Uscire dal carbone, fermare il gas e creare occupazione: si può

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CIVITAVECCHIA – Abbandonare il combustibile fossile, investire sulle rinnovabili e creare buona occupazione è possibile. Questo il messaggio lanciato chiaro e forte ieri mattina davanti alla centrale Enel di Torre Valdaliga Nord dai comitati che hanno dato vita alla manifestazione “Per il clima, fuori dal fossile”. Un appuntamento che ha visto convergere a Civitavecchia comitati da diverse realtà italiane, tra cui i rappresentanti di “Friday for future” di Venezia-Mestre, Roma e Milano; numerosi anche i territori con problematiche speculari a quelle di Civitavecchia rappresentati, come l’Abruzzo, le Marche, Venezia, Marghera, Brindisi, Taranto, Genova, Pisa, Roma e Milano. A promuovere l’evento il Comitato SOLE, il Collettivo No al fossile e il Forum ambientalista.

“La parola d’ordine di oggi – riferisce a nome dei promotori Riccardo Petrarolo – è stata lotta ai cambiamenti climatici, all’inquinamento e ai conseguenti problemi sanitari che attanagliano il mondo e anche l’Italia. Una lotta che non è alimentata da pregiudizi ideologici ma che si fonda su proposte alternative di sviluppo e tutela ambientale reali. L’esperienza di altre realtà, come ci hanno testimoniato gli amici di Friday for future giunti da diverse parti d’Italia, ci dimostra che un progetto di bonifica dei territori inquinati e una transizione ecologica attraverso le rinnovabili, riescono a creare una occupazione stabile e non limitata alla semplice durata dei cantieri, come tristemente accaduto nel caso della conversione a carbone di Tvn. Per questo, a livello locale, il messaggio lanciato per Civitavecchia è stato perentorio: no a qualunque combustibile fossile e al tempo stesso no al progetto di un impianto a turbogas che renderebbe questo territorio ancora una volta soggetto a servitù energetica inquinante e a scarsa occupazione. Lo sviluppo di questa città e la sua tutela ambientale e sanitaria passano appunto per l’uscita dai fossili e l’investimento a lungo termine sulle rinnovabili”.

Circa 200 i manifestanti accorsi davanti ai cancelli di Tvn, un numero non trascurabile ma sicuramente non all’altezza dell’importanza della battaglia in corso, su cui si sta giocando il futuro di Civitavecchia. A parte alcune esigue rappresentanze partitiche (Movimento Cinque Stelle, la Fiom Cgil, Onda Popolare, Città futura) non è passato inosservata l’assenza dei principali partiti cittadini e dell’intera maggioranza. Completamente assente l’Amministrazione comunale, che non ha ritenuto opportuno neanche commentare l’evento e manifestare sostegno almeno attraverso una nota stampa. E questo lascia riflettere sul ruolo piuttosto ambiguo che l’Amministrazione Tedesco sta tenendo circa il futuro di Tvn e il progetto a turbogas dell’Enel. Nella buon solco della tradizione politica civitavecchiese, si disertano gli appuntamenti pubblici e si privilegiano i tavoli e le trattative separate, all’oscuro della cittadinanza, che ad oggi non ha ancora capito da chi siede a Palazzo del Pincio di che morte debba morire.