“Uscita dal carbone: la città non si spacchi di nuovo in due”

CIVITAVECCHIA – Da CGIL, CISL e UIL territoriali, riceviamo e pubblichiamo:

Con un caldo torrido che sferzava la città e zaffava dalle finestre dell’ultimo piano del Comune di Civitavecchia si è svolta, il 28 giugno u.s. la terza riunione sull’uscita dal carbone della centrale elettrica Torrevaldaliga Nord.
Già da tempo la città ha cominciato a discutere del futuro della centrale, della fase di transizione che accompagnerà il processo, degli scenari occupazionali che rischiano di essere devastanti e delle prospettive di sviluppo sostenibile che la dismissione dal carbone e l’impegno di Enel possono rappresentare per Civitavecchia e l’intero territorio.
Si intrecciano, ancora una volta a distanza di 20 anni, questioni fondamentali che tengono insieme il piano strategico energetico nazionale, il tema dei cambiamenti climatici: l’ambiente, la salute della cittadinanza, uno sviluppo sostenibile, il lavoro.
E’ necessario tenere bene a mente che le scelte che si compiranno e che devono essere valutate con la massima consapevolezza e responsabilità da parte di tutti gli interlocutori in campo (Istituzioni, tessuto produttivo, mondo del lavoro) determineranno la qualità e le condizioni di vita e di lavoro nel Territorio per il futuro.
Questione fondamentale, a fronte della crisi drammatica che sta investendo diversi settori produttivi e rischia di cancellare nei prossimi anni oltre il 90% dei posti di lavoro che orbitano intorno al sito di Torrevaldaliga Nord, è oggi e sarà per il futuro la capacità di operare una sintesi che tenga conto delle aspettative di tutti e non spacchi la città come una mela: reiterando errori commessi anni addietro che hanno lasciato ferite aperte e cicatrici profonde. Il lavoro e la salute, l’ambiente e lo sviluppo industriale, le sue potenzialità inespresse meritano una sintesi unitaria e il massimo impegno da parte di tutti.
Nel corso della affollata e lunghissima riunione, alla quale erano presenti il Sindaco, la Regione, Enel, le parti Sindacali e Datoriali è emersa con chiarezza la volontà di chiedere ad Enel un impegno concreto nell’immediato, per garantire da subito una corretta manutenzione degli impianti che tenga nel dovuto conto la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini.
Cgil Cisl Uil territoriali hanno evidenziato una serie di problematicità che impongono di affrontare due diverse questioni.
Da una parte chiedono ad Enel di dimostrare la responsabilità sociale di una grande Multinazionale restituendo al territorio opportunità di sviluppo e rendendosi parte attiva di un progetto di riconversione a tutto tondo da elaborare e realizzare a Civitavecchia nella consapevolezza che per moltissimi anni la Città ha pagato un prezzo altissimo per la tenuta della rete elettrica nazionale in termini di inquinamento ambientale e salute.
Dall’altra hanno chiesto al Governo e alle Istituzioni tutte di farsi carico, attraverso un impegno straordinario, di accompagnare tutti i lavoratori interessati, circa 1000, e di tutelarli per tutta la fase della transizione energetica.
Restano sul tavolo i 97 inaccettabili esuberi di lavoratori elettrici della centrale pei i quali aspettiamo risposte.
Il nostro Paese ha deciso l’uscita dal carbone entro il 2025.
L’Italia è la II manifattura d’Europa: il costo dell’energia per noi e per le nostre aziende è più alto del 40% rispetto agli altri Paesi. Il resto dell’Europa sta da tempo finanziando investimenti sull’elettrico e sull’idrogeno. Lo fa con Enel e Eni. Già da tempo si vanno delineando le vie del nuovo sviluppo industriale, e le politiche ambientali saranno parte integrante e ineludibile di questo processo.
Se vogliamo fare parte del nuovo modello dobbiamo muoverci in fretta e dire con chiarezza dove vogliamo investire e che tipo di Città vogliamo.
Il progetto che dobbiamo disegnare deve pretendere da Enel il massimo dell’impegno, e lasciarsi definitivamente alle spalle le promesse e gli accordi disattesi.
Innanzi tutto vogliamo subito sgombrare il campo, a scanso di equivoci, da ipotesi di investimento che abbiano a che fare il ciclo dei rifiuti. Non sarebbe accettabile per il territorio ulteriore sacrificio in questa direzione.
Prima di tutto Enel deve farsi carico di investire nelle bonifiche, che sono la base di ogni possibile insediamento produttivo, in un mix di rinnovabili considerando l’utilizzo del gas solo a garanzia della tenuta del sistema energetico e nella consapevolezza che il tema occupazionale non può essere sacrificato.
Anche per questo motivo deve rendersi disponibile a costruire un modello di città che guardi al futuro. Una città intelligente.
Anche per la produzione energetica da rinnovabili ad esempio sarà importante portare il digitale sul territorio, negli ospedali, nel comune, nel porto, alle persone più deboli che da sole non sarebbero in grado di fare quell’investimento.
Il primo accordo sull’elettrificazione delle banchine in Italia Enel l’ha firmato a Civitavecchia, nel 2008… ed è ancora lettera morta.
Eppure il Porto, così strategico per la città, avrebbe dovuto essere il primo Porto Green del Mediterraneo. Dobbiamo tornare a ragionare di tutto questo, immaginare un cantiere navale , non dimenticare mai il lavoro e i lavoratori. Dobbiamo valorizzare il patrimonio Archeologico, le risorse Termali.
Dobbiamo promuovere accordi con l’università per un centro di ricerca e valorizzare le potenzialità che ci offre la Zona Logistica Semplificata (ZLS).
Per quanto riguarda le aziende metalmeccaniche presenti sul territorio Cgil Cisl Uil territoriali hanno inoltre evidenziato che parte considerevole del problema che oggi vivono i lavoratori dipende dall’incapacità, dimostrata negli anni, di diversificare la loro attività produttiva (tranne rarissime eccezioni) e mettersi in rete. Avendo fatto affidamento solo sulla presenza di Enel, quelle stesse aziende si trovano oggi in crisi. Sarà importante tenere un focus e programmare una serie di incontri per evitare il rischio di licenziamenti che si fa ogni giorno più concreto.
Preso atto della disponibilità del Comune di Civitavecchia e della Regione Lazio Cgil Cisl Uil hanno auspicato una ulteriore riunione in tempi brevi per dare seguito sia elaborazione del progetto complessivo, sia per monitorare ed intervenire puntualmente in sostegno dei lavoratori per tutta la durata della fase di transizione.
CGIL CISL UIL territoriali hanno inoltre richiesto un incontro al Sindaco di Civitavecchia e aspettano una riunione per approfondire i temi legati allo sviluppo e alle problematiche della città.

CGIL Civitavecchia Roma Nord ViterboStefania Pomante
CISL Roma capitale e RietiPaolo Sagarriga Visconti, Diego Bottichiari, Sergio Galletta
UIL Civitavecchia ViterboGiancarlo Turchetti