lazio, che rimanda indefinitamente ogni decisione alla conclusione del contenzioso in corso, che appare, alla luce dei rilievi sopra formulati, illegittima e fonte di responsabilità sotto molteplici profili: rilevate infatti l’inconsistenza e l’insussistenza di una motivazione che rimanda agli esiti del contenzioso per terre che da tale contenzioso non sono interessate, l’inerzia stessa potrebbe risultare quale condotta omissiva in relazione al dovere d’ufficio di portare a conclusione il procedimento amministrativo ai sensi dell’art. 2. 1° comma, della legge n. 241 del 1990, con conseguenti responsabilità configurabili in sede peraltro non solo penale, ma anche amministrativa, disciplinare, civile e contabile, e connessi profili di obbligo risarcitorio civile ed erariale in relazione a tutti i danni che i soggetti coinvolti, siano essi privati o Enti come questa Università Agraria, dovessero risentire in seguito al mancato conferimento di esecutività alla verifica Monaci per quella parte, fondata su atti certi trasmessi a codesta Regione e incontestata, nella quale essa esclude la sussistenza di gravami di uso civico in relazione a terre ritenute invece gravate dalla precedente verifica dell’Arch. Rossi.
Questo anche per chiarire ai Soci ed agli utenti dei beni collettivi della Comunità di Civitavecchia, abbagliati dall’ormai quotidiano teatrino messo in scena da alcuni personaggi animati dalla sola ricerca di visibilità ed agibilità politica, come stiano effettivamente le cose e far comprendere la portata e l’importanza del lavoro che in silenzio ma con molta energia e determinazione questa Università Agraria sta portando avanti nell’interesse della Città”.

Daniele De Paolis – Presidente dell’Università Agraria di Civitavecchia