USB: “Tvn, governare la transizione verso un nuovo modello di sviluppo”

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CIVITAVECCHIA – Dall’Unione Sindacale di Base riceviamo e pubblichiamo:

“Dopo il ridimensionamento occupazionale di Torrevaldaliga Sud e la chiusura di Montalto di Castro, il declino produttivo che ora investe la centrale di Torrevaldaliga Nord sta decretando la crisi definitiva dell’intero comparto elettrico del territorio. Da tempo si susseguono tagli agli appalti, licenziamenti e cassa integrazione, peggioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza.
Tutto ciò avviene inoltre nella prospettiva di una prossima fine della produzione a carbone, che, inevitabilmente, produrrà una perdita di centinaia di posti di lavoro in tutte le categorie coinvolte, in primo luogo metalmeccanici, ma anche elettrici, lavoratori dei servizi (mensa, pulizie, vigilanza, portineria, sicurezza), indotto portuale, chimici e edili. Uno scenario devastante, che sarebbe solo rimandato qualora Enel dovesse realizzare il nuovo impianto a gas, avversato peraltro da tutte le forze politiche e comunque capace di garantire a regime solo poche decine di occupati.
Ciò che si rischia concretamente è quindi il collasso dell’intero tessuto produttivo cresciuto intorno alle centrali, con diverse imprese destinate a chiudere per mancanza di commesse e tanti lavoratori costretti a trasferirsi altrove o a piegarsi alla disoccupazione.
Sono circa 1000 i posti di lavoro in gioco, di cui almeno 150 già persi tra Enel e Ditte. Per la città si annuncia un futuro di desertificazione produttiva.
Non possiamo tuttavia aspettare passivamente che questo destino si compia. Al contrario, occorre attivarsi fin da subito per due obiettivi su cui le OOSS auspicano il massimo sostegno da parte di lavoratori e cittadini.
1) Finché l’impianto è funzionante, chiedere che Enel metta un freno alla continua espulsione di lavoratori dal ciclo produttivo, sia diretti che dell’indotto, garantendo non solo adeguati livelli occupazionali ma anche le necessarie manutenzioni e le dovute condizioni di sicurezza.
2) Poiché la prevista uscita dal carbone è il risultato di una precisa volontà della politica, quest’ultima è chiamata a governare il complesso processo di transizione che ne deriva. Governo e Regione devono quindi prospettare un nuovo sviluppo per il territorio, con progetti sostenibili e soprattutto concreti in grado di attrarre investimenti e creare occupazione, naturalmente dietro la spinta fondamentale della stessa Amministrazione Comunale a cui chiediamo a tal fine l’immediata attivazione di un tavolo permanente sui problemi indotti dal phase-out del carbone. Mercoledì 18 dicembre, alle ore 16:00, assemblea pubblica davanti alla sede del Comune di Civitavecchia, in Piazza Guglielmotti“.

Unione Sindacale di Base Civitavecchia